Basket, è tempo di finale scudetto. Milano-Trento sotto la lente di Pu24

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1 giugno 2018

Vuelle contro Armani (Foto Filippo Baioni)

Vuelle contro Armani (Foto Filippo Baioni)

PESARO – Alla fine probabilmente, lo scudetto non riuscirà a conquistarlo, ma raggiungere due finali consecutive non è proprio una passeggiata e Trento non ci è arrivata per caso, battendo la favorita Venezia in questa semifinale, così come aveva fatto proprio con l’Armani nella scorsa stagione, due imprese, analizzando la diversa profondità dei roster, che sottolineano il grande lavoro svolto da coach Buscaglia, bravissimo a sfruttare al meglio le qualità dei suoi giocatori, con la Dolomiti che rimane la squadra più fisica del campionato, quella che mette in maggior difficoltà gli avversari con il suo atletismo, la capacità di andare a rimbalzo, una difesa sempre al limite del fallo e un attacco che non ha come prima opzione il tiro da tre, ma il gioco dentro l’area, dove i vari Hodge e Sutton trovano sempre il modo di avvicinarsi al ferro.

Ma è innegabile che Venezia deve fare il mea culpa per non essere riuscita a portare la serie a gara 5, tradita da Austin Daye, reo di aver perso almeno tre o quattro palloni in modo puerile nei minuti finali, ma tutta l’Umana è andata in confusione, visto che dopo aver condotto per tutto il primo tempo, si è smarrita nel secondo, concedendo troppo all’attacco trentino e non sfruttando a dovere i vari Haynes e Sosa, colpevoli anche loro di scelte scellerate nei momenti cruciali, nonostante coach De Raffaele si fosse giocato la carta Dominique Johnson, sempre in tribuna in questi playoff, ma che ha rischiato di essere la mossa vincente, con le sue triple, i Campioni d’Italia in carica hanno perso l’occasione di fare il bis, perché in sette partite con Milano, avrebbero potuto dire ampiamente la loro, ma quando vieni tradito dai tuoi uomini migliori, non è semplice porre rimedio alla situazione.

Molto più semplice il cammino di Milano verso la finale, con l’Armani che dopo aver perso gara uno, ha ritrovato il suo gioco, espugnando per due volte il campo di Brescia, bravissima ad arrivare fino a qui, ma che onestamente non aveva i mezzi per vincerne tre su cinque, anche se non si è mai arresa, ha provato con tutti i mezzi disponibili ad allungare la serie e ha ceduto le armi solo nei minuti finali, quando Milano ha tirato fuori un protagonista diverso ad ogni partita, sfruttando quello che rimane il roster più profondo del campionato, anche se coach Pianigiani ha saggiamente scelto di ridurre le rotazioni a nove uomini, relegando il nucleo italiano a semplice comparsa, con buona pace di chi pensa che arrivare a giocare per l’Armani, sia il traguardo massimo raggiungibile in carriera.

Si comincia martedì sera, in una finale che sarà al meglio delle sette, con la formula 2-2-1-1-1 e Milano che avrà il fattore campo. Si giocherà ogni 48 ore, con tutte le partite che saranno trasmesse sia da Rai Sport che su Eurosport, con la speranza, che la Rai non avendo i mondiali di calcio da trasmettere, decida di far vedere qualche partita anche su Rai 2 o Rai 3, per arrivare ad un pubblico più ampio e raccogliere qualche spot pubblicitario in più, per il bene di tutto il movimento.

 

EMPORIO ARMANI MILANO (2°) – DOLOMITI ENERGIA TRENTO (5°)

L’anno scorso, in una semifinale al meglio delle sette, Milano perse per tre volte su tre in casa, vincendone solo una a Trento, con il meno venti in gara cinque, che dichiarò senza mezzi termini, che la Dolomiti meritava di passare il turno e che l’Armani era arrivata impreparata all’appuntamento Quest’anno, il cammino degli uomini di coach Pianigiani in questi playoff è stato tutto in discesa, dato che Cantù e Brescia si sono rivelati ostacoli abbastanza semplici da superare, mentre Trento ha già ribaltato per due volte il fattore campo, nelle serie contro Avellino e Venezia e in casa, in questi playoff, è ancora imbattuta, tutti elementi che lasciano presagire di poter assistere ad una finale più equilibrata del previsto.

34089636_2336915456325023_1749443817221652480_nTrento non avrà a disposizione Diego Flaccadori, fermo ai box per noie muscolari, per le prime tre-quattro partite, anche se spera di recuperarlo più in fretta del previsto, mentre Milano è al gran completo, con la solita panchina lunghissima, che la costringe a lasciare in tribuna giocatori del calibro di M’Baye e Jordan Theodore e relega i vari Abass, Cusin e Pascolo al ruolo di semplici comprimari, col solo Andrea Cinciarini utilizzato regolarmente ed il compito di Simone Pianigiani, rimane quello di trovare la quadratura del cerchio ed affidarsi nei momenti topici agli uomini più in forma.

Pronostico di Pu24: Trento ha dalla sua parte, il fatto di essere alla seconda finale scudetto consecutiva, di non avere l’obbligo di vincere a tutti i costi e, dal punto di vista tattico, la consapevolezza di essere sempre la squadra più fisica in campo e di non dover temere nessuno. Milano ha dalla sua parte il fatto di essere Milano, ovvero la squadra più forte di tutte, quella che ha speso di più e quella che fin da ottobre, sapeva di dover arrivare a questo punto, ma tutto questo rischia di essere una spada di Damocle, che coach Pianigiani dovrà cercare di schivare il prima possibile, cercando di non allungare la serie, perché più si andrà avanti e più Trento prenderà fiducia. Il fattore campo potrebbe non essere determinante, conteranno più le energie fisiche e gli eventuali infortuni: Milano-Trento 4-2

 

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