Vuelle, brusco ritorno ai vecchi vizi dopo la disfatta di Trieste

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11 marzo 2019

PESARO – Due mesi fa, quando i vertici societari della Vuelle ritennero che fosse giunto il momento di esonerare coach Massimo Galli, si presero qualche giorno di tempo per decidere chi dovesse subentrare all’allenatore varesino, pensando anche ad una soluzione interna o comunque a mettere un coach di origine pesarese alla guida di una squadra che, dopo aver ottenuto quattro vittorie nelle prime otto partite, si era accartocciata su se stessa, incapace di ritrovare un barlume di gioco, subendo centelli a ripetizione senza dare mai un segnale di essere in grado di invertire la rotta. L’8 gennaio la scelta cadde su Matteo Boniciolli, non proprio un allenatore malleabile, e in quel frangente scrivemmo che, se Ario Costa e Luciano Amadori presero quella decisione, significava che la malattia di cui soffriva la Vuelle fosse più grave del previsto, perché altrimenti la scelta sarebbe ricaduta su un allenatore meno vulcanico del triestino, sotto la guida Boniciolli sono arrivate due vittorie fondamentali, quelle con Torino e Pistoia che ancora ci permettono di non essere all’ultimo posto, e per qualche partita la Vuelle 2.0 sembrava essersi ripresa, con quella semplificazione sia in difesa che in attacco, che sembrava la giusta cura da applicare ad un gruppo che non aveva mai brillato per sagacia tattica od esperienza sul campo.

Dopo quelle due vittorie, sono arrivate due sconfitte ampiamente previste contro Brindisi e Milano, è arrivata una quasi vittoria contro Venezia e la pausa di tre settimane è stata affrontata senza troppa apprensione, facendo addirittura anche la mossa giusta ed attesa, quella di aggiungere un nuovo playmaker al roster, senza tagliare nessuno, con una rotazione di sette stranieri buona anche per parare i colpi della malasorte in futuro, i 20 giorni di pausa dovevano servire anche ad allenarsi senza l’assillo di partite ufficiali, una sorte di nuovo precampionato, utile per ricomporre il gruppo ed inserire il nuovo acquisto, poi varie vicissitudini hanno fatto slittare l’arrivo di Lyons ad appena tre giorni dalla ripresa delle ostilità e la sconfitta con Brescia ci aveva fatto più incavolare che preoccupare, perché per 30 minuti la Vuelle aveva condotto abbastanza agevolmente, prima di smarrire la rotta per cinque minuti, fatali ai fini del risultato finale, con quella sensazione strisciante di aver perso una bella occasione per muovere la classifica.

Tutto sommato, fino a sabato sera, albergava ancora qualche sprazzo di speranza tra i tifosi pesaresi, anche se a Trieste non si pensava di poter vincere, ma non si pensava neanche di ritrovarsi di nuovo davanti alla vecchia Vuelle, quella che subisce oltre 100 punti senza colpo ferire, quella che permette agli avversari di stabilire nuovi record societari ed individuali, come quello messo a segno da Fernandez con le sue sei triple, problema quello della difesa sul perimetro che è solo la punta di un iceberg, della montagna di problemi congeniti che si sperava Boniciolli riuscisse a risolvere, o almeno a nascondere sotto la superficie, ma non è stato così, i problemi sono riaffiorati ancora più solidi di quelli precedenti, soprattutto perché l’arrivo di Lyons, invece di semplificare le cose, le ha complicate, togliendo completamente ad Artis quel poco di fiducia che possedeva, relegando Monaldi al ruolo di comprimario, che di per sé non è neanche sbagliato, visto il suo rendimento stagionale, e il break negativo di 19 a 0 contro Trieste è iniziato con un suo errore difensivo alla fine del primo quarto, che ha permesso a Cavaliero di segnare una comoda tripla a fil di sirena, ma la retrocessione di Monaldi è un segnale della confusione che regna in casa Vuelle, dove Zanotti è passato da giocare 30 minuti ad essere messo solo nel terzo quarto per qualche scampolo di partita, dove Murray non sa fino a mezz’ora prima della palla a due se giocherà o no, stessa situazione di Shashkov, a cui ancora non siamo stati in grado di trovargli una giusta collocazione, e di questa confusione tattica ne sta facendo le spese anche Mockevicius, che sperava magari di ricevere qualche pallone in più dalle mani di Lyons e che invece continua ad essere beatamente ignorato dai compagni, finendo per innervosirsi anche quando dovrebbe restare calmo e gestire al meglio la situazione falli, perché quando il lituano finisce in panchina, si deve per forza di cose ricorrere ad Ancellotti, quello che anche sabato sera non ha segnato un punto in 19 minuti di utilizzo e ha contribuito al meno 13 alla voce rimbalzi.

