Vuelle, dieci motivi più uno per fare l’abbonamento

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16 agosto 2018

Spalla a spalla campagna abbonamenti VuellePESARO – Quanti saranno gli abbonati alla nuova Vuelle? Prevarrà l’ottimismo di Ario Costa, che conscio di aver fissato i prezzi più bassi dell’intera serie A – e della maggior parte della A2 – ripone piena fiducia nel lavoro svolto dalla dirigenza biancorossa e si augura almeno 4.000 presenze fisse all’Adriatic Arena ogni domenica? O, ad avere la meglio, sarà la recente storia della Victoria Libertas, quella parecchio triste, che racconta di sei anni vissuti pericolosamente al penultimo posto della classifica, sperando solamente che a maggio, almeno una squadra le rimanga dietro in classifica?

La palla, come sempre, passa in mano ai tifosi biancorossi, quelli di Pesaro e dintorni, perché non bisogna mai dimenticare, che ogni giornata, ci sono persone che fanno anche più di 50 chilometri per presentarsi al cancello dell’Adriatic Arena, da nord, da sud e dall’entroterra, perché in fin dei conti, in zona, non ci sono poi così tante realtà sportive che possono fregiarsi di avere una squadra in serie A, in qualsiasi sport.

Dal punto di vista economico, poco da dire, i prezzi sono altamente competitivi, anche se è rimasto il Vuelle day ad incombere sulle tasche dei tifosi, con la speranza che sia gestito meglio rispetto alla scorsa stagione, sia dal punto di vista comunicativo, sia temporale, mentre, dal punto di vista sportivo, non si possono negare i miglioramenti nella costruzione della squadra, almeno per uno starting five, che se ben gestito, potrebbe puntare anche in alto, con una panchina che speriamo non faccia da zavorra, ma da salvagente, in caso di necessità.

Ma siamo comunque ancora in agosto, la nuova Vuelle non l’abbiamo ancora vista all’opera e come tanti San Tommaso, molti tifosi vorrebbero vederli con i propri occhi i miglioramenti promessi, prima di recarsi o in Via Bertozzini, sede della società, o da Prodi Sport di largo Ascoli Piceno, i due luoghi designati per sottoscrivere l’abbonamento, con l’opzione comunque di farlo anche online, tramite il sito della victorialibertas.it.

Così, anche quest’anno, Pu24.it vuole venirvi incontro, elencandovi i dieci motivi – più uno – per cui riteniamo sia giusto, che vi rechiate a fare il vostro dovere di tifosi, anche se ne avete poca voglia, anche se sapete già che non si lotterà per lo scudetto, anche se siete ancora arrabbiati, per non poter più vedere Rotnei Clarke in maglia Vuelle, con la speranza che, dopo sei anni, Pesaro riesca ad ottenere, tra le mura amiche, un numero di vittorie superiore alle sconfitte.

