Da Fonsagrada a O Cadavo, una tappa “rompepiernas”: altra tappa del Cammino di Santiago di Luciano Murgia

Ecco il nono capitolo del diario di Luciano Murgia a cui abbiamo chiesto di raccontare il Cammino di Santiago (rileggi la presentazioneprima tappaseconda tappaterza tappaquarta tappaquinta tappasesta tappasettima tappa è ottava tappa).

O CADAVO (Galicia, Spagna) – Siamo arrivati, io e Michael Murphy, irlandese di Dublino, da qualche giorno mio compagno di Cammino, dopo 7 ore e una tappa che si è rivelata la classica “rompepiernas”, spezza gambe.

In salita alla partenza, in discesa all’arrivo, dopo una serie infinita di saliscendi e due salite che hanno messo a dura prova la nostra tenuta.
Solo un bar aperto alla partenza, nel centro abitato. Mentre iniziamo la salita, dalla finestra dell’Albergue Cantábrico ci saluta una giovane nata in Congo ma residente a Montreal, in Canada. È molto apprezzata da tutti per la giovialità, confermata stamattina.

Prima ci fa compagnia la strada. Per fortuna è giorno, perché stamattina presto c’era nebbia e la visibilità ridotta. Entriamo anche nel bosco, dove Antonia, la giovane tedesca fa colazione seduta a un tavolo di legno in un’area di riposo in compagnia di un ragazzo spagnolo. Imbocchiamo un sentiero stretto ma dobbiamo fare i conti con un gruppo di ciclisti portoghesi che hanno pernottato nel nostro Albergue è non hanno fatto chiasso. Ma sono sprovvisti di campanello e dobbiamo scansarci all’ultimo momento. Poi, quando il Cammino incrocia la carretera LU-530, molti di loro preferiscono l’asfalto, ma alcuni camminano e spingono la bicicletta che ha difficoltà ad arrampicarsi sul sentiero dove anche i piedi faticano.

Il paesaggio è bello, ma la fatica si fa sentire subito. Una casa è realizzata metà con le pietre d’una volta, larghe e piatte, l’altra in stile moderno. Due cani dormono sul sentiero, non curandosi di chi passa.
Un attimo di respiro quando, a circa metà percorso, raggiungiamo le rovine dell’Hospital de Montouto, oltre quota 1.000. Un foglio di carta invita i pellegrini a non sporcare un luogo di una bellezza unica: “Poco avrà appreso chi lascia i rifiuti in Cammino. Portateli via con voi”. Applausi.
Dietro le rovine antiche pietre ricche di storia.
Incomincia la lunghissima discesa. Si scende di circa 400 metri.

A Paradavella, Casa Meson è presa d’assalto. Panini, tortillas, insalate, mentre David, che ieri sera nel cuore di Fonsagrada sfamava tre cani, gioca con sei gattini osservato da un cane che ha una palla di tennis in bocca.

Si riparte ed è un continuo saliscendi in un sentiero strettissimo, sull’orlo di un dirupo. È veramente una tipica tappa gallega, rompepiernas. Dopo le sofferenze dei giorni scorsi speravamo in qualcosa di meglio.

Inizia la salita, che la guida di Eroski, sito web spagnolo, definisce “tremenda”. La vista del pendio rischia di mandare di traverso la colazione, ma il Camino Primitivo è questo ed è questo che facciamo. Dunque, andiamo su e speriamo bene. Camminiamo tra le querce, scorgendo tra i rami un paesaggio unico. Gronze.com assegna alle bellezze paesaggistiche che ci fanno compagnia quasi il massimo dei voti. Condividiamo.

L’ascesa che porta alla località A Lastra è durata un’ora e 4 minuti, con un dislivello di circa 130 metri, che ci ha portato fino a quota 830 metri, indica l’altimetro. Una salita che toglie il fiato. La prima parte è durissima, tanto che molti si riposano in un bar, per rifocillarsi e respirare. Ma non è finita, perché si sale ancora fino a quota 938. Arranchiamo in tanti e anche i più giovani hanno bisogno di pause. Poi, finalmente l’asfalto. Sembrerà incredibile ma in Cammino l’asfalto è insopportabile, fa bruciare i piedi e non si vede l’ora di andare nei boschi. Eppure oggi, ascoltando il rumore dei motori dei veicoli in transito, non vedevamo l’ora di raggiungere la quota strada.

Uscendo da A Fontaneira, ultimo paese prima di O Cadavo, nel Concelo (Comune) di Baleira, stiamo attenti a non sbagliare strada, ancor più a camminare vicino alla “carretera” LU-530, che conduce a Lugo, capoluogo di provincia. Un uomo, affacciandosi alla finestra, urla: “Adelante, adelante”, che significa avanti, sempre dritti. Grazie, Gracias, Thank you.

Mancano circa 4 km alla meta odierna, ottava tappa del Camino Primitivo, da Oviedo a Santiago de Compostela, che percorriamo un po’ in una foresta, ma anche a lato della strada, fino a quando torniamo nello sterrato ricoperto da poco breccino e dobbiamo scendere, poi salire ancora, infine scendere fino all’albergue Porta Santa, che ci accoglie prima di andare, domani, a Lugo.

Ci attende una tappa di circa 30 km che inizierà con una brusca salita, dai 720 metri di quota del nostro Albergue fino ai circa 850 che dovrebbero rappresentare la vetta più alta dell’ultima parte del Camino Primitivo.

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