Un infarto stronca a soli 52 anni il giudice Paolo Cigliola. Era a Urbino da vent’anni

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16 aprile 2018

URBINO – Il magistrato Paolo Cigliola, da quasi vent’anni al servizio del tribunale di Urbino, è morto nel primo pomeriggio di ieri stroncato da un infarto. Aveva solo 52 anni. Il malore è avvenuto attorno alle 15 quando Cigliola era nella sua casa di Trasanni con la moglie. Inutile il soccorso del 118 che è intervenuto tentando invano le operazioni di rianimazione. Cigliola era nato a Taranto e era al lavoro ad Urbino fino a sabato scorso. La notizia ha lasciato nello sgomento tutta la città feltresca e nel dolore lancinante la moglie, la sorella e i genitori di Paolo Cigliola.

Il cordoglio del sindaco di Urbino Maurizio Gambini

«Ho appreso con estremo dispiacere della prematura e improvvisa scomparsa del giudice Paolo Cigliola. A nome mio e di tutta l’Amministrazione Comunale di Urbino esprimo il più sentito cordoglio e porgo le più sincere condoglianze a tutta la sua famiglia».

Questo è il messaggio che il sindaco, Maurizio Gambini, rivolge ai cari del magistrato, colto da un infarto fatale nella giornata di domenica 16 aprile, che per 20 anni ha prestato servizio al Tribunale di Urbino, ricoprendo in diverse occasioni il ruolo di presidente facente funzioni.

«Benché non ci conoscessimo bene personalmente – continua il sindaco – so che era una persona stimata da tutti per la sua professionalità e la sua umanità. La nostra città gli deve un sincero ringraziamento per aver agito in modo determinante a salvare il Tribunale di Urbino dalla soppressione, quando, nel 2013, era stato inserito dal Ministero nell’elenco dei tribunali minori da cancellare. Grazie al suo appello alla Corte Costituzionale ha avanzato il dubbio sulla legittimità del provvedimento essendo Urbino città capoluogo di Provincia, ottenendo il mantenimento del nostro Palazzo di Giustizia. Una vittoria significativa per tutta la nostra città, che lui ha condotto spinto dall’affetto che lo legava a Urbino, come lui stesso aveva confidato.

Tutti lo ricordano come una persona riservata e discreta, dedita al suo lavoro e amato da tutti i colleghi. Sicuramente lascerà un grande vuoto non solo nelle stanze del Tribunale urbinate, ma anche in tutta la nostra comunità».

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