DIECI MOTIVI (PIU’ UNO) PER ABBONARSI ALLA VUELLE

  1. Felpa: Ok, può sembrare una cavolata, ma non è che in questi ultimi anni, l’abbonato Vuelle sia stato sommerso di regali, come avvenuto in tante altre realtà, dove insieme all’abbonamento, vi riempiono anche di tantissimi gadget, così, quando vi recherete a fare il vostro dovere, non dovrete fare altro che mettere una croce sulla taglia della vostra felpa, quella che vi verrà consegnata a fine settembre, nei tempi e modi che verranno comunicati tra qualche settimana.
  1. Occasione: Perché l’estate finirà presto e, con lei svanirà anche quella voglia di trascorrere tutto il tempo all’aria aperta, mentre, con i primi freddi, vi tornerà la voglia di stare un paio d’ore all’interno dell’Adriatic Arena, in quelle domeniche che sembrano non finire mai, stanchi di girare tra ipermercati e case dei suoceri, la Vuelle invece vi dà l’occasione di trascorrere qualche pomeriggio, ad arrabbiarvi con il vicino di seggiolina, di inveire contro la terna arbitrale o di mandare a quel paese gli avversari, o, perché no, anche qualcuno dei vostri, volete mettere la soddisfazione?
  1. Risparmio: Mai come quest’anno, facendo l’abbonamento risparmierete parecchi soldini, specialmente se opterete per quello da 120 euro, praticamente otto euro a partita, anche se magari dovrete cambiare posto, ma lo sapete già che all’Adriatic Arena, la partita si vede benissimo da qualsiasi settore, fare i conti in tasca alle persone non è mai semplice, ma ci permettiamo solo di farvi notare, che i prezzi dei biglietti sono rimasti gli stessi dell’anno scorso e che, anche se salterete qualche partita, facendo l’abbonamento, risparmierete comunque.
  1. Zero: Di presunti anni zero ne abbiamo vissuti anche troppi, la speranza è che questo che sta per iniziare, più che un anno zero, sia un anno di consolidamento, di una crescita magari lenta, ma costante, sia a livello tecnico, che societario, dove la ricerca di nuovi consorziati, deve essere l’obiettivo primario per Ario Costa e tutti i suoi collaboratori.
  1. Aspettative: Senza farsi troppe illusioni, questa nuova Vuelle sembra essere in grado di superare le aspettative delle stagioni precedenti, visto che l’età media si è alzata di almeno un paio d’anni e, con essa, anche il tasso d’esperienza e classe, due fattori che in riva al Foglia, negli ultimi anni, sono terribilmente mancati, poi ci sono stati anche rookies che hanno reso più di quel che si pensasse, ma dopo anni passati a lamentarci di essere la squadra più giovane della compagnia, la Vuelle 2018-19 sembra sia cresciuta, almeno dal punto di vista anagrafico.
  1. Passione:Si chiama passione perché passa, diceva un noto scrittore italiano, ma la passione dei pesaresi per il basket non passa mai, magari è latente, nascosta tra le mille difficoltà quotidiane, quelle che giustamente fanno passare lo sport in secondo piano, ma basterebbe poco per farla riuscire allo scoperto, magari un paio di vittorie consecutive, magari una partenza che, per una volta, non sia ad handicap, magari non essere sbeffeggiati dagli amici non baskettari, quelli che dopo ogni sconfitta ti scrivono su Whatsapp per convincerti a passare la domenica in un’altra maniera. Magari basterebbe una semplice stagione tranquilla, una di quelle che ti fanno riconciliare con la pallacanestro e che ti riaccendono quella passione che ti porti dietro fin dall’infanzia, quando andavi a fare due tiri a canestro, anche se non c’era la retina e il tabellone era stato scolorito dal sole, mentre i tuoi amici giocavano a pallone, qualche metro più in là.
  1. Entusiasmo: Forse sarà solo un sogno di mezza estate, ma se questa fosse una squadra che riuscisse a riportare veramente l’entusiasmo tra i tifosi? Metti che Artis sia quel tipo di playmaker che riesca a far girare col contagiri la squadra, senza trascurare di fare canestro, metti che Blackmon di canestri ne faccia veramente parecchi e che alla fine della stagione, in cima alla classifica dei realizzatori ci sia il suo nome, metti che Murray sia quel tipo di giocatore, che ti faccia uscire dal palazzetto chiedendoti “Ma come, anche stavolta ha fatto 13 punti e catturato 6 rimbalzi, senza che me ne sia accorto?”, metti che McCree sia quell’ala grande dinamica e moderna che ti faccia dimenticare che sia anche alto 204 centimetri, metti che Mockevicius, sia quel tipo di centro, che ti faccia esclamare “Visto che finalmente abbiamo preso qualcuno che sa fare i blocchi!”, metti che Monaldi capisca quale sia il suo ruolo all’interno della squadra e riesca a dare veramente una mano ai compagni, metti che Luca Conti sia uno di quei diciottenni svegli e capace di essere già protagonista, metti che Zanotti scopra che non c’è poi così tanta differenza tra la serie B e la serie A, metti che Ancellotti ripeta la stagione precedente, metti che coach Galli ti faccia pensare “Ma allora, i timeout si possono chiamare al momento giusto”, metti che almeno tre o quattro di queste cose si realizzino veramente e tu sei rimasto a casa a guardare Sky calcio Show, non te lo perdoneresti mai.
  1. Spalla a spalla: Come recita lo slogan di questa campagna abbonamenti, il pubblico pesarese ha l’occasione di riavvicinarsi alla squadra, che da parte sua, dovrà dare il massimo per farsi amare, per rendere il tifoso biancorosso orgoglioso di quello che ha visto sul parquet, per andare nuovamente spalla a spalla con la Vuelle. Cosa che in questi ultimi tempi è successo troppo raramente.
  1. Adriatic Arena: La chiamiamo ancora tutti così, ma non dovremmo più farlo, dato che il contratto di sponsorizzazione è finito ormai da qualche anno, senza che la nostra amministrazione comunale sia riuscita a trovare un’altra azienda, disposta a legare il suo nome al palazzone della Torraccia, operazione che tra l’altro porterebbe in dote diversi soldini anche per la Vuelle. La speranza è di riuscire a trovare qualcuno durante l’anno, la certezza è che il nostro palas rimane uno dei più belli del bel Paese e che al suo 22esimo anno d’attività è ancora in grado di stupirci, quando ci rientriamo dopo qualche mese d’assenza.
  1. Retrocessione: Ne vorremmo parlare il meno possibile, o non parlarne affatto, ma per riuscirci servirebbe anche ritrovare il fattore campo, riportando più di 4.000 persone urlanti al palazzetto, ma per riuscirci servirebbe una squadra vincente e per riuscirci servirebbero più soldi, che dovrebbero provenire anche dal botteghino, con più di 4000 abbonati. Insomma, il classico cane che si morde la coda, ma da qualche parte bisogna pure iniziare.
  1. Orgoglio: Perché in fin dei conti “Noi siamo Pesaro” e questo non ce lo toglie nessuno.

Vi abbiamo dato 10 motivi – più uno – per convincervi a fare l’abbonamento, per rinnovare o “iniziare” la vostra storia con la Victoria Libertas, che sicuramente continueremo a criticare durante l’anno ma che, in fin dei conti, ci tiene compagnia da oltre 70 anni. Una costante, in un mondo che cambia ogni giorno a velocità troppo sostenuta, perché cambiano i nomi sulle maglie, cambiano coloro che si siedono sulla panchina o sullo scranno dirigenziale, ma una cosa non è mai cambiata in questi 70 anni: la scritta Pesaro, sulla canotta biancorossa.

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