Vuelle, uno splendido miracolo che ancora non basta. L’atteggiamento di Milano va ora travasato nelle ultime due gare

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30 aprile 2018

PESARO – Adesso bisogna restare calmi, non pensare di avercela fatta, e capire che il matchpoint è sempre in mano a Capo d’Orlando, alla quale basterà, in ogni caso, vincere una sola delle prossime due partite, per raggiungere e superare, in virtù della differenza canestri, una Vuelle, che per essere sicura della salvezza, dovrebbe vincere tutte e due le prossime partite, l’unico risultato ottenuto è che fino all’ultima giornata, la sorte della Vuelle non è ancora scritta, a meno di una vittoria pesarese domenica prossima, in contemporanea con una sconfitta siciliana e che in caso di un arrivo a quota 16 punti, con Brindisi e la Betaland, sarebbero i pugliesi a scendere in serie A2.

Fin qui i fatti, ma non sarebbe giusto archiviare la vittoria di ieri pomeriggio con poche righe, anche se prima bisogna fare una doverosa promessa: Se vinci a Milano, vuol dire che in casa Armani non tutto è funzionato a dovere, perché la differenza tecnica e fisica tra le due squadre rimane abissale e, per espugnare il Mediolanum Forum, ci vuole la complicità dei giocatori di coach Pianigiani, che non vuol dire che hanno perso apposta intendiamoci, ma che semplicemente, hanno preso la partita sotto gamba, pensando di poterla portare a casa alla prima accelerazione e di non dover impegnarsi al 100% in fase difensiva, accontentandosi, in quella offensiva, di tirare moltissimo da fuori (28 triple tentate e 30 tiri da 2), invece di far girare la palla con pazienza, contro la zona pesarese, cercando di servire con continuità i suoi lunghi.

Fin qui i demeriti dell’Armani, ma sappiamo che quest’anno, anche quando hanno tentato di regalarcela a tutti i costi, non siamo mai quasi riusciti a sfruttare l’occasione, cedendo nel finale e gestendo in malo modo le ultime azioni, invece, per una volta, Pesaro non ha ceduto a livello psicologico, anche in un ultimo quarto iniziato sopra di 9 punti, come è successo tante volte in questa stagione, vantaggio che spesso, come per magia, spariva in un paio di minuti e consentiva all’avversaria di ritornare in partita, specialmente quando la Vuelle giocava in trasferta, Milano, invece, è arrivata al massimo a meno quattro, mentre Pesaro continuava a seguire il suo piano partita, che nel finale vuol dire dare la palla a Clarke e vedere cosa succede, ed in difesa mettersi a zona e vedere cosa succede, sperando che i tiratori milanesi continuassero a fare cilecca, ma da soli non si può vincere e allora, come azione simbolo della partita, prendiamo quella svoltasi a due minuti dalla sirena, quando Serpilli sbaglia la tripla dall’angolo, Braun schiaffeggia la palla, dando la possibilità ad Ancellotti di catturare il rimbalzo offensivo, con il lungo reggiano che serve Clarke, che vistosi raddoppiato, scarica il pallone a Bertone, che in entrata, subisce fallo e segna i liberi del nuovo più otto Pesaro, un’azione semplice nel suo svolgimento, ma nella quale tutti hanno portato il loro mattoncino alla causa e purtroppo, in questa stagione, alla Vuelle spesso, non erano riuscite neanche le cose più semplici.

E’ arrivata così la seconda vittoria in trasferta, sei mesi dopo quella di Reggio Emila, dove era scesa in campo una Vuelle completamente diversa da quella vista a Milano, una Vuelle che non ha risolto per magia tutti i suoi problemi, ma alla quale questo successo, potrebbe dare la spinta fondamentale per cercare di vincerne almeno un’altra, anche se il calendario rimane proibitivo e, bisogna avvisare coach Galli, che potrebbe non bastare vincerne una sola per salvarsi, dato che la spada di Damocle dell’arrivo in parità con Capo d’Orlando, continua a penzolare pericolosamente sulle teste dei giocatori biancorossi, che non potranno sperare ancora in un altro regalo da parte della capolista domenica sera, ma che dovranno imprimere nelle loro menti, che solo giocando di squadra, sia in difesa che in attacco, si potrà raggiungere una salvezza, che sembra più vicina dopo la vittoria a Milano, ma che invece continua a rimanere maledettamente lontana.

I PIU’ ……

Rotnei Clarke: 18 punti con 10 tiri per Clarke, che nel secondo tempo prende per mano la sua Vuelle e la trascina verso la vittoria, coinvolgendo i compagni e dirigendo con autorità il gioco offensivo, mettendo il sigillo sul match con la tripla centrale da otto metri e i liberi della sicurezza,

Pablo Bertone: Nel primo tempo è il faro offensivo della Vuelle, segnando 19 punti, con canestri ogni volta diversi, nel secondo tempo il suo apporto cala, ma continua a sbattersi in difesa, non sprecando le occasioni che gli sono capitate tra le mani.

