Vuelle, dal duo Costa-Amadori un’altra ripartenza con le solite ansie da schivare

Ario Costa

Ario Costa

PESARO – Niente di nuovo in casa Vuelle, anzi, riandando indietro di 12 mesi con la mente, ci sembra di rivivere le stesse situazioni: non esiste un’alternativa al duo Amadori-Costa, difficilmente si riusciranno a confermare i giocatori più meritevoli della stagione appena terminata e per la costruzione della squadra, si dovrà aspettare la Summer League di inizio luglio, quando Stefano Cioppi partirà per gli States con le solite tre liste, quella dei sogni, che potrebbe aprire solo se lavorasse per Milano o Venezia, quella delle speranze, che potrebbe far apparire sul suo tablet, solo se arrivasse uno sponsor da un milione di euro in su e quella solita, quella del “fortuna che li conosco io”, altrimenti per prendere cinque rookie, ci dovremmo affidare a procuratori senza scrupoli, pronti a venderti una mezza cartuccia, come il nuovo Lebron James.

Ma qualcosa di nuovo c’è o almeno ci potrebbe essere, soprattutto dal punto di vista dei vertici societari, perché in questi tempi dove niente rimane più segreto, se ci fosse stata veramente una nuova cordata, pronta a subentrare all’attuale Consorzio, ne avremmo avuta notizia in qualche modo, soprattutto dopo che anche i quotidiani sportivi, avevano patentato la sparizione della Vuelle, che ricordiamo non costa virtualmente un euro, non avendo debiti da pagare e contratti da onorare, salvo quelli di Ceron e Serpilli che non incidono più di tanto nel costo globale. Di nuovi paperoni non ne sono apparsi all’orizzonte, rimandando la palla dalla parte del duo Amadori-Costa, che stavolta almeno ha chiarito subito la sua intenzione, evitando la solita tiritera sul rimaniamo si, rimaniamo no. Per mancanza di alternative valide, al timone della barca ci sono ancora loro due, nonostante tutti gli errori commessi finora, con la speranza che ne compiano sempre meno nell’immediato futuro.

Futuro, che deve passare per forza di cose, dal nuovo main sponsor, che ancora è lontano, ma che si spera possa venire fuori dal binomio con l’Adriatic Arena, che, per la cronaca, è senza nome dal 2012, e non è che in questi sei anni non si sia cercato, di nuovo c’è che in Piazza del Popolo, pensano di venderlo adesso, come una sorta di compri 2 paghi 1, ovvero, che nei 700-800mila euro annui richiesti per la sponsorizzazione, ci metti dentro adesso anche quella con la Vuelle, che dal punto di vista economico non sarebbe nemmeno un cattivo affare, per ambo le parti, dato per scontato purtroppo, che quella cifra per la pallacanestro italiana non te la dà più quasi nessuno, se non sei il proprietario. I nomi sul piatto sono diversi, dall’agenzia di viaggi internazionale, ad un importante gruppo bancario, dall’azienda che ha sponsorizzato il campionato due anni fa, ad un gruppo assicurativo concorrente di quello che ha abbinato il suo nome al Palas di Casalecchio, ci sono da definire parecchi dettagli, dalla durata del contratto, che in fondo a Via Rossini vorrebbero quinquennale e non triennale, alla possibilità di inserire nel discorso, anche il Pala D di Campanara, con cifre più modeste, ma derivanti dallo stesso gruppo, che userebbe due marchi diversi per avere ancora più visibilità, il problema è che ad avere fretta è la Vuelle, non il nuovo sponsor, che potrebbe rimandare la decisione anche dopo l’estate, mettendo in seria difficoltà Costa e Cioppi nella costruzione della squadra.

Conferenza Vuelle al cinema Astra

Luciano Amadori (Foto Filippo Baioni

E se lo sponsor tarda ad arrivare, ci si deve rivolgere all’altro sponsor, il tanto bistrattato pubblico di Pesaro, che quando serve è il migliore di tutti, ma quando esprime il suo dissenso, in toni moderati e civili, viene indicato come la fonte di tutti i mali, quello che fa scappare a gambe levate cinque consorziati, di cui fra parentesi, vorremmo conoscere i nomi, giusto per convincerli che a Pesaro non li aspettiamo al casello con il forcone in mano.                                                                                                                                L’idea di anticipare a giugno la campagna abbonamenti, ci sembra valida, anche se rimangono da valutare le diverse possibilità, perché ci sono due correnti di pensiero, quella ottimistica di Cioppi, che spera di arrivare a 5000 abbonati, abbassando drasticamente i prezzi per tutti i settori (150 euro?) o quella meno ottimistica, che prevede un piccolo aumento dei prezzi, per incassare qualche euro in più rispetto alla stagione appena conclusa, noi proponiamo una terza via, quella che prevede una sorta di fiducia al buio, ovvero, entro giugno l’abbonato dovrebbe versare una parte della quota, che potrà variare da 50 a 80 euro, per saldare il tutto a settembre, ma quanto sarà il saldo? Se la risposta dei tifosi fosse superiore alle attese, si potrebbe veramente attuare il piano A, quello dei 150 euro, mentre se fosse inferiore, si dovrebbe tornare ai prezzi di quest’anno, con la formula, stesso posto, stesso prezzo.

Rotnei Clarke (Foto Filippo Baioni)

Rotnei Clarke (Foto Filippo Baioni)

Anticipare la campagna abbonamenti a giugno, darebbe la possibilità ai dirigenti biancorossi, di affrontare il mercato estivo con meno apprensione, partendo da una base certa, ma chiedere la fiducia completamente al buio, ci sembra un azzardo e torniamo così al nostro amico Rotnei Clarke, l’unico che in questi cinque anni di sofferenza è tornato due volte per salvarci, giocatore dalle qualità tecniche e caratteriali consone alla Vuelle attuale, quella che punta alla salvezza e di cui già circolano in rete, fotomontaggi con il suo faccione sorridente, sui manifesti della campagna abbonamenti che verrà. Alle casse della Vuelle, il suo ingaggio costerebbe una cifra compresa tra i 200 e 220mila euro lordi, probabilmente un quarto dell’intero budget attuale per i giocatori, quello senza main sponsor, ma una soddisfazione agli abbonati gliela devi pur concedere, e se si “accontentano” di rivedere Clarke, sarebbe il caso di compiacerli, in modo da fargli digerire con meno difficoltà, i 4 ragazzotti sconosciuti, che lo affiancheranno alla voce stranieri della Vuelle 2018-19, una squadra ancora tutta da costruire, sia a livello economico che pratico, ma che sarà comunque regolarmente al suo posto nel prossimo campionato di serie A, quello che vedrà una sola retrocessione e tre promozioni dalla serie A2, con il solito leitmotiv. Ci sarà una squadra più scarsa della Vuelle? Ancora è presto, sia per rispondere alla domanda, sia per cercare, finalmente, di cambiarla.

 

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