Sta per partire la Serie A di basket: alla scoperta di tutte le 16 squadre (terza puntata)

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3 ottobre 2018

PESARO – Terza parte del nostro speciale sul campionato italiano che sta per iniziare, dopo aver analizzato le otto formazioni (clicca qui per rileggere la prima parte – – clicca qui per rileggere la seconda parte) che avevano raggiunto i playoff la scorsa stagione, mettiamo sotto la lente di ingrandimento, la Virtus Bologna vogliosa di riscattarsi, la Dinamo Sassari alla ricerca nuovamente di un posto al sole, quella Fiat Torino che vuole issarsi ai vertici del nostro campionato e Pistoia, che molti danno come contender della Vuelle nella lotta per non retrocedere.

SEGAFREDO BOLOGNA

Dopo la delusione dello scorso anno, con la mancata qualificazione ai playoff, in casa Virtus non si sono persi d’’animo, ingaggiando un coach esperto come Pino Sacripanti e rivoluzionando quasi completamente la squadra, con tre conferme, quelle di Pietro Aradori, Baldi Rossi e Pajola, e sette nuovi arrivi, alcuni anche di buonissimo livello, come il francese M’Baye e il serbo Kravic, ma tutti possono dare il loro contributo per raggiungere l’obiettivo playoff, a partire da David Cournooh, che potrebbe trovare a Bologna la strada giusta per rientrare nel giro azzurro. Attenzione anche all’ex cremonese Kelvin Martin, bomber di razza, punti nelle mani che non mancano neanche a Kevin Punter, play che ha già mostrato le sue qualità realizzative all’Aek Atene, vincendo la Champions League e la coppa di Grecia, reparto esterni completato da Tony Taylor, play veloce e discreto realizzatore, mentre il settore lunghi, oltre a Kravic, può contare sui chili e muscoli di Brian Qvale, per un roster virtussino dove potrebbero trovare spazio anche Matteo Berti e Alessandro Cappelletti.

LA STELLA

Amath M’Baye: Dopo la parentesi milanese, dove non ha mai trovato lo spazio che meritava, il miglior realizzatore del 2017 con la maglia di Brindisi, torna in una squadra che potrà sfruttare al meglio tutte le sue doti offensive, che sono tantissime, dal tiro da tre, all’arresto e tiro dai cinque metri, senza dimenticare la capacità di chiudere il contropiede con spettacolari schiacciate, in una Virtus che vuole rientrare nel giro che conta, il francese potrebbe essere la chiave per risalire prepotentemente la classifica.

LA SORPRESA

Alessandro Pajola: Coach Sacripanti lo conosce bene, avendolo allenato in tutte le nazionali di categoria, e, 19 anni ancora da compiere, ha l’occasione di conquistare spazio e minutaggio, in una Virtus dove gli stranieri saranno protagonisti, ma dove anche gli italiani potrebbero lasciare il segno e Pajola dovrà essere bravo a farsi trovare pronto e sfruttare al meglio ogni occasione.

IL COACH

Stefano Sacripanti: Allenare a Bologna non è mai semplice, ma Pino ha le spalle larghe e non gli manca l’esperienza per far bene, in una Virtus rinnovata, ma con dei punti fermi, e puntare ad un ritorno tra le big, deve essere l’obiettivo suo e di tutto lo staff bianconero.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Quarti di finale playoff

 

BANCO DI SARDEGNA SASSARI

Squadra molto interessante questa Dinamo, che potrebbe dare grosse soddisfazioni al competente pubblico sardo, anche se forse la manca qualcosina per competere ad altissimo livello, i punti fermi sono Achille Polonara, dimenticato da coach Sacchetti nelle convocazioni estive azzurre, Marco Spissu, che nei 10-15 minuti in cui sarà chiamato in causa come play di riserva, saprà dare il suo contributo, Daniele Magro, buon cambio nel settore lunghi e capitan DeVecchi, per un nucleo italiano rinforzato dall’arrivo di Stefano Gentile, mentre, per adesso, sono sette gli stranieri a disposizione di coach Vincenzo Esposito, che sarà costretto al turnover, almeno in campionato. Il quintetto dovrebbe essere composto da Gentile play, Scott Bamforth guardia, confermato dopo la buona stagione scorsa, così come l’ala Dyshawn Pierre, mentre sotto i tabelloni i due lunghi titolari dovrebbero essere il verticale senegalese Diop e il massiccio Jack Cooley, pivot da fantabasket, ma, come tutte le squadre di vertice, la differenza la farà la profondità della panchina e Sassari può contare su quattro  rincalzi extra lusso come Jaime Smith, Terran Petteway, Rashawn Thomas e l’italo uruguaiano Luciano Parodi, per un Banco di Sardegna che vorrà ben figurare anche in campo europeo e che partirà col solito entusiasmo, senza precludersi nessun traguardo.

