A Pesaro un punto di riferimento nelle Marche per la cura delle patologie dell’esofago e dell’apparato digerente

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21 maggio 2018

PESARO – Il Centro Clinico Diagnostico di Pesaro ha attivato la collaborazione con il Centro per le malattie dell’esofago di Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna) per creare un punto di riferimento d’eccellenza nel territorio marchigiano rivolto a tutti coloro che soffrono o che sospettano la presenza di patologie legate all’esofago e all’apparato digerente.

A coordinare l’attività e presente periodicamente nel Centro pesarese sarà il prof. Sandro Mattioli, direttore dell’Unità Operativa di chirurgia toracica di Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna), una delle voci preminenti nel campo scientifico nazionale ed internazionale con oltre 2500 interventi di chirurgia esofagea maggiore, eseguiti con tecniche tradizionali e mini-invasive (laparoscopia e toracoscopia), e 700 atti scientifici dedicati alle malattie dell’esofago.

Il focus, fin dai primi contatti con il paziente, viene incentrato sulla diagnosi delle principali patologie quali reflusso gastro-esofageo, ernia iatale, esofagite, esofago di Barrett, acalasia, diverticoli di Zenker e dell’esofago, carcinoma dell’esofago. Nel caso in cui si rendessero necessari approfondimenti complessi o un intervento, il paziente può usufruire del Centro Malattie dell’Esofago di Maria Cecilia Hospital a Cotignola, mentre la fase post operatoria potrà essere seguita dal prof. Mattioli direttamente presso il Centro di Pesaro. Un ulteriore vantaggio per i pazienti marchigiani, che non dovranno effettuare spostamenti per monitorare il proprio stato di salute.

 

Il professor Sandro Mattioli

Il professor Sandro Mattioli

Quali sono le principali patologie esofagee che è possibile trattare?
“Le patologie che colpiscono l’esofago possono essere anche rare e complesse. Quando si parla di malattie dell’esofago, si spazia infatti da patologie funzionali relativamente diffuse come il reflusso gastro-esofageo ad altre rare come l’acalasia fino alle neoplasie maligne. Spesso è necessaria la terapia chirurgica. È questo il caso delle neoplasie, dei diverticoli, dell’acalasia, di alcuni tipi di ernia iatale, del reflusso gastro-esofageo severo non responsibo alla terapia medica. La chirurgia dell’esofago è molto complessa perché coinvolge il distretto addominale, quello toracico e, per alcune patologie, anche il collo. La corretta esecuzione degli interventi è possibile solo in Centri specializzati: anche tutte le principali linee guida internazionali sottolineano che la chirurgia dell’esofago per malattie benigne e maligne deve essere preferibilmente eseguita in Centri di riferimento, per avere il percorso diagnostico e l’indicazione chirugica più corretti oltre a buoni risultati di intervento”.

Perché è importante rivolgersi a Centri specializzati se si soffre di patologie funzionali?
“Nel 60% dei casi i pazienti che afferiscono al Centro hanno patologie di natura funzionale, che insorgono in pazienti spesso giovani, con una lunga aspettativa di vita. Si tratta quindi di pazienti per cui le scelte mediche, se errate, possono impattare enormemente sulla qualità di vita futura. Il Professore Ronald Belsey, uno dei padri della moderna chirurgia esofagea, capostipite di un gruppo di chirurghi nord americani ed europei di cui sono onorato far parte, ci ha insegnato che “Nulla se non l’eccellenza è accettabile per la cura delle malattie funzionali dell’esofago”. Il primo colloquio con questi pazienti è di estrema importanza. Il medico deve riuscire per prima cosa a instaurare un rapporto di fiducia e ad andare a fondo, perché la componente psicologica nelle patologie funzionali ha spesso grande importanza. Solo un medico in grado di inquadrare correttamente il paziente potrà effettuare una diagnosi corretta, indicare un percorso terapeutico adeguato e proporre la chirurgia solo nei casi necessari”.

Come avviene il primo approccio con il paziente?
“Il primo colloquio con i pazienti è sempre di estrema importanza. Il medico deve riuscire per prima cosa a instaurare un rapporto di fiducia e ad andare a fondo, perché la componente psicologica nelle patologie funzionali ha spesso grande rilevanza. Solo il medico specializzato è in grado di inquadrare correttamente la sintomatologia del paziente, indicare un percorso terapeutico adeguato e proporre la chirurgia solo nei casi necessari. L’équipe di esperti di Maria Cecilia Hospital è specializzata anche per la prevenzione delle malattie dell’esofago, non solo per la diagnosi e il trattamento. È importante infatti considerare tutti gli accertamenti specifici come TAC dell’addome e del torace, manometrie, esofago-gastro-duodeno-scopie con l’eventuale esecuzione di biopsie mirate”.

