Sta per partire la Serie A di basket: alla scoperta di tutte le 16 squadre (Seconda Puntata)

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2 ottobre 2018

PESARO – Seconda parte (clicca qui per rileggere la prima parte), dello speciale di Pu24.it sul campionato italiano di pallacanestro, che prenderà il via sabato prossimo, dopo aver analizzato tre delle possibili pretendenti allo scudetto, è arrivato il momento di verificare le ambizioni della rinnovata Brescia, della sempre pericolosa Avellino, della sorpresa Varese, dell’enigmatica Cantù e della tranquilla Cremona.

GERMANI BASKET BRESCIA

Della squadra rivelazione dello scorso campionato, sono rimasti solo David Moss, Brian Sacchetti e Luca Vitali, ma questo non vuol dire che in casa Leonessa non siano intenzionati a rimanere al vertice, soprattutto nell’anno in cui torneranno a casa loro, dopo i lavori d’ampliamento del palazzetto. Brescia, tra l’altro, giocherà anche in Eurocup competizione dove potrebbe arrivare anche tra le prime otto, mentre per confermarsi tra le prime quattro in campo nazionale, dovrà inserire al meglio i nuovi arrivati, tra cui ci sono due vecchie conoscenze pesaresi come Eric Mika e Marco Ceron, che forse partiranno dalla panchina, dato che in quintetto dovrebbero essere schierati Luca Vitali e Byron Allen da esterni, Abass da ala piccola e gli americani Jordan Hamilton e Gerard Beverly sotto canestro, con Tommaso Laquintana e Andrea Zerini a completare un roster comunque lungo e di buona qualità.

LA STELLA

Luca Vitali: Può non essere il vostro playmaker ideale, ma non è casuale che, da diversi anni, ai vertici della classifica dei migliori assistmen, ci sia il 32enne nativo di Bologna, ormai una sicurezza nel coinvolgere i compagni, un professore del pick and roll, che, all’occorrenza, è in grado di colpire con le sue triple ignoranti, poi qualche cavolata la fa durante le partite, ma se è ancora il play titolare della Nazionale, un motivo ci sarà.

LA SORPRESA

Gerard Beverly: Nei suoi tre anni di professionismo, ha girato parecchio, ma Brescia potrebbe essere il luogo ideale per la sua esplosione definitiva, perché, a 25 anni, può mettere in mostra tutte le sue caratteristiche di ala atipica, capace sia di giocare da numero quattro, con qualche buon movimento dentro l’area, che da numero tre, con un tiro da fuori migliore di quello che raccontano le sue statistiche.

IL COACH

Andrea Diana: Confermatissimo dalla sua dirigenza, è atteso dal debutto europeo e in Italia, può dare fastidio a molte formazioni più blasonate, a patto che riesca a non farsi schiacciare dalla pressione, inevitabile dopo un’annata in cui tutto è girato per il verso giusto, ma coach Diana è tecnicamente preparato e in grado di ripetere o migliorare, i risultati ottenuti nel recente passato.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Semifinale scudetto

 

SIDIGAS AVELLINO

basketSquadra profondamente rinnovata questa Scandone, che presenta un quintetto totalmente rivoluzionato, con il play Keifer Sykes a dirigere le operazioni, la guardia Norris Cole a trivellare le retine col suo tiro da fuori, l’ala Demetris Nichols ad imperversare dentro e fuori la linea dei tre punti e il talento di Caleb Green e Matt Costello, a presidiare l’area colorata, quintetto potenzialmente da scudetto, con una panchina dove Ariel Filloy è una sicurezza, D’Ercole è sempre pronto a coprirgli le spalle e Luca Campani è in grado di giocare una decina di minuti dentro l’area colorata, senza far rimpiangere i titolari, in un reparto lunghi dove il senegalese Ndiaye è pronto per il grande salto, completano il roster, gli italiani Campogande e Spizzichini, per una Sidigas che potrebbe essere la vera mina vagante del campionato.