LA STELLA

Scott Bamforth: Nella stagione scorsa collezionò 15 punti di media col 42% da tre, alla sua prima apparizione in terra sarda, quest’anno, in una Dinamo rinforzata, potrebbe tenere le stesse medie, ma gli si chiederà di essere decisivo nei big match, quelli dove i campioni devono fare la differenza e a Scott Bamfoth manca davvero pochissimo per diventare un top player.

LA SORPRESA

Jack Cooley: Classico pivot bianco, al quale manca un po’ di fisicità per strappare un posto fisso in Nba, ma questo 27enne ragazzone americano non si è mai perso d’animo, presentandosi ogni estate alla Summer League di Las Vegas, riuscendo sempre a strappare un contratto in giro per il mondo, Sassari lo ha scelto, fidandosi della sua esperienza, in un settore lunghi dove forse ha più quantità che qualità.

IL COACH

Vincenzo Esposito: Dopo aver fatto bene in terra pistoiese, Vincenzino ottiene la sua prima panchina importante, col compito di riportare in alto Sassari, che magari non avrà più la qualità dei tempi del triplete, ma che punta a ritornare tra le prime quattro in tutte e tre le competizioni in cui partecipa.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Quarti di finale playoff

 

FIAT TORINO

palla-da-basket serie aA Torino stanno studiando da grande squadra e per farlo hanno ingaggiato il miglior professore sulla piazza, quel Larry Brown che ha vinto tutto quello che c’era da vincere al di là dell’oceano, e che si presenta in Italia, per la sua terza avventura, dopo quella di giocatore ed allenatore Nba. Della scorsa stagione è rimasto solo Peppe Poeta, capitano di una Auxilium a forza trazione straniera, anche se Marco Cusin, come cambio del pivot, può essere un buon upgrade, mentre è tutto da valutare l’impatto che il 36enne Carlos Delfino potrà avere, dopo aver passato gli ultimi mesi ai box per guai fisici, stessa sorte toccata al 21enne Okeka, fermato da guai cardiaci, che lo terranno fuori almeno fino a gennaio, è stato sostituito per adesso, dal coetaneo Simon Anunma, che in precampionato si è ben comportato.

I sette stranieri della Fiat sono tutti di buon livello, a cominciare da James McAdoo, nipote di Bob, centro dalla buona tecnica, che in quintetto dovrebbe essere affiancato dalla combo guard Tony Carr, rookie di grande carisma, dalla guardia Tekele Cotton, reduce da un paio di buone stagioni in Germania, dall’ala Victor Rudd, ex Cska e dall’ala Jamil Wilson, tornato a Torino, dopo una breve apparizione alla Virtus Bologna.

Dalla panchina, insieme agli italiani, partirà la guardia Tyshawn Taylor, con Stojanovic che è stato messo fuori squadra, mentre il talentuoso rookie Tre Holder è stato opzionato, in attesa del completo recupero dopo l’operazione alla spalla, che dovrebbe tenerlo out fino a febbraio, in una Fiat che vuole tornare a respirare il grande basket e per farlo, tornerà a giocare al PalaVela, impianto multifunzionale, che può accogliere fino a diecimila spettatori, primo scalino da compiere, nel tentativo di diventare una potenza cestistica in grado di dare fastidio anche alla corazzata milanese.

