“Metti una sera a cena” con l’ex F1 Alex Caffi e la promessa Diego Di Fabio

PESARO – “Metti una sera a cena” è il titolo di un famoso film, preso in prestito per raccontare una piacevole sorpresa accadutami mercoledì scorso. Sono raggiunto verso le 19 dalla telefonata dell’amico Gianluca Di Fabio, titolare di “Pilotiamo”, scuola di guida sicura, sportiva e Drifting, ma soprattutto papà di Diego, giovane campione di kart pesarese, che si sta avviando alla carriera di pilota automobilistico. “Vieni a cena con noi? Abbiamo ospite Alex Caffi, che parliamo un po’ del futuro di Diego con le quattro ruote”. Risposta ovvia: “Sì”.

Alessandro, per tutti Alex, Caffi è stato uno dei piloti italiani che hanno formato negli anni Ottanta e primi Novanta la numerosa “pattuglia” italiana che con i suoi giovani talenti monopolizzava lo schieramento dei Gran Premi di F.1. Caffi, classe 1964, è ancora in attività, come vedremo più avanti, ma l’impegno maggiore è quello di team manager dei suoi due team e di talent scout di giovani promettenti piloti. L’amicizia e il legame sportivo fra Caffi e il giovane Diego nasce dopo la vittoria nel 2015 del “nostro” pilota, nella categoria “Junior” del Campionato Europeo “Day Trophy”. Consigliato anche da papà Gianluca, Diego decide di prendersi un paio di stagioni sabbatiche impegnandosi in test privati con le auto, per prepararsi al meglio quando scoccherà l’ora del sedicesimo compleanno, ed il talento pesarese potrà “staccare” la licenza di pilota.

Ritorniamo all’ospite della serata, Alex Caffi, che ha scelto di passare alcuni giorni di vacanza con il secondogenito Valentino, simpatico ragazzino di nove anni, per il debutto sulle mini-moto e kart. Nato in provincia di Brescia, figlio di Angelo anche lui pilota, il giovane Alessandro inizia con il motocross, poi il kart e le formule così dette addestrative, F.4 e F.Fiat Abarth, nel 1984 passa alla F.3, categoria che allora era il viatico per l’approdo in F.1. Caffi si dimostra subito un talento dalle grandi potenzialità e nel 1985 si laurea campione europeo di F.3, giungendo secondo anche nell’Italiano. L’anno successivo il debutto in F. 1 al G.P. d’Italia con la Osella-Alfa Romeo Turbo, conquistando un ottimo 11° posto. E qui servirebbe uno spazio infinito per raccontarvi tutti gli aneddoti di questo debutto.

E’ l’inizio di una lunga carriera, che vede impegnato il driver bresciano per sette stagioni nella massima formula, con oltre settanta gran premi disputati e 59 partenze, infatti allora essendoci oltre 30 monoposto iscritte, per determinare lo schieramento delle 24 ammesse alla gara, si disputavano al venerdì e al sabato le cosìddette prequalifiche.

Alex corre con Osella, Scuderia Italia (Dallara) e Footwork, non certo monoposto di prim’ordine, ma con classe e grinta riesce a togliersi alcune soddisfazioni, come il magnifico quarto posto a Montecarlo ed il sesto in Canada, con la Scuderia Italia nel 1989. Sempre in quella stagione, in Ungheria ottiene un sorprendente terzo posto in qualifica, poi sfortunatamente settimo in gara. Nel 1990 con l’inglese Footwork, eccolo ancora protagonista a Montecarlo con un brillante quinto posto.

Caffi ci racconta che non ha particolari rimpianti della sua carriera in F.1, l’unico rammarico è non aver avuto a disposizione vetture da “classifica” e la problematica delle prequalifiche. E ci tiene a sottolineare che allora si assegnavano punti fino al sesto classificato, oggi si premiano i primi dieci in un calendario di 21 G.P., mentre in quegli anni erano 16, quindi con tutti gli altri piazzamenti (brillanti, aggiungiamo noi, visto le difficoltà). “Se avessi corso oggi – ci conferma sorridendo – oltre a uno score di punti maggiore, avrei fatto notizia sui giornali molte volte, considerando il risalto che ha oggi chi arriva decimo, magari con una vettura poco competitiva, al pari di quelle da me utilizzate”. Caffi, lasciata la F.1 nel 1992, passa alle vetture Gran Turismo e Sport Prototipi, corre con ottimi piazzamenti e vittorie di Categoria, nel Campionato Americano IMSA, con grandi risultati nella 24 Ore di Daytona ed a Sebring. Nel 2002 si laurea campione di Francia nella categoria Gran Turismo con una Ferrari 360 Modena, titolo che vince anche in Italia nel 2006, con una Ferrari F 430. Corre diverse volte nella 24 Ore di Le Mans con un ottimo sesto posto nel 1999.