LA STELLA

Norris Cole: Non ci sono molti giocatori, nei roster attuali delle squadre italiane, che possono indossare due anelli da campione Nba e Cole, i suoi titoli li ha vinti nel 2012 e 2013 con i Miami Heat, dove giocava a fianco di un certo Lebron James e non come semplice sparring partner, ma come uomo fondamentale delle rotazioni, per capirci, in quel biennio, si metteva in tasca tre milioni di dollari annui. Ad Avellino, sicuramente lo stanno pagando di meno, ma Cole è un top player, uno che nella sua carriera ha sempre segnato una valanga di canestri, sfruttando tutto il talento che Madre Natura gli ha dato e, non ancora trentenne, non è sul viale del tramonto, ma nel pieno della maturità, pronto a vincere la classifica di miglior realizzatore del campionato.

LA SORPRESA

Matt Costello: Ha assaggiato i parquet della Nba, giocando qualche spezzone di partita con la canotta dei San Antonio Spurs, ma Costello è sicuramente più adatto al basket europeo, col suo gioco spalle a canestro più tecnico che fisico, dove può sfruttare tutti i suoi 206 cm, in una Scandone da corsa, magari non gli arriveranno troppi palloni giocabili, ma si farà valere a rimbalzo e nel gioco sporco.

IL COACH

Nenad Vucinic: Non è alla sua prima apparizione italiana, perché nel 2012 ha allenato Forlì in serie A2, ma è alla sua prima vera esperienza di alto livello, dopo una carriera passata tra Nuova Zelanda e Cina, Vucinic, di origine serba, ma di passaporto neozelandese, deve studiare da top coach ed Avellino potrebbe anche dargli il diploma a fine anno, a patto che riesca a mettere insieme un roster composto da giocatori di notevole talento, ma difficili da far coesistere.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Semifinale scudetto

OPENJOB METIS VARESE

Varese è andata sul sicuro, confermando giocatori importanti e comprando giocatori già esperti del nostro campionato, come l’ex Vuelle Pablo Bertone, guardia in grado di giocare qualche minuto anche da ala piccola, l’ex Pistoia Ronald Moore, play con punti nelle mani e una buona visione di gioco, l’ex Avellino Thomas Scrubb, ala piccola di buon talento e l’ex Capo d’Orlando Dominique Archie, lungo con punti nelle mani. E’ rimasto il nucleo storico, quello composto da Avramovic, il pivot Tyler Cain e capitan Ferrero, con Antonio Iannuzzi, Nicola Natali, Christian Gatto e Matteo Tambone pronti a dire la loro, per una Openjob Metis che parte senza nessun obiettivo particolare, tranne quello di stazionare a metà classifica e vedere se a maggio, rientrerà tra le prime otto.

LA STELLA

Ronald Moore: Classica combo guard con tanti punti nelle mani e una discreta capacità di far giocare la squadra, nei suoi tre anni pistoiesi si è sempre fatto valere e crediamo possa ripetersi anche in terra lombarda, dove gli daranno le chiavi della squadra e potrà continuare ad essere un giocatore perfetto da avere nella propria formazione di fantabasket.

LA SORPRESA

Dominique Archie: A Capo d’Orlando alternava ottime partite, ad altre giocate sottotono, a Varese potrebbe trovare la sua giusta dimensione, in una squadra che non gli chiederà di fare pentole e coperchi, ma di essere semplicemente uno del gruppo, uno capace di essere produttivo, senza voler strafare a tutti i costi.

IL COACH

Attilio Caja: Uno dei veterani del nostro campionato, cercherà per l’ennesima volta di trarre il meglio dal materiale umano messogli a disposizione, traghettando Varese verso un campionato tranquillo, pronto a togliersi qualche soddisfazione, nei numerosi derby lombardi che aspettano l’Open Job Metis nel suo cammino.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza tranquilla

 

RED OCTOBER CANTU’

Data sempre per spacciata durante l’estate, con veri o presunti guai finanziari, che fanno sembrare Cantù sull’orlo del fallimento, alla fine, anche quest’anno la squadra brianzola si presenta ai nastri di partenza, con una formazione difficile da decifrare, composta da diversi stranieri alla loro prima esperienza italiana e una stella come Tony Mitchell. Il nucleo italiano non sembra di altissimo livello, anche se Baparapè è un giovane interessante, Parrillo e Quaglia il loro dovere lo hanno sempre fatto e Tavernari come quarto lungo, può essere utile, ma dovranno essere gli stranieri i trascinatori, con una vecchia conoscenza come Frank Gaines che potrebbe trovare a Cantù il suo ambiente ideale, mentre si attendono conferme sul talento di Joseph Udanoh e Gerry Blake e dai giovani Omar Calhoun e Shaheed Davis, per una Cantù che con l’ingaggio del centro Davon Jefferson, sarà costretta ad effettuare il turnover e che rimane la squadra più enigmatica del torneo, capace sia di lottare per un posto playoff, sia di rimanere invischiata nella lotta per non retrocedere.