LA STELLA

Victor Rudd: Ha giocato in Eurolega con la maglia del Maccabi Tel Aviv e del Cska Mosca, mettendo in mostra sempre un repertorio di grande livello, con movimenti in post basso che ricordano il primo Nowitzki e una capacità di andare a rimbalzo che gli permette di portare a casa una doppia doppia quasi ad ogni allacciata di scarpe. Larry Brown gli chiederà di essere un faro per i nuovi arrivati nel Vecchio continente e crediamo possa tranquillamente eseguire il suo compito.

LA SORPRESA

Tekele Cotton: Alla sua prima vera esperienza in un campionato importante, dopo essersi ben comportato in quello tedesco, ha l’occasione di mostrare tutte le sue qualità balistiche, in un sistema di gioco, come quello di Brown, che esalta i tiratori sugli scarichi e predilige il gioco in velocità, Cotton ha entrambe le qualità e potrebbe scalare fin dalle prime giornate, le gerarchie interne dell’Auxilium.

IL COACH

Larry Brown: La domanda nasce spontanea: chi glielo ha fatto fare, di rimettersi in gioco a 78 anni? La risposta potrebbe essere, la voglia di provare a se stesso di essere ancora uno dei migliori al mondo, in una realtà completamente nuova come quella italiana ed europea, ad affiancarlo, come vice, ci sarà Paolo Galbiati, già pronto per fare il capo allenatore, ma che ha deciso di studiare alla corte di Brown e assorbirne il più possibile sia a livello tecnico che di carisma.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Quarti di finale playoff

 

ORIORA PISTOIA

Tutto nuovo in casa Pistoia, a cominciare dallo sponsor – una ditta di bevande – dall’allenatore, con Esposito che si è trasferito a Sassari, lasciando il suo posto ad Alessandro Ramagli e a nove giocatori, dato che l’unico rimasto rispetto alla stagione precedente è il giovane Della Rosa. Il nucleo italiano sembra essere il punto debole dei toscani, con Riccardo Bolpin, in prestito da Venezia, Matteo Martini, al suo debutto in serie A e i giovani Marco Di Pizzo e Luca Severini, centri con poca esperienza a questo livello.

A trainare la squadra dovrà essere il quintetto, a cominciare da Dominique Johnson, già visto a Varese e Venezia, con l’altro Johnson (Kerron) che lo affiancherà in cabina di regia e in fase realizzativa, il rookie LJ Peak potrebbe essere una lieta sorpresa, mentre sotto i tabelloni, il ceco Patrick Auda ha già dimostrato di poter competere nel nostro campionato, con la maglia di Avellino e ad affiancarlo ci sarà Ousman Krubally che, dopo l’esordio in Italia nel 2014, con la maglia di Legnano in serie A2, ha girato l’Europa con discrete statistiche, per una Pistoia che cercherà di salvarsi il prima possibile.

LA STELLA

Dominique Johnson: Con Venezia ha vinto la Fiba Europe Cup da protagonista, il migliore della Reyer nelle fasi finali del torneo, perché il suo tiro da fuori merita rispetto e, se in giornata, il ventello gli viene naturale, non sempre riesce ad essere costante durante l’anno, ma a Pistoia gli chiederanno di essere sia il leader sul parquet che fuori dal campo e dal suo rendimento passeranno molte delle speranze toscane di rimanere in serie A.

LA SORPRESA

Lj Peak: Nel 2017, ha provato ad entrare nella Nba, ma i Celtics lo hanno spedito in G-League, dove con la maglia dei Maine Red Claws ha disputato una buona stagione, quest’estate ci ha riprovato senza troppo successo ed ha deciso di accettare l’offerta di Pistoia, che si aspetta da lui, agonismo ed atletismo, due qualità che lo hanno sempre accompagnato fin dagli anni del College.

IL COACH

Alessandro Ramagli: A Bologna, l’anno scorso non è riuscito a portare la Virtus ai playoff e questo gli è costata la riconferma, ma non è rimasto molto senza panchina, accettando la proposta di Pistoia, alla ricerca di un sostituto per Esposito. Ramagli è atteso da un compito non semplicissimo, quello di portare alla salvezza una Oriora con non molto talento, ma pronta a vendere cara la pelle ogni domenica.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza.

 

Appuntamento a domani con la quarta ed ultima parte dello speciale di Pu24.it sul campionato.

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