Gli scacchi in carcere: bella iniziativa nella casa circondariale di Villa Fastiggi di Pesaro

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2 dicembre 2018

Scacchi

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PESARO – “Vedere il sole a scacchi” è solo un modo di dire elegante per parafrasare una cattiva esperienza in carcere, ma “Giochiamo a scacchi” è una bella frase che potranno affermare molti detenuti della casa circondariale di Pesaro.

Nell’ambito del progetto Coni “Sport in Carcere”, il Coni Marche, la casa circondariale di Pesaro e l’associazione sportiva dilettantistica “Scacchi Pesaro” hanno deciso, per la prima volta nella Regione Marche, di portare gli scacchi in carcere: uno degli ambiti più bistrattati e meno considerati della società.

Perché gli scacchi in carcere?

Gli scacchi, antico e nobile gioco, anzi per meglio dire sport, richiedono poco spazio e molto tempo libero: uno sport adattissimo per portarlo entro le quattro mura di un carcere.

Gli scacchi, come affermano studi scientifici a livello mondiale, hanno un positivo impatto a livello pedagogico. Giocare a scacchi in maniera costante, allena a controllare l’impulsività, fa riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni, insegna a raggiungere gli obiettivi seguendo le regole senza prevaricazioni o scorciatoie: un vero strumento di riabilitazione sia nel mondo della scuola, sia in quello carcerario.

Inoltre, unire gli scacchi al progetto “Sport in Carcere” non è certo una novità assoluta: questa interessante iniziativa è stata già attuata in alcuni penitenziari italiani e con ottimi risultati.

Dal mese di dicembre 2018 fino all’estate 2019, gli istruttori F.S.I. dell’A.s.d. “Scacchi Pesaro”, Alessandro Cirelli e Roberto Terenzi, terranno un corso di scacchi per tutti i detenuti che desidereranno partecipare. Enrichetta Vilella, a capo degli educatori della struttura carceraria pesarese, ha fatto sapere che oltre un terzo dei 250 detenuti presenti hanno già aderito all’iniziativa e sono pronti a sfidarsi sulle 64 caselle.

“Sarà un’esperienza formativa ed educativa unica per i detenuti, ma certamente lo sarà anche per gli educatori, la polizia penitenziaria e per gli stessi istruttori di scacchi. Sarebbe bello e auspicabile che questo sano progetto si espandesse a macchia d’olio in tutto il Paese”. Parola dell’A.S.D. SCACCHI PESARO a cui vanno i nostri complimenti.

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