Bagnini pesaresi sotto assedio: “Decine di controlli ogni giorni, non ce la facciamo più. Così si promuove il turismo?”

Cna Balneatori e Oasi Confartigianato (nota congiunta)

PESARO – Come sempre in questo periodo le cronache cittadine si occupano a grandi titoli di commercio abusivo in spiaggia, di multe lungo la Statale e in zona mare; di movida, rumori notturni; atti di vandalismo; etc. Nessuno che si occupi invece delle decine e decine di controlli e verifiche che ogni anno travolgono i concessionari di spiaggia. I bagnini sono letteralmente assediati ogni giorno da decine e decine di controlli da parte di vari organi preposti (Capitaneria, Guardia di Finanza; Nas; Agenzia delle entrate; Polizia di Stato; Asur; Polizia municipale). Molto spesso anche più visite in un giorno. Al di là delle verifiche (legittime), si ha l’impressione di assistere ad una sorta di accanimento in un periodo in cui i bagnini dovrebbero essere impegnati a garantire servizi e a svolgere il proprio lavoro. Ed invece si trovano costretti ad esibire licenze, documentazione, contabilità, permessi, etc. ogni volta ad organi di controllo diversi e spesso in maniera ripetuta agli stessi (anche tre o quattro volte nel corso di una stagione). Sia ben chiaro. Non che i concessionari abbiano niente da nascondere, ma servirebbe un po’ di buon senso se è vero come è vero che il turismo rappresenta un settore sempre più centrale e trainante per la città e il territorio. Un settore che sta recuperando parte del PIL e dell’occupazione che si è persa durante gli anni della crisi nei settori trainanti dell’economia del territorio (manifattura, edilizia, etc).

E’ necessario dunque, se si ritiene giustamente strategico tale settore come fonte di sviluppo anche economico, una stretta collaborazione affinché possa crescere e qualificarsi sempre di più. Secondo CNA Balneatori e Oasi Confartigianato serve dunque una manovra di valorizzazione piena di tutta la filiera. Il comparto genera il 10% del PIL italiano, ma viaggia sicuramente molto al di sotto della sua effettiva potenzialità economica. Servono dunque unità d’intenti, ricercando punti di vita ed approcci omogeni. Secondo i responsabili provinciali Antonio Bianchini (CNA Balneatori) e Andrea Giuliani (Oasi Confartigianato), “sarebbe utile un incontro fra tutte le istituzioni e gli enti che direttamente o indirettamente hanno a che fare con il settore (Comune, Prefettura, Forze dell’ordine, Capitaneria di porto ecc…) al fine di armonizzare atteggiamenti e approcci verso il settore. Che ricordiamo, pur nella brevità dell’attività stagionale, da occupazione a centinaia di persone e ad ampio indotto di imprese”.

966_pesaro-spiaggia-di-ponente-1_(z)Il fatto è che ci troviamo, in piena stagione, a dover fare i conti con molteplici problematiche che creano uno stato di incertezza e frustrazione per gli operatori del settore balneare. Che vivono e lavorano senza sapere quale sarà il proprio futuro, causa la ormai famosa direttiva europea (la Bolkestein), con le problematiche dell’erosioni costiere sempre più marcate causa anche i cambi climatici. E le svariate criticità che si trovano a dover fronteggiare nel pieno della stagione (dai servizi di spiaggia per gli utenti ai depositi per le merci per le attività complementari a problematiche legate alle serate che vengono organizzate presso gli stabilimenti).

Insomma secondo CNA e Confartigianato si ha quasi alla sensazione di un assedio e di un accanimento verso attività che cercano, pur con tutti i limiti o problemi, di dare una mano a consolidare e qualificare il sistema, attraverso anche investimenti e occupazione, al fine di rendere sempre più forte questa parte dell’economia del territorio.

Se a questo aggiungiamo le croniche e ancor irrisolte problematiche legate all’abusivismo, il quadro si fa desolante. “Non si capisce dunque – concludono Bianchini e Giuliani – se il settore balenare sia un orpello e un fastidio fatto di gente brutta e cattiva o, invece, un settore che può essere fonte di crescita e sviluppo per la comunità locale, che fonda la stragrande maggioranza dell’offerta turistica sulla risorsa mare”.

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