La città del risparmio di Misano ha perduto Oliviero, il suo… Principe

Oliviero raccontato in un articolo del "nostro" Dario Delle Noci

Oliviero raccontato in un articolo del “nostro” Dario Delle Noci

MISANO ADRIATICO (Rimini) – Lo conoscevano tutti, da Ancona a Bologna, a Firenze. E chi lo conosceva faceva fatica a non stimarlo. Sì, perché dietro una facciata a volte ruvida, scorgevi la generosità, la disponibilità, l’indiscussa imprenditorialità. Già, Oliviero Muccini è stato ricordato sulle testate locali di Rimini e Pesaro per quello che rappresentava, il piccolo impero di Misano Adriatico, i Magazzini del risparmio. Tante piccole città (quella della sposa, dello sport, dell’abbigliamento) in un’unica grande città che per lui era una seconda casa. Non vogliamo fare un panegirico sul businessman e neppure un necrologio dorato ma parlare dell’uomo che abbiamo avuto il privilegio di conoscere e di apprezzarne le virtù, prima fra tutte l’intuizione. Una dedizione assoluta all’Azienda che aveva creato mattone su mattone lo distingueva da altri. Ma soprattutto lo stile di vita ti colpiva: mai sopra le righe, non gli piaceva ostentare e soprattutto amava una vita misurata fatta di poche cose, romantiche se vuoi, ma essenziali. La famiglia in primis, la figlia Monica, la moglie Nadia e le nipotine per le quali si scioglieva letteralmente. Come tanti nonni, penserete voi. No, a lui cambiava anche lo sguardo quando era attorniato dagli affetti. Per i suoi dipendenti Oliviero era uomo da rispettare non il…padrone da avversare. Chi, come la segretaria e la grafica, che l’hanno sempre affiancato nel lavoro può confermare che non stiamo scrivendo banalità. Oliviero era certamente tanto di più. Un punto di riferimento per la clientela alla quale dispensava sorrisi ma e battute ma, al contempo, un decisionista che sapeva quali strade percorrere. Basti pensare che, negli anni ’90, quando il computer era un oggetto misterioso (di cui molti ignoravano dove fosse il pulsante d’accensione) Oliviero era già oltre con l’e-commerce. E amava appoggiarsi ai giovani perché credeva nel futuro. Quando, alla fine degli anni novanta, strinse una sorta di sodalizio con il principe Ego Von Fürstenberg (vedi foto, ndr.) non sfigurò affatto perché, a suo modo, anche Oliviero era un “titolato” nel mondo della moda.

Poi ogni sera, prima di abbassare la saracinesca della “bottega”, guardava la casa prospiciente sul colle e decideva se la moglie dovesse spadellare o se non fosse il caso di portare la famiglia magari Al Brigante. Così, per socializzare. Ora rimane quello che lui ha creato con passione in tanti anni e sarà compito di Monica, prima di altri, di andare avanti. Ma con un padre così avuto come maestro sarà meno difficile. Non è un auspicio, è una certezza.

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