Aldo Amati: “Pesaro non si rinnova con chi è aperto al passato”

Piazza del Popolo a Pesaro

Piazza del Popolo a Pesaro

Aldo Amati*

PESARO – Oops! Avevo qualche sospetto che in vista delle elezioni comunali si rifacessero vive “le vecchie glorie”(in certi casi si fa per dire). Ed ecco “Apriti Pesaro”.

Tengo a precisare che, almeno per quei tredici nomi (sui diciotto apparsi sui giornali), che conosco, la mia stima è sincera. Anche per quel Giovanelli che fu (inconsapevole?) beneficiario della mia defenestrazione da sindaco e che aspira a “rifare il sindaco” perché pensa che non siano bastati i dodici anni già fatti. Ciò che è stupefacente è l’aver messo insieme un lotto di figure tutte prevalentemente protagoniste “dalla cintola in giù”, cioè dall’anno 2000 all’indietro. Ne manca qualcuno? Ho in mente dei nomi che sicuramente hanno avuto pudore o ragionata contrarietà. Questi qui sono quasi tutte personalità che hanno avuto ruoli importanti, ( o mancati ruoli!), che hanno il dente avvelenato e che non si rassegnano a star da parte e ad aiutare i nuovi protagonisti(come modestamente faccio io), personalità così diverse e contrapposte (contrapposte anche in precedenti campagne elettorali!) per ispirazione politica e per storia personale! E così datate al passato. Loro stessi ne sono consapevoli visto che parlano di “forze e persone da rianimare!” Si definiscono Sinistra; forse “sinistra da salotto” dato che sceglie il salotto confortevole e ospitale di un Conte per la sua Epifania.

Si chiama “Apriti Pesaro”? Si, apriti all’indietro, verso il passato!

Andiamo alla sostanza. Parlano di “forze contrarie all’autoreferenzialità”! Per quel che li conosco, molti di loro hanno una “considerazione di se così alta e un senso di superiorità verso gli altri che volano più su della torre panoramica. Ci sono fra loro persone così aperte al nuovo che non si sono fatti scrupolo di trovarsi insieme ai neofascisti di CasaPaund per opporsi ad un piccolo cambiamento e difendere l’inamovibilità del monumento alla Resistenza lasciandolo li dove non lo vede nessuno.

Di osservazioni sul governo della città se ne possono fare tante. E chi ama questa città le fa con obiettività e spirito di collaborazione. Perché bisogna andare “più avanti”, farsi aiutare da gente nuova, aperta al futuro. Il bene di Pesaro non si fa con il dente avvelenato e con la testa “dentro i decenni precedenti al nuovo millennio”. Servono i millenials, non gli antemillenium.

Dal mio sereno retiro, Aldo Amati

*Già sindaco di Pesaro

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