La Vuelle si gode quelle tre vittorie consecutive che mancavano da quattro anni e mezzo

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26 novembre 2018

PESARO – Alla fine, si poteva anche perdere, perché Aradori, con 4 secondi da giocare, si è costruito un tiro pulito e lo ha “semplicemente” sbagliato, tiro che avrebbe portato il match al supplementare, con tutte le problematiche del caso, e, in caso di sconfitta, saremo qui a parlare di una Vuelle volenterosa, ma confusionaria, troppo dipendente dal suo starting five, e incapace di portare a casa punti importanti.

Ma Pesaro ha vinto contro la Virtus, e sappiamo come, alla fine, è solo quello che conta, sono i punti ad accumularsi domenica dopo domenica, e non le buone intenzioni, a determinare l’esito di una stagione, e, da pragmatici, è giusto sottolineare, come la Vuelle non vinceva tre partite consecutive dal maggio 2014, quando le tre vittorie nelle ultime tre giornate, contro Bologna, Brindisi e Venezia, le consentirono di agguantare in extremis la salvezza, la classifica racconta anche che Pesaro è attualmente al settimo posto, con un record di 4 vinte e 4 perse e con 4 punti d vantaggio sull’ultimo posto, in un campionato, che ancor più rispetto al passato, si sta dimostrando equilibrato ed imprevedibile.

Fin qui i numeri, ma quello che ci conforta, è l’atteggiamento visto ieri sera alla Vitrifrigo Arena, nuova denominazione dell’astronave della Torraccia, la volontà di dare il massimo da parte di quasi tutti i biancorossi, contro una Virtus che ha dimostrato tutto il suo valore, con dieci uomini intercambiabili, che diventeranno 11 al rientro di Martin dopo la pausa, con una batteria di lunghi veramente da grande squadra, e una stella come Pietro Aradori che si candida già al titolo di miglior italiano del campionato. Proprio per il valore dell’avversario, la vittoria di ieri sera assume un valore importante, una vittoria prestigiosa che mancava da quelle con Milano e Venezia della scorsa stagione, ma quelle erano arrivate in un modo particolare, sul finire del campionato, con le due big già al sicuro dei primi due posti e una Vuelle che aveva bisogno di punti per salvarsi, la Segafredo invece è arrivata a Pesaro intenzionata a vincere, per non perdere il treno delle prime quattro posizioni, ma non ci è riuscita, tradita sicuramente da un paio di uomini di valore come Punter e Taylor, ma soprattutto, perché si è trovata di fronte un’avversaria intenzionata a vendere cara la pelle, trascinata anche da un pubblico finalmente partecipe come ai tempi belli, con 3809 spettatori veri, tanto che l’incasso è stato superiore ai 72mila euro.

Pesaro ha giocato al meglio delle sue possibilità, che non vuol dire che ha giocato bene, ma che ha interpretato la partita nella maniera a lei più consona, affidando al suo starting five il compito di segnare, perché la panchina di coach Galli continua ad essere la meno produttiva del campionato, ma ormai i pregi e i difetti di questa Vuelle cominciano ad essere ben delineati, confermando il valore offensivo di Blackmon e McCree, che anche contro Bologna si sono presi 32 tiri su 71, segnandone 14, confermando che Artis sembra il playmaker ideale per giocarci insieme, dato che non è un mangia palloni, ma un terzo violino che si accorda da solo, e confermando come Mockevicius stia conquistando la fiducia dei suoi compagni, che ieri sera lo hanno cercato con insistenza (16 tiri per il lituano); confermando infine, come non sarebbe semplice inserire un giocatore diverso da Murray, onestamente l’anello debole della catena, ma in una squadra con le gerarchie ben definite, non sarebbe semplice inserire un eventuale rinforzo.