Come vengono trattati i tumori esofagei?
“La diagnosi e la cura dei tumori esofagei richiede le competenze di Centri specializzati. I tumori dell’esofago e in particolare gli adenocarcinomi sono in aumento. È interessante notare quanto le regole dietetiche e le abitudini di vita possano influire sulla genesi dei tumori. Al contenimento dell’uso di tabacco e di alcolici, proprio delle culture e degli strati sociali meno sviluppati, sono subentrate tipiche patologie del benessere come l’abuso alimentare. Da questo possono conseguire obesità e malattia da reflusso gastro-esofageo, riconosciute quali concause in alcuni sottotipi di adenocarcinoma dell’esofago”.

 

Per prenotazioni: Centro Clinico Diagnostico, via Velino, 8 – Zona Vismara – Pesaro (PU)

Tel. 0721 1748109 – info@centroclinicodiagnostico.itwww.centroclinicodiagnostico.it

GVM Care & Research https://goo.gl/mMJJwQ

Maria Cecilia Hospital https://goo.gl/5vFPg8

Centro per le malattie dell’esofago https://goo.gl/r1kBwk

 

PATOLOGIA E SINTOMI DIAGNOSI TRATTAMENTO
Relusso gasto-esofageoIl contenuto acido dello stomaco può, per problemi di natura alimentare, anatomica, funzionale, ormonale o farmacologica risalire nell’esofago e produrre bruciore dietro lo sterno o rigurgito acido. I sintomi principali si posono presentare in modo continuativo durante la giornata, oppure in modo intermittendte dopo i pasti e durante il riposo notturno. Il reflusso gasto-esofageo può produrre anche sintomi atipici, quali alterazioni della voce, raucedine, tosse stizzosa e dolore al torace. Si basa sull’esame dei sintomi e sulla storia clinica. Se dopo un breve periodo di terapia farmacologica non si ottengono risultati, è necessario eseguire test diagnostici quali: esame radiologico del tubo digerente, esofago-gastro-duodeno-scopia, manometria esofagea, pH-impedenziometria delle 24 ore. Il trattamento prosegue per gradi: la terapia iniziale preede un’adeguata educazione alimentare dello stile di vita, segue la prescrizione di alcune classi di farmaci, fino ad arrivare alla chirurgia. La tecnica utilizzata attualmente è la chirurgia laparoscopica. Con cinque puccole incisioni, il chirurgo ricrea una barriera efficace tra stomaco ed esofago.
Ernia iataleL’ernia iatale può favorire la malattia da reflusso gastro-esofageo o può essere di per sé una patologia altamente invalidante e pericolosa a seconda delle caratteristiche anatomiche. L’ernia iatale si forma in genere con il progredire dell’età, cui consegue il progressivo indebolimento del muscolo diaframma; anche l’aumento smodato di peso corporeo è fattore favorente. Nelle fasi iniziali l’ernia “da scivolamento” è intermittente e favorisce il bruciore retrosternale. Con il passare del tempo lo stomaco si fissa in torace, questa condizione anatomica produce difficoltà respiratoria, anemia, fino a causare complicanze anche grazi, specialmente in età avanzata. L’esame radiologico del tubo digerente è un semplice ma completo metodo d’indagine che descrive dettagliatamente le caratteristiche anatomiche dell’ernia iatale. L’ernia iatale è un’alterazione anatomica e come tale può essere corretta solamente con la terapia chirurgica. La maggior parte delle ernie iatali, soprattutto quelle intermittenti o da scivolamento, non costituiscono indicazione chirurgica. Vanno considerate solamente nell’ambito della malattia da reflusso gastro-esofageo. Le ernie iatali incarcerate o fisse in torace vanno invece operate, se l’età e le condizioni del paziente lo consentono, per evitare complicanze che, soprattutto in età avanzata, potrebbero pregiudicare la salute di chi ne è portatore. L’esperienza e la competenza chirurgica sono indispensabili èer poter offrire adeguati risultati con il minimo rischio.
EsofagiteÈ prodotta dal reflusso gastro-esofageo, quasi sempre di tipo acido, e si presenta con diversi gradi di severità: dalla semplice infiammazione della muscosa alle ulcere. In presenza di erosioni e ulcere della muscosa esofagea è frequente la sensazone di dolore al passaggio fra torace e addome e talvolta di dolore o difficoltà alla deglutizione. Si effettua tramite endoscopia. Prevede tre fasi in base al persistere dei sintomi: corretto stile di vita ed educazione alimentare; terapia farmacologica; intervento di tipo chirurgico.
Esofago di BarrettUn persistente reflusso gastro-esoageo può danneggiare la normale mucosa che viene rimpiazzata da cellule non originarie dell’esofago. Questo fenomeno è detto metaplasia e aumenta il rischio di sviluppare un tumore maligno da 30 a 100 volte. I sintomi sono quelli della malattia da reflusso gastro-esofageo. Endoscopia con biopsie mirate a intervalli ben precisi per tutta l’estensione dell’Esofago di Barrett. Si sgue il progredire della malattia con endoscopie: ogni 3 anni nel caso di metaplasia; ogni 6 mesi nel caso di displasia lieve (forma pretumorale). Ai pazienti di età inferiore a 70 anni con severi sitomi da reflusso, non controllati dalla terapia farmacologica, è corretto consigliare la terapia chirurgica anti reflusso in assenza di displasia. Le linee guida raccomandano di affidare la valutazione istologica della metaplasia di Barrett e del grado di displasia a gruppi particolamente esperti. Nel caso di displasia severa, ovvero la trasformazione delle cellule in una forma tumorale, si procede con l’intervento che è endoscopico se l’area mucosa sospetta è limitata e superficiale oppure chirurgico in presenza di neoplasia invasiva.
