Rof, Maria Laura Iacobellis, un’emozionante voce italiana per il ruolo di Corinna: “Bellissima esperienza a Pesaro”

Maria Laura Iacobellis interpreta con grande intensità il ruolo di Corinna (Foto Amati Bacciardi)

Maria Laura Iacobellis interpreta con grande intensità il ruolo di Corinna (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Nell’edizione tra le più belle mai allestite – il parere tra gli addetti ai lavori e gli appassionati è unanime – Il viaggio a Reims ha potuto contare, finalmente, su una voce che ha interpretato felicemente il ruolo di Corinna, che, pure in una cantata scenica, è quello che ha ricevuto maggiori attenzioni dalle musiche di Rossini. Nel primo atto, la suggestiva Aria dell’arpa e il duetto con Belfiore; nel secondo, la lunga conclusione con l’Aria “All’ombra amena del Giglio d’Or”.

Maria Laura Iacobellis, nata in provincia di Taranto da una famiglia di musicisti, studi nel Conservatorio di Matera, è stata un’emozionante Corinna, meritando grandi applausi, sia da sola che nel duetto tutto italiano con Manuel Amati. Un’ovazione meritata, un riconoscimento a un ruolo oggettivamente difficile.

“Davvero molto difficile. Soprattutto complesso perché presenta difficoltà tecniche, con i legati e i filati. Sia nella prima sia nella seconda Aria, la voce va gestita con attenzione per condurla alle raffinatezze che fanno la differenza nell’esecuzione. In mezzo c’è un duetto, a sua volta complesso dal punto di vista tecnico, che scatena i fuochi d’artificio e deve essere gestito emotivamente. Credo che con la regista Elisabetta Courir si sia fatto un bel lavoro, scegliendo di proporre una Corinna non ancora donna. Il cast era composto da giovani cantanti allievi dell’Accademia Rossiniana, che hanno offerto al pubblico freschezza e allegria”.

Maria Laura Iacobellis si è diplomata giovanissima in canto lirico e successivamente ha preso la laurea in discipline musicali con lode e menzione d’onore nel Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera. Ha partecipato, vincendoli, a numerosi concorsi. E da tempo canta nei teatri italiani.

Perché ha fatto domanda per partecipare all’Accademia Rossiniana?
Me ne parlavano da tempo. Rossini mi piace da sempre e il suo repertorio me lo sento cucito addosso. Già in passato, spinta da qualcuno che diceva che la mia voce è rossiniana, avevo avuto l’idea di partecipare alla selezione per l’Accademia. A darmi la spinta decisiva è avere conosciuto il maestro Palacio al Concorso Aslico (Associazione Lirica e Concertistica Italiana che si tiene a Como; ndr). Quando hanno scelto i finalisti, il maestro mi ha proposto di partecipare alla selezione 2018, ritenendo la mia voce interessante. “Perché non provare?”, mi ha detto. E io ho deciso di provarci. Quando mi hanno presa, sono stata felice di partecipare a un’accademia così prestigiosa e di lavorare con docenti di grande valore, con artisti che al solo nominarli mi fanno venire i brividi”. Il Concorso Aslico è particolare: premia le voci per ruolo. Maria Laura ha vinto per la voce di Nannetta nel Falstaff di Verdi.

Maria Laura Iacobellis è nata a Laterza, un paese che è più vicino a Matera che a Taranto. Ed è nel conservatorio lucano che ha trovato il suo mentore che aveva un legame con Pesaro prima ancora che “Corinna” nascesse.
Il mio insegnante è da sempre professor Enzo Dimatteo, già allievo di Sesto Bruscantini…”. Bruscantini, straordinario basso-baritono, era nato a Macerata e aveva cantato nella prima edizione del Rof (1980), dando voce a Batone ne L’inganno felice allestito da Bruno Cagli, con Alberto Zedda sul podio.

Anche il mio professore ha cantato nel Festival pesarese…”. La locandina del Rof 1981 racconta che Dimatteo interpretò il ruolo di Giorgio ne La gazza ladra diretta da Zedda che nel cast aveva Elena Zilio (Pippo), quest’anno Berta nel barbiere. La regia era di Sandro Sequi.

Il professor Dimatteo mi ha dato davvero tanto”.

In trent’anni di interviste agli allievi dell’Accademia Rossiniana, abbiamo raccolto pareri praticamente unanimi: è una grandissima esperienza.
Si lavora tanto nelle due settimane d’impegno, si studia dalla mattina alla sera. Non lo nascondo, l’Accademia è dura, ma io amo così tanto questo lavoro che ho avvertito la fatica solo in minima parte. È stata un’esperienza molto bella, completa, sono contenta di averla fatta”.

La sua prima volta a Pesaro?
Sì, in precedenza ero stata qui solo il tempo necessario all’audizione. Mi sono trovata bene. La gente è stata molto disponibile e mi è piaciuto il calore del pubblico che assiste al Rof. E ho avuto la fortuna di partecipare ai concerti dal balcone di casa Rossini, davanti a tante persone. Quella sera è stata una delle esperienze più belle in questo inizio di carriera: su quel balcone si è creata una magia, il calore del pubblico è stato entusiasmante”.

La musica appartiene a tutto il mondo, non è di un singolo paese, ma anche quest’anno gran parte degli allievi dell’Accademia proveniva dall’est europeo. Tante belle voci, ma è consolante che ci siano stati anche giovani cantanti italiani apprezzati dagli spettatori.
Eravamo pochi, solo cinque: tre voci femminili, due maschili. Ci siamo fatti valere, anche per ricordare che l’opera nasce in Italia”.

Come ha vissuto il rapporto con i colleghi?
Mi sono trovata bene. È stato un bel gruppo, c’era una grande interazione, ci siamo divertiti. Ho conosciuto tante belle persone e lavorare insieme, sia all’Accademia, sia per Il viaggio a Reims, è risultato piacevole. Abbiamo stretto rapporti personali importanti, sia di stima dal punto di vista artistico, sia dal punto di vista umano. È molto importante in questo mestiere che è fatto di tanta solitudine”.

Lo diceva giorni fa Carles  Pachón.
Come Carles, sono figlia unica, quindi capisco le sue parole. Ogni volta che parto vedo la sofferenza dei miei genitori, dei miei familiari che sanno che mi rivedranno dopo diversi mesi. Il nostro è un mestiere che dà tante emozioni, ma comporta difficoltà. Avere trovato giovani colleghi con i quali condividere questa esperienza, me l’ha resa più facile, più bella”.

Il ruolo rossiniano nei suoi sogni.
Sto studiando diversi ruoli nelle opere di Rossini: Berenice ne L’occasione fa il ladro, Giulia ne La scala di seta; in passato ho debuttato in Fannì ne La cambiale di matrimonio. E la Corinna che ho cantato a Pesaro la riproporrò in Aslico, con altre otto recite. Cosa chiedere di più?”.

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