Vuelle 2017-’18 contro Vuelle 2018-’19: il confronto seconda puntata

tifo vuellePESARO – Dopo aver confrontato il reparto esterni della vecchia e nuova Vuelle (ecco il link) è arrivato il momento di sapere, se il reparto lunghi uscito da questo mercato estivo è migliore o peggiore del precedente.

Erik McCree vs Emaneul Omogbo
Se parlate di Omogbo con lo staff biancorosso, vi diranno che a maggio, non aveva ancora bene in mente gli schemi provati durante tutta la stagione, perché il nigeriano purtroppo ha faticato tantissimo a inserirsi tecnicamente nella nuova realtà. Problemi d’inserimento che potrebbero essere l’unico scoglio da superare per McCree, che a livello tecnico è una delle migliori ali grandi arrivate a Pesaro negli ultimi dieci anni, che si gioca il primato con Jumaine Jones – più classe, meno fisico – e Austin Daye – più classe, meno voglia.
Chi vince il confronto? Ad Omogbo auguriamo di trovare al più presto una nuova squadra, per permettergli di continuare la sua carriera professionistica, a McCree auguriamo di disputare un campionato così buono con la Vuelle, che Milano non abbia nessun dubbio la prossima estate, ad inserirlo nel proprio roster (McCree 2018).

Simone Zanotti vs Michele Serpilli
Zanotti non ha mai calpestato i parquet della serie A, ma l’esperienza non gli manca e potrebbe essere più produttivo di quel che si pensi, Serpilli in serie A ci ha giocato senza lasciare troppo il segno, con la speranza che coach Sacco riesca a tirarne fuori il meglio, nell’anno che trascorrerà a Legnano in serie A2.
Chi vince il confronto? Zanotti conosce la pallacanestro, ma quella che si gioca a velocità più ridotta nelle serie inferiori, dove non devi lottare contro americani più fisici e tecnici, Serpilli ancora deve imparare parecchio sul come stare in campo, ma ha dalla sua la giovane età e la speranza che torni maturato dall’esperienza in serie A2: (Parità)

Egidijus Mockevicius vs Eric Mika
Due centri diversi per tecnica e tonnellaggio, il lituano ha dalla sua una maggiore stazza, una maggiore propensione a giocare da centro puro e in difesa dovrebbe subire meno i contatti rispetto all’americano, che dalla sua però aveva una maggiore propensione a giocare anche da ala grande. Una lettura del gioco che gli consentiva di capire al volo le varie situazioni tattiche e la capacità di produrre punti in proprio.
Chi vince il confronto? Eric Mika ha chiuso la sua esperienza pesarese con 14 punti e 7 rimbalzi di media. Ci auguriamo che anche Mockevicius sia in grado di produrre queste cifre, ma dipenderà in maggior parte, dal sistema di gioco che adotterà la Vuelle e il numero di palloni che i compagni vorranno recapitargli, anche e non solo per questo, la nostra preferenza, se pur di poco, va all’americano (Mika 2017).

Andrea Ancellotti 2018 vs Andrea Ancellotti 2017
Praticamente al debutto in serie A nella scorsa stagione, Ancellotti ha dimostrato di poterci restare tranquillamente, sfruttando una buona tecnica individuale e tutti i suoi 211 centimetri, avendo tra l’altro una buona conoscenza di quello che gli succede intorno. I difetti rimangono, soprattutto quello di non essere troppo atletico, ma i lunghi italiano sono merce rara e chi li ha, se li tiene ben stretti.
Chi vince il confronto? L’anno scorso chiuse con 4 punti e 4 rimbalzi di media in 15 minuti di utilizzo, quest’anno, con un centro puro come Mockevicius davanti, forse il suo utilizzo scenderà leggermente, ma dovrebbe essere in grado di replicare le sue statistiche, a patto che in campo dia sempre il 100% e superi quella pigrizia che ogni tanto ne pregiudica il rendimento. (Parità)