AcalasiaI sintomi sono conseguenti ad alterazioni della motilità esofagea le cui cause non sono note. Il sintomo principale è la difficoltà a deglutire. Si manifesta anche con rigurgito e tosse notturni, salivazione eccessiva, alitosi, dolore toracico e perdita di peso. Anamnesi, esofagogramma, manometria esofagea, endoscopia (necessaria in presenza di megaesofago scompensato per escludere aree di displasia e il tumore). Le terapie possibili sono: farmacologica con calcio-antagonisti; iniezione di tossina botulinica nell’esofago terminale per via endoscopica; dilatazione pneumatica perendoscopica; terapia chirurgia laparoscopica.Il trattamento farmacologico e quello con tossina botulinica sono consigliati per persone molto anziane e donne in stato di gravidanza, poiché non danno risultati definitivi. La dilatazione pneumatica offre risultati buoni. La terapia chirurgica permette di ottenere il migliore risultato funzionale e duraturo nel tempo come documentato dalla letteratura medica internazione. Nell’ambito di studi autorizzati, inoltre, possono essere applicate tecniche sperimentali come ad esempio la miotomia endoscopica (POEM).
Diverticolo di ZenkerÈ un’estroflessione della parte alta dell’esofago. Si manifesta con difficoltà nella deglutizione, rigurgiti, tosse, alitosi e un rumore di gorgoglio quando il paziente muove il collo o comprime con le mani il lato sinistro. L’indagine radiologica con bario consente di evidenziare la presenza del diverticolo. L’esame endoscopico e la manometria esofagea completano l’iter diagnostico. La terapia (endoscopica o chirurgica) dei diverticoli mira a curare il diverticolo sezionandolo o sospendendolo (diverticulectomia o diverticulopessia) e a trattare le alterazioni della motilità.
Diverticoli dell’esofagosi distinguono in diverticoli dell’esofago toracico medio – più piccoli – generalmente asintomatici ed epifrenici – normalmente di notevoli dimensioni – che causano difficoltà nella deglutizione e rigurgito. Anche in questo caso, l’indagine radiologica con bario permette di evidenziare la presenza del diverticolo. L’esame endoscopico e la manometria esofagea completano l’iter diagnostico. Il trattamento chirurgico è riservato ai diverticoli sintomatici o di grandi dimensioni che vengono trattati con metodiche mini invasive.
Tumore esofageoNe esisotno di due tipi in base alle cellule da cui originano: il carcinoma squamoso e l’adenocarcinoma. Nel mondo, il carcinoma esofageo è l’ottavo tumore più frequente e il 6° tumore come causa di morte. Uno dei sintomi precoci può essere la difficoltà saltuaria a deglutire che progredisce nel tempo specialmente per i cibi solidi. Nella progressione del tumore si manifestano generalmente singhiozzo, perdita di peso, ipersalivazione, raucedine, tosse stizzosa. Esame endoscopico con biopsia, esame radiologico con bario. Eseguita la diagnosi si deve valutare lo stadio della malattia e la possibilità di intervenire chirurgicamente. Per farlo si ricorre a: Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) di addome e torace; Tomografia ad emissioni di positroni (PET); Ecoendoscopia (EUS). La terapia del carcinoma esofageo si avvale della chirurgia che quando è radicale offre le migliori possibilità di cura, preceduta o seguita dalle terapie adiuvanti (chemio e radioterapia), in funzione del tipo istologico e dello stadio del tumore. In centri all’avanguardia si persegue oggi la terapia personalizzata, basata sulle caratteristiche biomolecolari e genetiche della neoplasia.

 

Maria Cecilia Hospital è un ospedale di Alta Specialità accreditato con il SSN che fa parte di GVM Care & Research, gruppo fondato e presieduto da Ettore Sansavini, che opera nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e delle cure termali, con obiettivi di assistenza specialistica, prevenzione medica e promozione del benessere e della qualità della vita. Cuore di GVM Care & Research è la rete integrata di 23 Ospedali, molti dei quali di Alta Specialità, e 6 Poliambulatori, presenti in 9 regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Campania e Sicilia. La sede di GVM Care & Research è a Lugo (Ravenna). L’esperienza e le competenze sviluppate negli anni hanno posizionato GVM Care & Research come polo d’eccellenza nel panorama sanitario italiano soprattutto per Cardiologia, Cardiochirurgia, Elettrofisiologia ed Aritmologia, Ortopedia, Neurochirurgia e trattamento del Piede Diabetico.

Per maggiori informazioni: http://www.gvmnet.it.

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