Roberto Tamburini, un pilota vecchio stampo

Roberto Tamburini, a dispetto delle apparenze che lo mostrano esile e gentile, è un pilota duro. E’ uno che ha le corse “dentro”. nell’anima.

Nato nel 1991 a Rimini, come molti suoi colleghi romagnoli ha cominciato a correre giovanissimo ( a nove anni) con le mini moto. Ha fatto incetta di vittorie con le “mini bike” poi nel 2004, a soli 13 anni, il debutto nel Campionato Spagnolo Velocità perché in Italia, per correre con le moto “vere”, occorre aver compiuto il 14esimo anno di età.

Una carriera “veloce” la sua che nel 2006 lo portò a gareggiare nel Mondiale in sella ad una Aprilia 125.

E qui cominciano i suoi guai. Pubblicizzato, osannato oltre misura come la nuova speranza del motociclismo romagnolo, il 16enne non raccoglie 8 non certo per sole sue colpe) i risultati sperati e così, nel 2007, viene abbandonato a se stesso dallo “scopritore –manager”incorso, in quel periodo, in qualche disavventura.

Senza nemmeno un ciao, Tambu si ritrova da solo. Deluso ma non scoraggiato.

Ricomincia da capo e grazie all’aiuto della famiglia e di qualche amico, nel 2008 si ripresenta al via nelle gare per derivate di serie. Dal Mondiale Gp ai campionati minori nazionali, dalle sibilanti e leggere due tempi alle “pesanti” quattro tempi.

“Non è stato facile ricominciare – dice oggi “Tambu”- ma dovevo farlo. Con umiltà ho ricominciato da zero, stringendo i denti, cercando di capire e agire al meglio questo mondo non certo facile”.

Inizia così per lui, nel 2008, una nuova carriera agonistica.

Il ragazzo non é un “fermo” e infatti vince in quell’anno una gara al Mugello.

Il circuito alle porte di Firenze è un tracciato difficile: se vai forte al Mugello puoi andare forte ovunque.

Il segnale del destino, tanto atteso, era arrivato anche per lui.

L’anno successivo (2009) debutta nel Campionato Italiano Velocità e vince la gara tricolore nella Supersport 600 nel circuito di casa: “Difficile dimenticare quella vittoria a Misano- racconta – è come di incanto sul podio quel giorno sono scomparsi tutti i fantasmi che mi avevano sin lì reso la vita difficile”.

Finalmente Tambu ha iniziato a vivere di luce propria e, nel 2011 finalmente, ritorna al Mondiale, nella spettacolare e formativa categoria Supersport 600.

Abbandonerà la SS 600 nel 2015 : “In quell’anno – ricorda Tambu- sono passato alla Superstock 1000 ed è stato un debutto fantastico. Ho vinto le gare di Aragon, Jerez de la Frontera e Portogallo, conquistando anche altri tre podi. Sono diventato così Vice Campione del Mondo, ma quest’anno vorrei finalmente vincerlo il titolo. Dopo quattro gare che mi hanno visto salire sempre sul podio, con tre secondi posti e un terzo, sono secondo in classifica iridata, a soli 10 punti dal leader e sono fiducioso. La mia Bmw S100RR del team svizzero Berclaz, mi asseconda alla perfezione e le prossime gare si disputeranno su piste che ritengo ‘amiche’ ”

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Roberto Tamburini non ha una vita “normale”: dieta ferrea consigliata dal suo preparatore atletico, non beve e la sera va a letto presto.

Mai uno stravizio, mai un bicchiere di quello buono o una birra, quasi mai in discoteca.

La sua giornata è interamente dedicata alla preparazione atletica, finalizzata e studiata per dare il meglio in gara: “Davide Carli e Matteo Ferrini seguono la mia preparazione all’ Athletic Thai Gym di Rimini – spiega. Con loro mi alleno tre volte a settimana, poi – con Corrado Carabini- faccio allenamenti specifici nell’imminenza della gara”.

Non basta perché : “Faccio anche tanti chilometri con la bici da corsa: mi piace molto anche pedalare e serve tanto”.

Roberto Tamburini vuole conquistare il titolo Mondiale, lo desidera con tutto se stesso :<Molti sostengono che rispetto ai ragazzi della mia età io faccia una vita troppo ritirata ma credetemi : nei fine settimana di gare mi diverto tanto e il piacere che provo in quei frangenti mi compensa de sacrifici, che poi – precisa- non sono tali perché anche allenandomi, per correre in moto al meglio, mi diverto parecchio> .

Tambu non gioca: gli avevano detto quando era ragazzino che lo avrebbero fatto diventare campione del mondo e lui, dopo tante traversie ci sta provando alla grande. Da solo, accompagnato dalla sua grande passione e da una tenacia incredibile.

 

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