Massimo Galli vs Spiro Leka
A metà giugno, c’è stata la possibilità concreta che la sinergia con Milano portasse in dote anche Massimo Cancellieri come coach al posto di Galli, ma la dirigenza biancorossa ha scelto di ridare la fiducia all’allenatore che aveva preso la Vuelle a marzo e l’aveva condotta verso una sofferta salvezza.
Chi vince il confronto? Galli aveva dimostrato già dalla scorsa stagione di avere una maggiore esperienza nel gestire le situazioni complicate, una maggiore velocità a prendere le decisioni nei momenti critici e una maggiore padronanza nel gestire soprattutto il reparto stranieri. Ci auguriamo, per lui e per la Vuelle, che resti saldo al suo posto fino al prossimo maggio, perché vorrebbe dire che Pesaro non soffrirà troppo in questa stagione. (Galli 2018).

Vedremo tra qualche mese se queste previsioni saranno azzeccate, anche se sappiamo che il basket sulla carta non corrisponde quasi mai a quello sul parquet, dove entrano in campo tante variabili, è stato in ogni caso un mercato caotico quello della Vuelle, molto più complicato rispetto a quello dell’estate scorsa in cui tutto era filato liscio. Analizzandolo ruolo per ruolo, si sono rivelate positive le conferme di Monaldi e Ancellotti, visto che gli italiani costano troppo rispetto al loro valore reale e chi li ha, o li tiene stretti, o li vende a costi spropositati, la rinuncia a Ceron è stata doverosa, perché l’ex capitano non era convinto di rimanere a Pesaro, così come ci è sembrato giusto rinunciare a Bertone, che se fosse rimasto sarebbe stato la guardia titolare.

Non tutti gli americani presi erano i primi della lista. L’unico è McCree, che piace a tutti, dall’allenatore alla dirigenza, per il ruolo di play erano stati visionati giocatori che alla fine hanno trovato posto in Nba, mentre Perrantes ha rifiutato di venire a Pesaro, preferendo andare in Francia. Per la guardia eravamo andati vicini a Hanlan, 42esima scelta Nba, ma si era sparato troppo alto, per lo spot di ala piccola, all’ultimo momento Milano si era inserita nella trattativa tra Stojanovic e Torino, con la solita offerta triennale e il primo anno da trascorrere a Pesaro, ma la Fiat ha pareggiato l’offerta di Milano e la talentuosa ala serba si è trasferita in Piemonte, ma in ogni caso Murray era il primo della lista Vuelle. Detto di McCree, Mockevicius è forse l’unica vera scommessa di Cioppi, visto che il lituano nell’ultimo anno non ha praticamente giocato, tra infortunio alla spalla e litigio con l’allenatore, ma una scommessa ci può anche stare, visto che negli ultimi anni erano state almeno tre o quattro.

Le note stonate a nostro avviso sono principalmente due. La prima è stata la rinuncia a Rotnei Clarke, più per come è avvenuta, con tanto di ultimatum da parte della dirigenza biancorossa, mentre Clarke non è stato proprio un signore a cambiare idea all’ultimo momento, mentre a livello tecnico, Artis e Rotnei sono due play molto diversi ed è difficile stabilire in questo momento chi sia più utile alla Vuelle futura. La seconda nota stonata è non essere riusciti a prendere un italiano per la panchina migliore del non ancora 18enne Conti. L’ideale sarebbe stato Moraschini, che è finito a Brindisi, ma la Vuelle non ha ottenuto il sì del giocatore, preferendo virare su un giovane alle prime esperienze, ma niente vieta alla Vuelle di guardarsi intorno, soprattutto per alzare la qualità degli allenamenti cinque contro cinque, con gli americani che avrebbero vita troppo facile nel superare due ragazzini del vivaio.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  1. Squadra strana e troppo corta, con un DNA da costruire. Si prospetta la solita stagione di sofferenza. La nota stonata piuttosto direi che é la solita societá che non riesce a trovare da anni uno straccio di sponsor. Non c’é un progetto e si vive alla giornata. Comunque sia Forza VUELLE, con la grande speranza che la squadra sorprenda, e che si riesca presto o tardi ad avere un progetto serio.