Urbino 2, gli indizi su una banda di marocchini già arrestata per rapina scoperchiano altri arresti di connazionali per intensa attività di spaccio

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5 febbraio 2019

URBINO – Lo scorso 22 settembre il personale della Squadra Mobile unitamente a quello della polizia di Urbino aveva arrestato un flagranza di reato tre cittadini marocchini (H.N. di 26 anni, Z.B.S. di 21 anni e Z.O. di 26 anni) responsabili della rapina commessa a Pesaro ai danni di due donne, loro connazionali. L’arresto era avvenuto nel quartiere Urbino 2 del Comune di Urbino.

Nel corso delle operazioni relative ai citati arresti emergevano elementi riscontranti una attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hascisc condotta dal citato H.N., già tratto in arresto per la rapina, nonchè dal fratello di questi M.N., detto “Simo”, di 28 anni, anch’egli residente nel quartiere di Urbino 2 (tra l’altro già sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali) e un altro marocchino, S.J. di 41 anni.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Urbino, opportunamente informata, autorizzava così l’inizio di una specifica attività a carico del citato gruppo delinquenziale operante in quel quartiere.

Nel corso delle investigazioni sono state compiute perquisizioni e operati sequestri di cocaina che riscontravano per intero l’ipotesi investigativa. E’ stato anche riscontrato il reato di evasione di H.N., nel frattempo scarcerato e posto agli arresti domiciliari nello stesso quartiere, che in una circostanza raggiungeva l’abitazione del fratello mentre questi era intento a condurre l’attività di spaccio.

Le indagini sono terminate inevitabilmente nel momento in cui M.N. detto “Simo” è stato tratto in arresto e riaccompagnato alla locale Casa Circondariale su disposizione del Tribunale di Sorveglianza che revocava, dopo gli illeciti compiuti, la misura alternativa alla detenzione in carcere.

A conclusione di tutta l’attività sono stati indagati in stato di libertà alla Procura della Repubblica del Tribunale di Urbino per il reato di spaccio continuato di sostanze stupefacenti, in concorso tra loro, i due fratelli H.N. e M.N detto “Simo” e S.J., tutti residenti nel quartiere in argomento nonché il cittadino macedone K.G. di anni 40, residente nel Comune di Petriano.

Auto della polizia davanti ai TorriciniNel corso dell’indagine sopra riportata venivano, inoltre, raccolti indizi anche nei confronti di un altro cittadino marocchino A.S., di anni 36, sempre residente nello stesso quartiere, soggetto già emerso da tempo per essere attivo nell’illecita attività di spaccio. Aveva così inizio un’ulteriore attività investigativa che si concludeva nella serata del 31 gennaio scorso.

In tale occasione, grazie alla collaborazione tra la Squadra Mobile e il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Urbino, che ha visto il coinvolgimento dell’unità cinofila antidroga della Guardia di Finanza di Pesaro e di personale del Comando Vigili del Fuoco di Urbino, si giungeva all’arresto di A.S., il quale, dopo essere stato inseguito dapprima in auto e poi a piedi sino alla propria abitazione sita in Urbino 2, veniva trovato in possesso di 760 grammi di hashish e 36 grammi di cocaina.

Presso l’abitazione dello stesso è stato rinvenuto altresì materiale per il confezionamento, bilancino di precisione e 540 euro in contanti provento attività di spaccio. L’intervento congiunto di personale della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco ha permesso un intervento immediato che ha permesso in piena notte di recuperare la celata sotto terra in più punti in un terreno distante dal luogo nel quale il cittadino straniero vive ed è stato arrestato.

Proprio tale ultima circostanza permette di comprendere le difficoltà delle forze di Polizia a contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti in particolare nel quartiere in questione, interamente occupato da cittadini extracomunitari. La sola presenza sul posto di soggetti o auto estranee a quel contesto comporta un immediato allarme. Inoltre, anche a seguito dei ripetuti controlli effettuati, i responsabili di tali illecite attività, hanno raggiunto alti livelli di scaltrezza e astuzia; infatti la sostanza stupefacente non viene più tenuta e occultata all’interno delle abitazioni, ma nascosta, già suddivisa e pronta per essere ceduta al cliente, come nell’odierno sequestro, ai lati della strada sotto il fogliame e dieci centimetri di terriccio.

 

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