Da Oviedo a Grado immersi nei boschi e nell’acqua: il diario del Cammino di Santiago di Luciano Murgia

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6 settembre 2018

Ecco il secondo capitolo del diario di Luciano Murgia a cui abbiamo chiesto di raccontare il Cammino di Santiago (rileggi qua e qua):

GRADO (Spagna) – La pioggia, annunciata dalle previsioni meteo, è arrivata puntuale già da mercoledì sera. Pioveva mentre mangiavo sotto un ombrellone una parrillada (grigliata) di verdure che ha lasciato un pezzo di cuore nel ristorante La Manzana, la mela, in Calle Gascona, nota a Oviedo, ma non solo, come il Boulevard del Sidro, che i camerieri servono rovesciandolo dall’alto su un bicchiere. Come facciano a non sprecare una sola goccia è un mistero tutto loro.

Per noi acqua, altro che Sidro! Acqua sui capelli e sotto i piedi. Prima una pioggerella leggera, poi veri e propri rovesci, per fortuna cessando di cadere poco prima di mezzogiorno, a dispetto di chi prevedeva temporali fino a tutto il pomeriggio.

Da Oviedo a Grado, circa 26 km e 37.000 passi in 6 ore e mezza, una tappa che ha anticipato il tema del Camino Primitivo: circa due settimane (la durata dipende soprattutto dai piedi) in un paesaggio che è definito selvaggio, in mezzo alla natura incontaminata. Beh, oggi alla partenza da Oviedo e soprattutto all’arrivo a Grado, tanto cemento e troppo asfalto. Ingredienti negativi che non attenuano il piacere dei restanti 20 km. Acqua in testa e sotto ai piedi, camminando ora in strade di campagna invase dalla pioggia, ora in sentieri impregnati dal fango e dalle foglie, percorsi naturali accompagnati da piante antiche che dovrebbero offrire refrigerio a chi cammina nei giorni più caldi.

Dopo pochi chilometri, una piccola cappella, la Capilla del Carmen, a Llampaxuga, con 3 metri quadrati di spazio coperto si è trasformata in una camera dove non pochi si sono fermati a cambiarsi, indossando pantaloni antipioggia, mettendo i poncho, le mantelle, coprendo gli zaini con il telo impermeabile. Ne abbiamo approfittato anche per mettere uno selli più antichi del Cammino (il timbro sulla credenziale) e conoscere alcuni compagni di viaggio: una famiglia brasiliana che vive a Madrid (marito e moglie con figlia e fidanzato tutti al primo Cammino), due uomini e una donna delle Isole Canarie, un’americana, due tedeschi, una danese. Poi ognuno per la sua strada. Ho camminato per circa 15 km da solo, ritrovando i colori e gli odori che mi mancavano tanto. Sembrerà strano,  in riva al mare o sulla Panoramica San Bartolo, non sei a contatto con lo sterco degli animali, con le mucche e i cavalli che divorano con calma maestosa l’erba dei campi bagnati. Già alla prima salita, salutando Oviedo, ho ritrovato le immagini che mi hanno fatto compagnia nei primi tre Cammini di Santiago. Una grande gioia, la conferma che ci si può accontentare di poco.

Poi la salita – lunga e dura – che porta a Venta de Escalamplero ha indotto a guardare dove mettere i piedi, a lasciare il paesaggio per altri momenti. Ancor più la successiva discesa. Allora lascio che siano le immagini – prese con il telefono – a farvi comprendere meglio delle mie parole, la soddisfazione di essere ancora sul Cammino di Santiago.

Ah, dimenticavo: una “signora”, impettita e disinteressata alle mie gioie, ha obbligato chi passava a lasciarle strada, anzi sentiero.

A domani, allora, sperando di raccontarvi la tappa da Grado a Salas, nei monti delle Asturie.

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2 Commenti to “Da Oviedo a Grado immersi nei boschi e nell’acqua: il diario del Cammino di Santiago di Luciano Murgia”

  1. alberto marchionni scrive:

    Un racconto vero della difficoltà e delle straordinarie bellezze,con l’augurio che i prossimi giorni ci sia il sole,buon cammino.

  2. Antonio scrive:

    Nonostante i miei 70anni mi commuovo nel leggerti, bravo

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