LA STELLA

 Tony Mitchell: Dopo essere stato lì’Mvp, nel 2015, del campionato italiano, con la maglia di Trento, Mitchell ha girovagato per il mondo, firmando contratti per qualche mese, senza lasciare troppe tracce del suo talento, che rimane cristallino, a patto che abbia la volontà di tornare protagonista e di fare una vita d’atleta, sia fuori che dentro il parquet.

LA SORPRESA

Shaheed Davis: Reduce dallo scudetto vinto in Ucraina, Davis è alla sua prima vera esperienza in un campionato di livello e potrebbe essere il classico giocatore semisconosciuto, in grado di essere un fattore, alla Jarrod Jones, tanto per intenderci, anche per il modo di giocare abbastanza simile all’ungherese passato per Pesaro.

IL COACH

Evgeny Pashutin: Uomo di fiducia della famiglia Gerasimenko, si dovrà muovere in un’ambiente completamente nuovo, con una tifoseria diffidente, almeno all’inizio e un rapporto con la dirigenza tutto da scoprire, anche perché non è ancora chiaro chi comandi a Cantù.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza tranquilla

 

VANOLI CREMONA

Coach Sacchetti e il suo staff hanno deciso di confermare in blocco i cinque italiani della scorsa stagione, cominciando da Travis Diener, che, a 36 anni, può ancora dare una bella mano in fatto d’esperienza, rinnovata fiducia anche per Michele Ruzzier e Marco Portannese, cercato anche da Pesaro quest’estate, così come sono rimasti a presidiare l’area Giulio Gazzotti e Giampaolo Ricci, abili anche ad aprire le difese col loro tiro da fuori.

Tutto nuovo invece il reparto stranieri, cominciando dalla guardia Tre Demps, uno dei primi nomi cercati ad inizio estate dalla Vuelle, in un settore esterni dove la bacchetta del comando dovrebbe averla Wesley Saunders, combo guard con punti nelle mani, che si alternerà a Drew Crawford nel ruolo di leader della squadra, sotto i tabelloni, attenzione al rookie Peyton Aldridge, quasi pronto per grandi palcoscenici, mentre è tutto da scoprire l’impatto che potrà avere il sudanese Mathiang, alla sua prima esperienza da professionista.

LA STELLA

Drew Crawford: Dopo essere stato in Germania ed Israele, Crawford approda in Italia a 28 anni, pronto a far vedere tutte le sue qualità, in primis quelle di realizzatore, perché segnare non è mai stato un problema per lui, ma ha anche una buona visione di gioco e può dare una bella mano a rimbalzo ed essendo il più “vecchio” dei cinque stranieri cremonesi, dovrà anche assumersi li ruolo di chioccia e spiegare ai compagni come vanno le cose da questa parte dell’oceano.

LA SORPRESA

Mangok Mathiang: Lo scorso autunno ha assaggiato anche i parquet della Nba, con la maglia degli Charlotte Hornets, anche se poi ha passato la stagione in G-League, dove ha tenuto una media vicina alla doppia doppia (10 punti e 9 rimbalzi), aggiungete anche un paio di stoppate ogni sera e avrete il classico lungo futuribile, dalle doti atletiche infinite, ma ancora da sgrezzare tecnicamente, non sempre il giochino riesce, ma quando capita, si può avere tra le mani un potenziale crac.

IL COACH

ROMEO SACCHETTI: Ha portato la nostra nazionale, ad una vittoria dalla qualificazione al mondiale cinese, con quattro partite ancora da disputare quest’autunno, ma in estate non sono mancate le polemiche a distanza, con quelli che hanno preferito rimanere a casa, invece di indossare la maglia azzurra, perché Sacchetti non è mai stato un maestro della diplomazia, dal punto di vista tecnico invece, rimane uno degli allenatori più moderni, di quelli che preferiscono segnare un punto in più dell’avversario e questa Vanoli, sembra costruita su misura per Meo.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza.tranquilla.

Appuntamento a domani, con la terza – di quattro – parte del nostro speciale sul campionato di pallacanestro di Serie A. 

 

 

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