Fra blitz a Las Vegas e “Milano Connection”, la Vuelle sfoglia la margherita dei suoi prossimi volti nuovi

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4 luglio 2018

Stefano Cioppi

Stefano Cioppi

PESARO – “Quello che succede a Las Vegas, rimane a Las Vegas”, recita uno dei modi di dire più usati in America, paese dove ogni stato ha la propria legislazione e dove il Nevada, rappresenta una sorta di territorio franco per molti vizi, tra cui quello del gioco d’azzardo, con i suoi mille casinò sparsi in ogni cittadina, ma la vera “Sin City” rimane sempre Las Vegas, la città del vizio per eccellenza, quella dove tutto o quasi, è possibile.

Magari, sarà possibile anche che, per una volta, il buon Stefano Cioppi, riesca ad essere invitato nel salotto buono della pallacanestro mondiale, quello dove gira champagne a fiumi, servito da hostess provenienti direttamente dal concorso di Miss America, ma per entrarci servirebbe la Platinum Card, quella che viene data solamente ai manager di squadre con budget extra lusso, quella che non chiedi neanche quanto sia il totale del conto al ristorante, tanto sai che la copertura arriva ad una cifra a sette zeri, ma per far parte di questa élite, il buon Cioppi dovrebbe avere alle spalle uno sponsor da oltre un milione di euro, cosa che per adesso non ha, e così, farà come sempre di necessità virtù, non concedendosi nessun stravizio, perché la sua carta di credito aziendale arriva al massimo a tre zeri, presentandosi anche alle partite in programma alle nove di mattina o alle undici di sera, anche a quelle che non si giocheranno davanti a diecimila persone, ma solamente davanti a pochi intimi, quasi tutti addetti ai lavori, alla ricerca di quella gemma preziosa, nascosta nei roster infinti delle 30 squadre Nba, dato che ognuna sarà composta da 18 giocatori, per un totale di oltre 500 atleti alla ricerca di un ingaggio.

Veramente di questi 500, almeno un terzo hanno una seria speranza di entrare direttamente nel magico mondo dorato Nba e a Las Vegas, si presenteranno più per la vita notturna, che per farsi vedere, mentre un altro terzo, avrà comunque la Nba in testa e finirà per firmare con una squadra di G-League, in attesa di una chiamata dal piano di sopra, quello che interesserà a Cioppi dunque, sarà l’ultimo terzo, composto da ragazzi appena usciti dal college o provenienti da qualche campionato minore, consci che per loro, il sogno Nba appare lontano e che farsi un giretto per l’Europa, potrebbe lanciare definitivamente la loro carriera, da questa fascia sono usciti i vari Christon, Turner, Anosike , Moore, Mika, Lacey, Thornton e gli altri ragazzotti che bene hanno fatto in maglia Vuelle e che poi hanno lasciato Pesaro, per approdare a contratti più remunerativi, ma da qui, sono arrivati anche quei giocatori che non hanno finito la loro stagione in maglia biancorossa, venendo tagliati verso febbraio-marzo, anche se fin da novembre si era capito il loro reale valore, modesto a dire il vero, perché purtroppo non sempre le aspettative corrispondono alla dura realtà..

Ma con quanti stranieri tornerà Cioppi da Las Vegas? Ne sapremo di più al termine di un’altra puntata della “Milano Connection”, quella che vede legata l’Olimpia e la Vuelle da una sorta di sinergia, con l’Armani conscia che Pesaro non rappresenta un pericolo per la sua classifica e sarebbe disposta a prestarci qualche giocatore. Spulciando l’infinito roster milanese, è chiaro che non tutti i giocatori potranno avere un minutaggio elevato, ma se gli stranieri potranno trovare spazio in Eurolega, dove non ci sono vincoli di nazionalità, il discorso cambia in campionato, dove Milano, come tutte le squadre ricche, schiererà 6 stranieri e 6 italiani, con questi ultimi però, che rischiano di rimanere a casa quando Milano giocherà in Eurolega, come è accaduto ai vari Cusin, Pascolo e Abass la scorsa stagione. In questo momento, l’Armani può contare su un pacchetto italiani composto da Andrea Cinciarini da play, Amedeo Della Valle da guardia, Cristian Burns da ala grande e Jeff Brooks da centro, che dovrebbe diventare italiano, anche a livello Fiba, il prossimo 14 settembre, quando Meo Sacchetti lo farà giocare nella Nazionale azzurra, nel match contro la Polonia, valido per le qualificazioni mondiali, che si giocherà proprio a Pesaro. Nello spot di ala piccola, l’Armani ha sotto contratto Fontecchio e Cerella, ma è chiaro che ben difficilmente ci sarà spazio per tutti e due. Il 23enne Fontecchio è sotto contratto con Milano fino a giugno 2019 e darlo in prestito a Pesaro per la stagione ventura, per poi lasciarlo libero di accasarsi altrove la prossima estate, non avrebbe molto senso, sarebbe più logico, se non avessero fiducia nel ragazzo, di venderlo subito ad una squadra disposta a pagare un buyout (Torino?), oppure, se in casa Armani lo considerano ancora una risorsa, di prolungargli il contratto e, solo al quel punto, di mandarlo a Pesaro per fargli fare il definitivo salto di qualità.

Discorso diverso per il 32enne Cerella, reduce da una stagione a Venezia dove ha giocato appena 11 minuti di media e che probabilmente avrebbe analogo spazio a Milano la prossima stagione, l’italo argentino non andrebbe alla ricerca di una squadra dove maturare, ma di una che possa garantirgli tanto minutaggio e forse un posto in quintetto, come potrebbe accadere a Pesaro, dove il suo eventuale arrivo, permetterebbe alla Vuelle di firmare anche Bertone, che partirebbe così dalla panchina, dietro ad una guardia americana.

Ne sapremo di più nei prossimi giorni, quando si potrebbe chiudere anche il discorso legato al main sponsor, di cui oggi non vi daremo nessuna notizia, per permettere alla dirigenza biancorossa di proseguire nella loro trattativa, senza interferenze esterne, ma non stupitevi, se anche questo, arriverà dalla capitale della Lombardia e da un settore merceologico interessato a sponsorizzare anche l’Adriatic Arena.

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