Quattro anni da sindaco, ma Ricci guarda già al 2019: “Continueremo a cambiare la città”

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21 giugno 2018

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPESARO –  Quattro anni da sindaco, verso il 2019: «Nel 2014 avevo il Pd e otto liste a sostegno. Ripresenterò uno schema analogo. C’era già la mia civica, che ha preso il 7.5 per cento e ha eletto due consiglieri». Come annunciato alla presentazione del libro, lo scorso maggio, «andremo con centrosinistra più tanto civismo», ribadisce Matteo Ricci. E a Palazzo Gradari, intervistato dalle giornaliste Silvia Sinibaldi, Anna Rita Ioni e Micaela Vitri, aggiunge sul tema: «Sono orgogliosamente di sinistra e tutti conoscono la mia storia. Ma un buon sindaco deve raccogliere attorno a sé le energie migliori della città, a prescindere dalle idee politiche a livello nazionale. La mia prima maglietta è biancorossa, quella della città. Sono sindaco di tutti e rappresento anche chi non mi voterà mai». Insiste: «La fase politica è nuova: prevale la chiusura, si riscoprono i nazionalismi. Interpretare lo scenario dalla parte progressista non è semplice: le amministrative, però, sono cosa diversa. Si scelgono le persone, si valutano i progetti. L’approccio sarà molto largo, perché la Terza Repubblica vuol dire anche grande mobilità elettorale. E nonostante il momento politico nazionale peggiore, in città abbiamo il consenso più ampio da inizio mandato. Ce lo dicono i sondaggi e i riscontri diretti».

BILANCI – «Cosa avrei voluto fare senza riuscirci? La Fondazione Unica Pesaro Cultura. Sembrava un’operazione banalissima: semplificare e mettere insieme le istituzioni che gestiscono i contenitori culturali. C’è stata una fortissima opposizione di alcuni consiglieri della Fondazione Olivieri. Il ricorso ha bloccato tutto, ma è notizia recente che il Consiglio di Stato ci ha dato ragione. Ci hanno fatto perdere due anni per una cosa che si poteva fare. Nel frattempo siamo andati avanti, non potevamo stare fermi. Ma è stata un’occasione mancata: vedremo nella prossime settimane se sarà una riforma che potremo riprendere». Su ‘Pesaro 2030′: «Se penso a una nuova variante generale al Piano regolatore guardo a riduzione, flessibilità e semplificazione. Non alla costruzione di nuovi quartieri. Le aree artigianali di via Toscana e via Fermo, così come la zona ex Fiera Campanara, vanno flessibilizzate in base al mercato. Evitando di fare varianti che consumano territorio». L’arretramento della ferrovia «cambierebbe la città: l’attuale sedime diventerebbe una grande circonvallazione verde, sormontabile, destinata a mezzi pubblici elettrici e bici. Con la nuova stazione del treno che andrebbe all’altezza del depuratore. Un’operazione ad oggi futuristica: da mesi, però, abbiamo aperto insieme a Fano un tavolo con Regione, ministero delle Infrastrutture e Ferrovie dello Stato. Nei giorni scorsi sono stati fatti sopralluoghi: è un progetto interessante su cui lavorare». Ancora: «Con il nuovo nosocomio che andrà a Muraglia, dovremo ripensare l’area dell’ospedale attuale. Vogliamo fare un concorso di idee».

VISIONE – Su via dell’Acquedotto e dintorni stazione: «Dal bando periferie più di 11 milioni per la riqualificazione completa dell’area. Dove c’è degrado porteremo vita. Per il bocciodromo sono in corso le procedure per la gara. A fine mese sarà pronto l’esecutivo sul resto delle opere: entro la fine dell’anno andrà tutto a gara. Sarà un work in progress, ma già dalla prossima primavera vedremo una zona diversa». Confermata la linea sugli eventi: «La crisi pesa, in giro c’è ancora sofferenza. Ma si registrano segnali positivi da nautica, mobile e meccanica. Nel frattempo 150 milioni di investimenti pubblici, messi in fila in questi anni, aiutano. E continuiamo a ristrutturare la nostra economia. Sullo sviluppo turistico e culturale si può crescere: da Pasqua in poi abbiamo fatto il pieno nei weekend. Pesaro è più conosciuta di quattro anni fa». Capitolo alberghi: «Servono più hotel, di maggiore qualità. Abbiamo messo sul tavolo il massimo degli incentivi locali per la ristrutturazione. E dato possibilità per la trasformazione urbanistica, ma riducendo la volumetria per evitare speculazioni». Sulle ordinanze anti-degrado: «Adesso l’Hotel Principe non sembra più un palazzo di Sarajevo dopo la guerra. Andremo avanti». Infine: «Abbiamo retto su sociale e scuola, non tagliando i servizi e aumentando le risorse. Sui migranti teniamo insieme solidarietà e rigore: da Salvini solo propaganda pericolosa, che fomenta i conflitti. Servono equilibrio e responsabilità, non estremismi».

 

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