L’Opinione di Bruscolini: Lorenzo, la rivincita e la solitudine dei numeri primi

Jorge Lorenzo

Jorge Lorenzo

BARCELLONA (Spagna) – Una pole da urlo quella di Lorenzo il Magnifico nelle qualifiche della MotoGp in Catalunya. Domani il “debole di testa che costa tanto” partirà dalla pole. Dalla prima casella dello schieramento. La Prima.

Oggi, a otto minuti dal termine delle qualifiche il pilota cha ha mandato in tilt il Reparto delle Risorse Umane della Ducati, è rientrato al box e con cattiveria e decisione ha chiesto il cambio della gomma posteriore. L’hanno cambiata al volo ed è rientrato in pista a poco più di quattro minuti dalla bandiera a scacchi. Un giro per scaldarla-rodarla la gomma, poi ha fatto un giro alla Lorenzo. Pennellando alla grande le curve con una concentrazione e una determinazione tipica dei fuoriclasse. Dei Numeri Uno. Ed ha conquistato la prima pole position in carriera con la Ducati.

Una pole importante perché in pista negli stessi attimi un altro grande fuoriclasse- Marc Marquez- stava facendo fuoco, fiamme e scintille per arrivare primo. Praticamente si esibiva in numeri da brivido, per agguantarla lui la pole.

Ma “l’equilibrista” ha dovuto fare i conti con Lorenzo, con un altro Numero Uno. E Marc si è piazzato secondo con grande onore.

E siccome Marquez è un pilota vero e, a dispetto di quanto affermano alcuni, anche avversario leale – col suo disarmate sorriso che ha permesso di conquistato anche tanti appassionati italiani – ha ammesso :< Qui Lorenzo è davvero troppo forte >. In mattinata Marc aveva detto, sempre sorridendo, una verità che ai “commentatori di parte” è probabilmente sfuggita: <Per fortuna che il prossimo anno – riferendosi a Jorge in squadra con lui alla Honda- corriamo alla pari>, significando che, in questo momento, la Ducati è la moto più forte nel “mazzo “ della MotoGp.

Ecco è vero: la Ducati va forte, molto forte, lo ha detto anche il Dovi facendosi sfuggire una bella chicca:< Grazie a Jorge che è andato molto forte sin dal primo turno- ha detto il forlivese terzo in qualifica – questo ci ha aiutato a migliorare la messa a punto della moto>.

Un bel complimento (!) del Dovi a Jorge, una mazzata, l’ennesima, per Ducati che si è fatta scappare un fior di pilota del calibro di Lorenzo. Lo ha detto il Dovi, non uno qualsiasi.

E questo mi da il “la” per lanciare la “cattiveria di giornata”, ovvero : in Ducati sanno fare le moto, e le costruiscono bene, ma nel settore delle risorse umane fanno acqua da tutte le parti.

Chiaramente, come sempre, mi assumo la responsabilità di quello che scrivo ma certe dichiarazioni, dei dirigenti Ducati, non si possono sentire. (rileggi qui anche “L’Opinione di Bruscolini” pubblicata ieri)

Ascoltare Dall’Igna che rivela “abbiamo fatto almeno 20 serbatoi per Lorenzo dallo scorso anno”, è semplicemente incredibile: caro ingegnere se fornivate a Lorenzo quello che chiedeva a tempo dedito, Lorenzo avrebbe vinto prima. Ora lo sta facendo. E’ davanti a tutti, quindi è un elemento oggettivo. Come è oggettivo il dato di un Lorenzo che, cominciando a martellare con quel passo dal venerdì, se tutto va bene al sabato la pole la fa. Urca se la fa.

Serve, forse, un “mea culpa” signori manager della Ducati?

Per concludere il concetto, l ‘ultima “bordata” la lancio a quei colleghi “orfani” ( che tenerezza poverini !)  che si sono sperticati ad affermare “ Dovizioso qui in Catalunya è pensoso…>.

Nel mio piccolo stimo molto Dovizioso ( anche se dopo le ultime interviste del forlivese ho abbassato di un poco l’asticella dell’apprezzamento) però a me Andrea è sembrato preoccupato, molto preoccupato. Non pensoso.

Perché al suo fianco non c è quel pilota “debole di testa e lamentoso” che tanti hanno dipinto: c’è un tizio, Jorge, che “spenna” i passeri. E che passeri!

C’è un pilota,  cinque (5) volte campione del mondo che è stato lasciato solo ( non dalla Ducati) ma dalla stampa – non solo italica ad onor del vero- che per mesi ha sparato al “piccione” Lorenzo. Gli ha sparato a “palle incatenate”, senza alcuna pietà, orientando nei suoi confronti una ventata di antipatia e discredito unici nel suo genere.

Tempo fa una cosa simile l’avevano fatta, anche allora scientificamente, nei confronti di Max Biaggi.

Ma anche con Jorge hanno fallito, visto che Max andò a vincere titoli Mondiale in Sbk . A 41 anni, per notizia, Max ha vinto l’ultimo titolo!

Lorenzo il Magnifico è un Numero Uno, ed ha usato la “solitudine dei Numeri Uno” a suo favore. Per ricaricarsi, senza mai smettere di chiedere a Ducati di fornirgli quanto gli serviva per andare forte.

E in Ducati gli hanno dato l’ occorrente certo anche se, al contempo, pensavano di non avere più bisogno dei suoi servizi.

Forse pensavano che Lorenzo Magnifico fosse un tantino “lagnoso”, magari “stanco”. Si sbagliavano. Jorge è un Numero Uno. Lo sanno in molti, nel paddock. Non lo sanno alle Risorse Umane Ducati.

A Borgo Panigale, financo in Germania e Svizzera ignoravano la classe e determinazione del Numero Uno Lorenzo. Che peccato! Si sono sbagliati in tanti, mentre noi, gli appassionati, ci abbiamo sempre creduto in Lorenzo il Magnifico.

Certo è che il marketing non aiuta il Motociclismo.

Quello vero. Quello con la EMME maiuscola

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