Andrea Ancellotti: Milano poteva ruotare tre centri di ruolo, Pesaro poteva schierare solo Ancellotti e il lungo reggiano ha retto il colpo, pur non facendo niente di trascendentale, ma rendendosi utile a rimbalzo e difendendo al meglio delle sue possibilità.

 

… E I MENO DELLA SFIDA MILANO – PESARO

Diego Monaldi: Nelle ultime partite, il canestro lo vede col binocolo e anche se il suo contributo in cabina di regia è prezioso, serviranno anche i suoi punti nei prossimi 80 minuti.

Marco Ceron: 2 su 34 nel girone di ritorno per Ceron dai 6.75 e senza il suo tiro, il contributo offensivo del capitano, per forza di cose, continua ad essere deficitario,

Milano: Non sono problemi nostri, ma l’Armani vista contro Pesaro, ben difficilmente, farebbe strada nei playoff, e se non vincesse lo scudetto, la stagione dell’Armani sarebbe fallimentare, ma crediamo che, quando le partite conteranno veramente, sia in grado di tornare ai suoi livelli abituali.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Vuelle a MilanoTorniamo, per forza di cose, a parlare di Omogbo, perché nel bene e nel male, è il giocatore in grado di fare la differenza in questa Vuelle, che continua ad essere Clarke dipendente, ma che per sperare di vincere un’altra partita, avrà bisogno del Manny visto contro Milano, ma cosa ha fatto di particolare? Niente, ed è questo che ci fa incazzare, ha fatto semplicemente quello che gli si chiede da almeno quattro mesi: stare nelle vicinanze del ferro ed aspettare che il pallone passi da quelle parti, invece di vagabondare a metà campo, in attesa che qualcuno gli passi il pallone sulla linea dei tre punti, vederlo concludere in reverse un paio di azioni, appoggiando la palla al tabellone, ci fa capire che questo ragazzo ha margini di miglioramento enormi e che in questi sette mesi non siamo riusciti ad inculcargli la giusta mentalità, anche per colpa sua, visto che ogni settimana, in allenamento, gli si “ordina” di non muoversi troppo dal canestro, mentre in partita, regolarmente, gioca in quella maniera anarchica, che fa perdere la pazienza allo staff e ai tifosi, stanchi di vederlo solo sparacchiare da tre o di assistere alle sue partenze in palleggio, senza arte né parte.

Speriamo che il match di Milano gli serva da lezione e che continui a stazionare nei pressi dell’area, anche quando rientrerà Mika, che in ogni caso è indispensabile in questa Vuelle e che speriamo domenica con Venezia, sia regolarmente al suo posto, dopo aver smaltito l’infiammazione al ginocchio, visto che per cercare l’impresa contro l’Umana, servirà l’apporto di tutti, tifoseria compresa, che ancora una volta dovrà presentarsi all’Adriatic Arena, sfruttando tutti gli incentivi che la Vuelle gli proporrà, inventandosi magari qualche altra promozione, oltre al biglietto ad un euro. Contro Venezia si giocherà alle 20.45 e non saranno più valide le scuse della gitarella fuori porta, della passeggiata in Viale Trieste sotto il primo sole o di rimanere a casa a vedere il posticipo della serie A calcistica, dato che non è in programma un big match, il vero big match, per i tifosi pesaresi, si svolgerà all’astronave della Torraccia, contro la peggiore avversaria possibile, quella più in forma e che mercoledì prossimo potrebbe vincere la prima coppa europea della sua storia, ma in ogni caso, quella contro i lagunari rimane l’ultima partita casalinga della stagione e passeranno cinque mesi prima di poter rivedere dal vivo la Vuelle, ovunque e dovunque sia, anche e solo per questo, sarebbe un peccato non esserci.

DAGLI ALTRI PARQUET

La sconfitta di Milano, lancia al primo posto solitario Venezia, che rifila 104 punti a Capo d’Orlando, garantendosi la possibilità di concludere in testa la regular season, battendo proprio l’Armani all’ultima giornata, perdono anche la terza e la quarta in classifica, con Brescia battuta al fotofinish a Cremona ed Avellino che crolla senza lottare, in casa, di fronte alla voglia di Sassari di agguantare i playoff, obiettivo già raggiunto da Trento che supera Torino, escludendo i piemontesi dalle prime otto, stessa sorte toccata a Reggio Emilia, dopo la sconfitta a Cantù, con i brianzoli che salgono a quota 30 punti, insieme a Bologna, vittoriosa agevolmente a Pistoia e a Varese, brava a superare nel finale Brindisi, mettendo nei guai i pugliesi, che per garantirsi matematicamente la salvezza, dovranno vincere almeno un’altra partita.

 

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