Festa del Lavoro …e dell’ “operaio” Gioachino

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30 aprile 2018

Giorgio Girelli*

PESARO – Qualcuno ritiene che ci sia poco da festeggiare, data la situazione in cui versano tanti lavoratori del Paese. Eppure la crisi economica che tuttora ci colpisce non avvilisce, ma semmai aggiunge un motivo in più alla “festa”. Che non è la scampagnata “fuori porta” con tanto di pane, salame, vino e fisarmonica. Bensì l’occasione per ricordare a tutti che il lavoro è il valore fondante della Repubblica che quest’anno celebra il settantesimo della sua Costituzione, approvata dalla Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947. Due giorni dopo, nel messaggio di Natale di quell’anno, il ministro del lavoro Fanfani affermava che nella Carta fondamentale “ogni lavoratore può trovare il riflesso delle sue più radicate aspirazioni” avendo la Costituzione “fondato ogni posizione personale sul lavoro”. Che non è per tutti però una meta ancora raggiunta, lasciando tuttora incompiuto quel valore. Una “festa” comunque anche per rendere onore ai protagonisti del lavoro che concorrono al progresso dell’Italia, e per evidenziare, soprattutto, che a tanti lavoratori, e con essi alle loro famiglie, non è dato di fruire di una occupazione e di un reddito dignitosi. E per dimostrare vicinanza e solidarietà ai molti cui il lavoro manca.

Una precedente edizione del concerto per la Festa del Lavoro con l’attuale presidente delle Marche Luca Ceriscioli e  l’ambasciatore Giorgio Girelli

Una precedente edizione del concerto per la Festa del Lavoro con l’attuale presidente delle Marche Luca Ceriscioli e l’ambasciatore Giorgio Girelli

O che lo svolgono in condizioni disagiate se non di sfruttamento. Per non parlare del rispetto delle norme di sicurezza (i morti sul lavoro sono in aumento) o degli odiosi licenziamenti per il trasferimento di intere aziende in paesi meno attenti ai diritti dei lavoratori e quindi più lucrosi per datori di lavoro immoralmente avidi. Tutti temi che una società coesa ed evoluta deve sentire interamente propri e non relegarli alla competenza del solo sindacato. Cosicchè anche un segmento di questa comunità nazionale, come può essere un Conservatorio di musica, ha pieno titolo per portare il suo contributo di approfondimento sulla materia: per dovere e sensibilità civica, cui nessuno può sottrarsi, ma anche perché dalle condizioni del lavoro dipende il PIL, e da questo le disponibilità di risorse per il bilancio statale cui sono legate pure ricerche scientifiche, iniziative didattiche, sedi adeguate e strutture all’altezza dei tempi. E visto che il concerto per onorare i lavoratori è promosso da un conservatorio di una città che ha dato i natali a Rossini, di cui viene celebrato il 150° della scomparsa con iniziative in Italia ed all’estero, un ricordo ed un omaggio va anche in questa giornata al “lavoratore” Gioachino, membro e presidente onorario della Società Operaia di Pesaro. Grande compositore ma anche personalità socialmente ammirevole, come dimostrano le clausole da lui apposte al testamento in favore (in quel tempo !) dell’insegnamento gratuito della musica ai giovani studenti dell’istituto musicale che egli fondò ed a cui donò il suo ingente patrimonio.

*Presidente del Conservatorio Statale Rossini

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