La Vuelle incassa i no di Fontecchio e Cerella. Possibile conferma di Braun?

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10 luglio 2018

Taylor Braun (Foto Filippo Baioni)

Taylor Braun (Foto Filippo Baioni)

PESARO – Non siamo in Nba, dove tranne rare eccezioni, un atleta alla sera gioca a Los Angeles e la mattina dopo, lo avvisano che è stato venduto e deve fare in fretta e furia i bagagli, per andare magari sulla sponda atlantica degli States, senza avere praticamente nessuna voce in capitolo, perché il professionismo è anche questo, è essere consapevoli che sei considerato un bene da scambiare, sacrificato magari in una trattativa che coinvolge qualche big della Nba.

Dalle nostre parti invece, le cose funzionano diversamente e ad avere l’ultima parola, sono quasi sempre i giocatori, specialmente quelli italiani, che forti del regolamento dalla loro parte, quello che impone alle squadre di averne un numero minimo da tesserare, sanno di poter scavalcare le decisioni del loro club e scegliere praticamente dove passare la stagione, anche se il club che ne detiene il contratto, la pensava diversamente. E’ quello che è successo tra Milano e Pesaro, che avevano da diverse settimane trovato l’accordo per il passaggio, in prestito, di uno tra Fontecchio e Cerella dall’Armani alla Vuelle, decisione presa dai Campioni d’Italia, soprattutto per non rinforzare una diretta concorrente nella lotta per lo scudetto, Simone Fontecchio ha deciso di rientrare alla base, confidando soprattutto sul fatto che nel campionato nostrano, sei italiani li devi comunque schierare e qualche minuto lo giocherà, discorso che dovrebbe cambiare radicalmente in Eurolega, dove coach Pianigiani potrà schierare tutti gli stranieri che vorrà e, se ci dobbiamo basare sulla stagione scorsa, non sarà facile per Fontecchio neanche trovare un posto sull’aereo per le trasferte europee, ma per un giovane di 23 anni, magari è anche giusto confrontarsi quotidianamente con giocatori di alto livello, anche se poi è il parquet a fare la differenza.

Discorso diverso quello di Cerella, che sembra essere contento di far parte comunque di una grande squadra, anche se poi il minutaggio è minimo (10 minuti di media nelle ultime quattro stagioni), ma in ogni caso lo stipendio non è male, la vita fuori dalla pallacanestro, ti concede di fidanzarti con modelle avvenenti e, a 32 anni, con sei trofei vinti tra scudetti e coppe nazionali e internazionali, ti rimane difficile scendere di livello e tornare a lottare per la salvezza come ad inizio carriera, così decidi di rimanere a Venezia, nonostante i soli 11 minuti di media giocati nell’anno precedente, per provare a rivincere lo scudetto e una Coppa Europea, rinunciando ad un posto da titolare che ti avrebbe garantito il passaggio alla Vuelle.

Così vanno le cose in Italia e d’altra parte è meglio chiarirle subito dall’inizio, per evitare un altro caso Zak Irvin e ritrovarsi con un giocatore scontento di stare in riva al Foglia e con la testa da un’altra parte, ma a rimetterci è come sempre la parte più debole, in questo caso la Vuelle, sicura di aver già portato a casa uno dei due giocatori, un italiano che le avrebbe permesso di puntare al premio concesso dalla Legabasket per l’utilizzo dei giocatori nostrani, e che invece si ritrova a rifare tutto da capo, “rischiando” addirittura di dover trattenere Ceron, altro giocatore che preferirebbe cambiare aria, ma altri due italiani per la panchina devi averli, insieme a Monaldi ed Ancellotti e non sono poi così tanti quelli rimasti liberi sul mercato, uno di questi è il 27enne Riccardo Moraschini, che ha in mano un’offerta della Baltur Cento, neo promossa in A2, città dove è nato, ma che potrebbe essere tentato dalla possibilità di ritornare nella massima serie, dopo quattro anni di assenza.

A questo punto, uno dei cinque stranieri potrebbe essere ancora Taylor Braun, a patto che le sue richieste economiche si adeguino alle casse della Vuelle, mentre la pista Bertone sembra essersi raffreddata, convinti che nel ruolo di guardia si possa trovare di meglio, ma le cose si sono complicate, inutile negarlo, e Stefano Cioppi a Las Vegas, dovrà riaprire anche i file riguardanti le ali piccole e le guardie, messi in stand-by finora, per un quintetto che non potrà più contare su un italiano di livello e che per forza di cose, dovrà essere ancora composto da cinque stranieri di belle speranze

Morale della favola, i sei anni passati da Pesaro in fondo alla classifica, non hanno certamente contribuito ad attirare giocatori di livello da queste parti, nonostante l’indubbia serietà della dirigenza, quella che ha fatto sempre quadrare i conti e pagato regolarmente gli stipendi, qualità che qualche peso lo avrà nelle trattative di Cioppi in Summer League, ma che conta meno, se vuoi convincere giocatori che hanno lottato per lo scudetto, a scendere in zona retrocessione, finora il mercato della Vuelle si è distinto per i no ricevuti da Clarke, Fontecchio e Cerella, sarebbe ora di cominciare a strappare qualche sì, perché il tempo passa e i giocatori disponibili sono sempre meno.

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