Con i suoi otto punti, Pesaro ha già conquistato lo stesso numero di vittorie, del girone d’andata dell’anno scorso, ma questo non può essere né un punto d’arrivo, né un scusa per ritenersi già al sicuro, perché, dopo la pausa, ci aspetta la difficile trasferta di Avellino e un doppio impegno casalingo contro Cremona, che ha rischiato di vincere a Milano, e Trento, che tra un mese potrebbe aver risolto tutti i suoi problemi, ma è innegabile che la Vuelle debba continuare nel suo percorso di crescita, conscia che nulla è stato fatto, ma che tutto è ancora possibile.

I PIU’ …

Egidijus Mockevicius: Non salterà un metro da fermo, sembra sempre dover soccombere contro lunghi più fisici, ma il lituano combatte su ogni pallone, difende con le unghie e con i denti, si fa trovare pronto quando viene chiamato in causa, e se ci fosse una statistica sui numero di palloni toccato dentro l’area, sarebbe in cima alla lista, in crescita domenica dopo domenica.

Erik McCree: Gioca un primo tempo col freno tirato, ai margini del match, fino a quando la mette su personale, e inizia a giocare come sa, con le sue triple da fermo con l’avversario a venti centimetri, le sue entrate alla rovescia, sul lato destro del campo, per chiuderle di sinistro, ma anche la difesa all’acqua di rose, dove abbiamo contato almeno sette salti a vuoto sulle finte e tre azioni in cui i suoi piedi, erano dalla parte opposta di dove dovevano essere, ma quello che ci ha confortato sono i 13 rimbalzi catturati, tra l’altro in maniera semplice, perché quando salta, il pallone finisce sempre nelle sue mani, e se per il futuro, gli entrasse in testa che può diventare anche un buon rimbalzista, Pesaro potrebbe veramente pensare in grande.

Tiri liberi: 18 su 21, col percorso netto di Blackmon e un buon contributo dei compagni, la precisione dalla lunetta deve diventare una certezza per il futuro.

Rimbalzi: Pesaro vince il confronto (41-38), grazie ad un McCree finalmente presente e il solito contributo di Mockevicius e Artis, che sta viaggiando a 5 rimbalzo di media.

 

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BOLOGNA

Andrea Ancellotti: Non sarà un fenomeno, ma può e deve giocare meglio rispetto alle ultime partite, dove la sua entrata in campo è coincisa con il momento peggiore della Vuelle, soprattutto ci sembra in confusione dal punto di vista tattico.

Assist: Pesaro si conferma la peggiore squadra del campionato, come numero di assist distribuiti (10 ieri su 32 canestri segnati), frutto di troppo individualismo, che va a discapito di una circolazione di palla più fluida ed efficace.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Esultanza Vuelle su Bologna (Foto tratta dalla pagina Facebook Victoria Libertas)

Esultanza Vuelle su Bologna (Foto tratta dalla pagina Facebook Victoria Libertas)

Dopo otto giornate, tutte le 16 formazioni di serie A sono in corsa per un posto tra le prime otto, quelli che ti consentiranno di approdare alle Final Eight di Coppa Italia. Lo dicono i numeri, perché per approdare a Firenze serviranno forse solo 14 punti, e con 16 sei certo di andarci, ma lo dice soprattutto il livello di un campionato, dove spicca l’assenza di una squadra veramente inferiore alle altre, una che come unico obiettivo, si ponga la salvezza, negli ultimi anni, a questo punto della stagione, erano già delineate quelle tre-quattro formazioni che avrebbero dovuto soffrire fino a maggio per salvarsi, quest’anno invece, non ce ne nessuna, chiaramente inferiore al resto del gruppo, non lo è Pistoia, che ha vinto due trasferte consecutive e che aspetta di essere al completo per risalire ulteriormente la china, non lo è Reggio Emilia, anche lei alle prese con diversi problemi d’organico, che dovrà comunque risolvere in tempi brevi, per evitare brutte sorprese, non lo è Trento, che parte sempre piano, ma è ancora pienamente in corsa per un posto nei playoff, non lo è Torino, dove Larry Brown non ha ancora vinto una partita da quando è in Italia, visto che i due successi della Fiat sono arrivati con il vice in panchina, ma l’Auxilium ha cambiato il suo roster ad ogni partita e quando troverà la quadratura del cerchio, sarà una brutta gatta da pelare per tutti e non è inferiore al resto del gruppo neanche Pesaro, che rispetto allo scorso anno, ha aggiunto classe e talento nel suo motore.

