Appalti pubblici fino a 150mila euro, ora anche le imprese locali potranno competere

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17 gennaio 2019

Fausto Baldarelli, Cna

Fausto Baldarelli, Cna

PESARO – Cambiano le regole degli appalti. Con la nuova legge di bilancio (art.1 comma 912), infatti, fino al 31 dicembre 2019 le stazioni appaltanti (Comuni, Provincia, Regione, Asur, etc.), potranno procedere all’affidamento di lavori pubblici di importo pari o superiore a 40mila euro e inferiore a 150mila mediante affidamento diretto. Da 150 a 300mila euro gli enti appaltanti lo potranno fare previa consultazione di almeno 10 operatori economici (imprese), in riferimento all’attuale Codice degli appalti. Ma attenzione, questa importante deroga al codice appalti è valida solo per quest’anno.

Il provvedimento raccoglie tuttavia il plauso di CNA Costruzioni di Pesaro e Urbino. “Si tratta – dice il responsabile Fausto Baldarelli – di una deroga che consentirà a molte piccole imprese locali di poter partecipare a gare d’appalto indette sul territorio per opere che riqualificano il patrimonio comunale e che mettono in sicurezza quello scolastico”.

Sempre secondo CNA costruzioni “occorrerà però che le stazioni appaltanti si dotino di regolamenti o circolari che disciplinino questa nuova norma. E’ auspicabile che questo possa favorire la trasparenza e sollevare l’attuale figura del Responsabile Unico del procedimento da una serie di incombenze e responsabilità che fino ad ora hanno irrigidito l’intero sistema. Attualmente, infatti, molti enti appaltanti hanno usato come procedura l’avviso pubblico per manifestazioni di interesse ed hanno poi individuato le imprese attraverso il sorteggio.

Cosa significa? Significa che fino ad ora potevano chiedere di essere ammesse a gara centinaia di aziende provenienti da tutto il territorio nazionale. Una procedura che ha creato notevoli difficoltà alle nostre piccole e micro imprese che si sono viste sfilare importanti appalti con ribassi anomali da un minimo del 20 per cento fino ad oltre il 30%. Si pensi inoltre che ad ogni gara sul territorio hanno richiesto di essere invitate tantissime imprese. Qualche esempio? Da un minimo di 57 imprese (gara per cambio infissi nel Comune di Urbino); a 72 a Vallefoglia (bocciodromo di Morciola); 230 Fermignano (Bivio Borzaga per il campo sportivo); 278 Urbania (scuola materna); 116 Fano (lavori di miglioramento Interquartieri), etc.

Nonostante si tratti di un evidente snellimento delle procedure alcuni hanno intravisto in questa procedura un potenziale pericolo di infiltrazioni malavitose. “Non è così – osserva Fausto Baldarelli – in quanto nel nostro territorio c’è un sistema capillare di micro e piccole imprese sane che rappresentano non solo una garanzia di legalità ma che garantiscono l’esecuzione dei lavori e la qualità degli stessi. Dirò di più. Attraverso il nostro Osservatorio abbiamo notato come invece sono proprio le imprese al limite della legalità ad essersi fino ad ora  aggiudicate la gran parte degli appalti pubblici importanti con ribassi abnormi e al di fuori dalle regole di mercato”.

“Cogliamo l’occasione – conclude CNA Costruzioni – per lanciare un appello e invitare ad un confronto le amministrazioni locali per rendere operativa questa importante novità e darle attuazione nel più tempo possibile”.

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