Fossombrone, il gruppo ‘Cittadini No Rems': “L’Asur tenta il colpo di spugna ma noi non lo permetteremo”

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7 marzo 2019

Gruppo organizzato CITTADINI NO REMS

FOSSOMBRONE – Come gruppo CITTADINI NO REMS abbiamo intrapreso ormai da più di un anno tutte le azioni per bloccare l’apertura della struttura nella consapevolezza di doverci aspettare di tutto, data la complessità della materia trattata, l’entità del potenziale danno erariale (oltre tre milioni di Euro) e il “peso” del soggetto coinvolto in via principale: l’ASUR Marche.

Ciò che nessuno, però, poteva arrivare ad immaginare era che, proprio il giorno prima dell’udienza al TAR Marche per la discussione del merito del ricorso intentato dall’ASUR contro l’ordinanza comunale di demolizione della REMS, la Soprintendenza ai Beni Architettonici e al Paesaggio delle Marche emanasse un atto palesemente illegittimo, se non anche illecito, teso a favorire l’ASUR nella vicenda e nell’intento di far finire a tarallucci e vino la questione.

Con una nota del 01 marzo u.s. e depositata in sede TAR guarda caso nella giornata di Martedì 05 Marzo 2019, ovvero il giorno prima dell’udienza, la Soprintendenza ha infatti affermato che “l’edificio Struttura Sanitaria Rems sembra ricadere al di fuori del perimetro del citato ambito di tutela”; e tanto nonostante che il progettista della struttura e l’Asur (da ultimo con nota del 20.06.2018) abbiano dichiarato che la costruzione rientra, al contrario, all’interno del vincolo paesaggistico. Circostanza, quest’ultima, accertata anche dai rilievi puntuali disposti dal Pubblico Ministero ed eseguiti dal Comune di Fossombrone alla presenza dell’Agenzia del Territorio, del Servizio di Tutela, Gestione ed Assetto del Territorio della Regione Marche.

35891922_2141374676083556_1327815785535504384_nA prescindere dalle tempistiche, che si commentano da sole e rivelano la bassezza di metodi e strategie utilizzate, si fa rilevare che tale nota non ha validità né dal punto di vista normativo (perché semmai l’ASUR avrebbe dovuto richiedere l’Autorizzazione paesaggistica al Comune e non alla Soprintendenza, la quale ha avviato arbitrariamente e irritualmente il procedimento che ha portato all’emissione della nota), né tantomeno dal punto di vista sostanziale visto che quanto dichiarato dalla Soprintendenza si basa su misurazioni estrapolate da Google Maps e riportate su carte a scala elevata con metodo rudimentale e dozzinale, facendo riferimento a uno solo degli spigoli della struttura anziché alla struttura nella sua interezza (cioè uno spigolo della Rems non è irregolare)

Fortunatamente almeno la Giustizia tutela ancora i diritti dei cittadini e ha deciso di rinviare, su richiesta nostra e dell’Amministrazione Comunale, l’udienza al 22 Maggio p.v. al fine di poter prendere atto e replicare alla nuova documentazione prodotta.

Ci teniamo infine a ribadire che non molleremo di un centimetro e che, come abbiamo sempre fatto, porteremo avanti la battaglia con tutti i mezzi opportuni e necessari, fino a che non vedremo la REMS demolita e ripristinato uno dei più bei paesaggi di Fossombrone.

 

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