Ma questo equilibrio rischia di distogliere l’attenzione dall’obiettivo finale, che per la Vuelle deve rimanere sempre quello di una salvezza tranquilla, altrimenti si rischia di fare il passo più lungo della gamba e sarebbe un peccato, visto che comunque il valore della squadra è superiore al passato, l’entusiasmo è ben accetto, soprattutto per i giocatori che dal quell’entusiasmo traggono la linfa vitale per dare il meglio di sé e vedere McCree salire in curva a fine partita, saltando di gioia come un bambino e lasciandosi quasi denudare dai tifosi, non può che essere una cosa positiva, ma bisogna sempre essere preparati al peggio, proprio perché in questo campionato, tutti avranno un obiettivo da raggiungere e non ti regaleranno niente, specialmente in trasferta, adesso ci attende la pausa per la Nazionale, periodo di tempo in cui molte squadre approfitteranno dei 15 giorni di riposo per rinnovare il proprio roster e al 9 dicembre si vedranno molte facce nuove, compreso ad Avellino, prossima avversaria Vuelle, dove l’infortunio di Nichols costringerà la Sidigas a trovare un sostituto, per una volta invece, in casa Vuelle non si guarderà con trepidazione al mercato, ma saranno concessi tre giorni di pausa, riprendendo gli allenamenti giovedì, senza l’assillo di mettersi alla ricerca dell’uomo che ti faccia svoltare la stagione, perché quelli dovrebbero essere arrivati lo scorso agosto, l’unica preoccupazione arriva dalla schiena di Shashkov, che dopo aver sbagliato una schiacciata, si è dovuto fermare, per evitare di aggravare la situazione, ma la pausa per lui arriva nel momento giusto, dandogli la possibilità di recuperare e rinforzare una zona lombare, messa a dura prova dall’ulteriore crescita di statura del ragazzo negli ultimi mesi. Pesaro è settima e per un settimana è giusto godersi il momento, ma dalla prossima, si dovrà tornare tutti coi piedi per terra, dallo staff ai giocatori, dalla società al pubblico, che ieri sera ha portato in dote alle casse biancorosse 72mila euro, tesoretto da conservare per eventuali tempi bui, che speriamo non arrivino mai, ma farsi trovare impreparati sarebbe un errore imperdonabile, in una stagione in cui ancora può succedere di tutto, nel bene e nel male.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano rischia di pagare a caro prezzo le fatiche di Eurolega e supera solo al fotofinish una coriacea Cremona, grazie a due liberi del solito James a tre secondi dalla sirena, con la tripla della vittoria di Ricci che si stampa sul ferro, Venezia umilia Avellino, rifilandole 30 punti a casa propria, con la Sidigas che è sembrata nervosa e con qualche problema da risolvere urgentemente, sale in terza posizione anche Varese, che batte d’autorità i pugliesi, raggiungendoli a quota 10 punti, mentre a quota 8, insieme a Pesaro e Bologna, sale anche Trieste, che supera senza troppi problemi una Cantù sempre alle prese con una situazione societaria delicatissima, nella parte destra della classifica, spicca la vittoria ottenuta da Brescia nel posticipo ai danni di una Fiat Torino, che ha avuto buone risposte dal neo arrivato Dallas Moore, ma che ancora fatica a trovare la sua dimensione, mentre Trento torna alla vittoria ai danni di Sassari, salendo a quota 4 come Pistoia, che sbanca Reggio Emilia, mettendo nei guai una Grissin Bon, con un paio di grane da risolvere durante la pausa per la Nazionale.

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