«Primo cittadino», sabato Ricci presenta il suo libro ai Musei Civici alla presenza dell’ex sindaco di Napoli Bassolino

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24 maggio 2018

Matteo Ricci

Matteo Ricci

PESARO – Sabato 26 maggio, alle ore 17.30, nel cortile interno dei Musei Civici a Palazzo Mosca (via Toschi Mosca, 29), Matteo Ricci presenta il suo libro «Primo, cittadino. Perché l’Italia può (ri)partire dai sindaci». Il volume edito da Baldini+Castoldi, con prefazione di Ilvo Diamanti, è in uscita nelle librerie. Interverrà Antonio Bassolino, sindaco di Napoli dal 1993 al 2000. Modera il giornalista Ettore Maria Colombo.

Da sempre nell’immaginario collettivo di grandi e bambini, il sindaco è il politico a cui si fa riferimento per tutto. Quello chiamato a risolvere ogni problema della comunità in cui viviamo. Ormai sono passati 25 anni da quando, nel giugno 1993, fu istituita l’elezione diretta del sindaco, che da allora è il vero raccordo fra l’elettorato e il governo centrale. Colui che cerca di mediare tra le forze opposte per il bene della sua città. Attraverso la sua esperienza sul campo e l’incontro con altri undici «colleghi» di diversa estrazione politica e geografica (da Albertini a Rutelli, da De Magistris a Bassolino e Pizzarotti, per dirne solo alcuni), Matteo Ricci scrive un resoconto caldo e partecipato della sua Pesaro e dell’Italia degli ultimi cinque anni. E spiega come quella del sindaco sia l’istituzione democratica fondamentale per far tornare la passione politica ai cittadini, partendo dai più giovani.

Ieri il volume è stato presentato alla Galleria Rizzoli di Milano:

IMG_0429«Credo fortemente nel valore della gavetta. Prima o poi tornerà di moda. Non penso che l’Italia possa uscire dai problemi con l’idea che tutti possano fare tutto. In queste ore, presumibilmente, ci sarà un incarico di governo: non entro nel merito dei curricula né della bontà o bravura di una persona. Mi chiedo tuttavia se sia normale che un Paese complesso come il nostro, con tante potenzialità e altrettante contraddizioni, possa essere governato da chi non ha mai governato nulla». Lo ha detto il sindaco di Pesaro e responsabile enti locali Pd Matteo Ricci, presentando in Galleria Rizzoli il suo libro «Primo, cittadino», edito da Baldini+Castoldi con prefazione di Ilvo Diamanti, in uscita da giovedì 24 maggio nelle librerie italiane. All’iniziativa in Galleria Vittorio Emanuele II, moderata dal vicedirettore di Baldini+Castoldi Luca Ussia, ha preso parte anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Oltre all’ex sindaco Gabriele Albertini, ovvero uno degli undici «primi cittadini» degli ultimi 25anni con cui Ricci si è confrontato nel volume, insieme ad Antonio Bassolino, Francesco Rutelli, Giuseppe Covre, Antonio Decaro, Luigi De Magistris, Adriana Poli Bortone, Leoluca Orlando, Federico Pizzarotti, Andrea Romizi e Marta Vincenzi. «Chi governa deve risolvere conflitti – ha spiegato Ricci – sia nelle città che in un Paese. L’idea che la rappresentanza istituzionale, nei ruoli di vertice, possa essere esercitata senza gavetta mi spaventa. Nel ruolo del sindaco si fa gavetta e si rappresenta la comunità. Nel dibattito italiano non sempre l’istituzione viene prima del partito, per noi invece sì». La città, ha sostenuto il sindaco di Pesaro, «diventerà sempre più un luogo di ripartenza, perché è il contesto nel quale si sperimenta davvero il riformismo. Cioè la capacità di cambiare realmente le cose, permettendo l’immediata verifica da parte dei cittadini. Un sindaco deve decidere e sentire respirare la sua città. Il proprio sindaco lo si ama o lo si odia, ma in ogni caso su di lui si può misurare concretamente la distanza fra le promesse e le cose fatte», ha rilevato Ricci. Che nel libro ha tratteggiato proprio l’esperienza da sindaco di Pesaro, affrontando anche la sua proposta di riforma della governance degli enti locali. Prima di soffermarsi, infine, sullo scenario politico dopo le elezioni del quattro marzo. Ha commentato Albertini: «Matteo Ricci rappresenta l’archetipo del sindaco. Una persona motivata con grande idealità, passione civile e capacità gestionale. Un uomo delle cose. Veniamo da esperienze diverse, ma ha colto il significato fattuale  dell’amministrazione. La città è il segno della concretezza e della personalizzazione». Mentre per il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha aperto l’appuntamento, «la figura del sindaco, in questo momento, diventa ancora più centrale. E c’è la necessità di un riordino dell’amministrazione pubblica locale: chi immagina ancora il Paese da qui a cinque anni con 8mila Comuni, un centinaio di Province, 14 Città metropolitane e 20 Regioni, fa un pasticcio. Perché la coperta è corta. Può essere accattivante l’idea di difendere tutti, ma non è realistico. Non si riusciranno a garantire i servizi senza riordino». Concetti, tra gli altri, affrontati da Ricci nel volume.

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