Alex è un pilota completo e nella nostra chiacchierata ci sottolinea che più che all’immagine pensa al piacere delle corse ed alle sfide. Ecco perché aggiunge: “Ho gareggiato anche con i camion in pista e nelle Maratone Africane, alla Dakar anche con la Panda 4×4, ho ottenuto piazzamenti e vittorie di categoria nei rally, ho vinto gare in salita, sono ritornato in F.1, ovviamente storica, vincendo nel 2016 il prestigioso GP Historic di Montecarlo con una Ensing, una soddisfazione immensa questa davanti ad un pubblico da F.1 moderna, con avversari agguerriti, vecchie glorie si fa per dire (e sorridendo, ndr) come me e macchine stupende. Ed anche se adesso ho due team da dirigere, non ho nessuna intenzione di appendere il casco al fatidico chiodo, correre è la mia vita”. Lo dimostra il fatto che ha da poco disputato l’appuntamento del Campionato Italiano Gran Turismo, con l’affascinante Bentley Continental in coppia con un altro grande del passato Nicola Larini. Fresco anche del podio conquistato domenica scorsa, nella gara in salita “Trofeo Valcamonica”, dove con una Porsche GT si è messo dietro le potenti sport.

Adesso passiamo ai tuoi due team dei quali abbiamo già accennato: “Sì, nel 2016 ho creato la “Alex Caffi Motorsport”, con sede a Montecarlo dove risiedo, con la quale siamo impegnati nel Campionato NASCAR Whelen Euroseries, interessante serie che vede impegnate le imponenti berline americane simili alle leggendarie “cugine” della Nascar. L’altra mia creatura condivisa con la mia famiglia creata in memoria di mio padre Angelo, valido pilota che mi ha trasmesso la passione, è la “Squadra Corse Angelo Caffi”, diretta da mia mamma fino a pochi mesi fa, quando è scomparsa, ed ora seguita principalmente da mio figlio maggiore Michele come presidente. La struttura ha sede a Rovato, mio paese natale in provincia di Brescia, e siamo impegnati prevalentemente nel “Mini Challange”, il trofeo monomarca dedicato alle nuove Mini, organizzato da B.M.W. Italia. Con entrambe le strutture cerchiamo di dare la possibilità ai giovani di mettersi in evidenza. Con le Nascar, ci siamo già tolti diverse soddisfazioni vincendo nel campionato femminile con la spagnola Carmen Boix, con Kenko Miura, in lizza per il titolo nella “ELITE 1”, ed anche nella categoria Elite Club i nostri portacolori si stanno difendendo bene. Nel Challange Mini attualmente il nostro pilota, che non è proprio un giovane ma comunque un debuttante, Andrea Tronconi, arriva come feci io dal Motocross, ed a digiuno di quattro ruote ci ha già regalato due podi in questa stagione”.

“Ora aspettiamo Diego – ci spiega Alex lanciando un’occhiata al giovane pesarese – Ha già disputato diversi test con noi non solo con la Mini, ma anche con altre vetture più impegnative, dimostrando buone doti di guida, se la cava bene nell’interagire sulla tecnica, ma soprattutto è un ragazzo con la testa sulle spalle, che ragiona su obiettivi, aiutato senz’altro anche dalla passione di papà Gianluca, per certi versi una storia simile alla mia”.

Il tempo scorre e si è fatto tardi, la mattina successiva al piccolo Valentino spetta una giornata di motori full immersion, mentre papà Alex vestirà i panni di team manager con una sensazione diversa dal solito. Per noi una serata speciale, con la promessa di ripeterla quanto prima, finita con un “regalo” da parte di Alex, quello per PU24 di poter seguire “in diretta” tutte le attività dei suoi Team, e in “pista” la carriera di Diego Di Fabio, un giovane pesarese che senz’altro farà parlare di sé.

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