Nuova tassa sui rifiuti recuperati in mare, Traversini: “Balzello ingiusto che penalizza i piccoli porti delle Marche”

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12 aprile 2018

fano-portoANCONA – Nuova tassa dell’Europa sui rifiuti pescati in mare e conferiti in porto dai pescherecci, arriva lo stop del presidente della commissione Affari europei ed internazionali, Gino Traversini. “Una penalizzazione ingiusta ai piccoli porti marchigiani ed alle loro marinerie. Abbiamo avviato l’iter per giungere ad una risoluzione del Consiglio regionale che blocchi l’approvazione della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio”.

L’atto elaborato dall’Europa relativo “agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, compresi i pescherecci”, modificherebbe le attuali disposizioni in materia, introducendo una tariffa a carico degli armatori delle navi e dei pescatori per il deposito a terra dei rifiuti rinvenuti in mare, diversi dai residui del carico e dai rifiuti prodotti dall’imbarcazione stessa. “Una norma assurda – afferma Traversini -che penalizza i proprietari delle navi ed in particolare i pescatori, sui quali graverebbero ulteriori costi. Spese da sostenere, per di più, per fornire quello che è di fatto un servizio alla comunità per la pulizia del mare. La norma penalizza anche i piccoli porti che dovranno dotarsi di nuovi impianti di conferimento. Ma si tratta anche di disposizioni che frenano l’obiettivo di liberare il mare da platische ed altri materiali inquinanti che quotidianamente vengono recuperati dai pescherecci durante la loro consueta attività. Appare, dunque, paradossale che invece che incentivare le operazioni di recupero dei rifiuti svolte dagli equipaggi, li si tassi per il lavoro che svolgono. Ricordo che attualmente pescherecci e navi corrispondono tariffe per lo smaltimento dei riufiuti di bordo prodotti dalle stesse imbarcazioni”.

Conclusione: “E’ alla luce di tutto questo che in commissione abbiamo già avviato l’iter per giungere ad una risoluzione, che intendiamo approvare in aula, per bloccare la proposta di direttiva, che così elaborata risulta chiaramente lesiva nei confronti dei lavoratori e dello sviluppo economico del territorio, ma anche della tutela ambientale”.

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