53779447_2544812472257238_2679883224166957056_nE il nervosismo strisciante in casa Vuelle si vede anche dai 4 liberi sbagliati da Blackmon, uno che finora stava viaggiando col 92% dalla lunetta, mentre è sempre difficile sapere cosa passa nella mente di McCree, umiliato da Da Ros, senza mai essere capace di fare la cosa giusta quando serve, insomma, a questa squadra manca ancora un leader, e difficilmente lo troveremo all’interno di questo roster, mentre di questi tempi negli anni scorsi, un omino leggermente in sovrappeso, prendeva il suo aereo dall’Australia per indossare la sua canotta numero 15 e portare in dote oltre ai 20 punti di media, anche la sua leadership innata, ma in questo momento è a Trapani a provare a portare la sua squadra ai playoff, mentre in riva al Foglia si continua a sperare nelle disgrazie altrui.

I PIU’ ….

Primo quarto: Trieste gioca un primo quarto svogliato e la Vuelle ne approfitta a metà, salendo a più sette, ma poi arriva la tripla di Cavaliero a fil di sirena e arrivano soprattutto anche gli altri trenta minuti.

….. E I MENO DELLA SFIDA TRIESTE – PESARO

Italiani Vuelle: Due punti segnati da Zanotti, 5 rimbalzi catturati in tre, se non fosse stato per i falli commessi da Mockevicius, il minutaggio degli unici tre italiani che Boniciolli è costretto ad utilizzare, sarebbe stato ancora più modesto, saremmo ancora in tempo per prendere un italiano dalla serie A2, in grado di dare almeno una mano.

Tiro da tre: 5 su 21 per la Vuelle dal perimetro, il problema è che ormai ci siamo abituati, come ormai sappiamo che, contro Pesaro, tutti i tiratori avversari godono di una libertà che le altre domeniche non hanno e non avranno mai.

Dominic Artis: Sembra un bambino a cui hanno tolto il suo giocattolo preferito, che adesso deve dividere controvoglia con il nuovo arrivato, che tra l’altro non sembra molto meglio di lui, ennesima brutta prestazione per Artis, in una stagione dai troppi bassi e pochissimi alti.

Rimbalzi: 40-27 per Trieste che domina sotto i tabelloni, non trovando mai una vera opposizione, con McCree che si è guardato bene dall’effettuare il tagliafuori, mentre per Ancellotti, il tagliafuori è ancora un oggetto misterioso.

Assist: Solo 8 assist per una Vuelle che continua a giocare un uno contro uno continuo, dove la circolazione di palla è una chimera e dove il pick and roll è uno schema che non riesce neanche in allenamento.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

“Nessuno è tenuto a fare cose impossibili” è la citazione in latino che coach Boniciolli ha dichiarato dopo la sconfitta di Trieste, non crediamo per lavarsi le mani, perché non fa parte del suo stile, ma gli crediamo quando afferma che salvare questa Vuelle è il compito più difficile della sua carriera, perché non è una squadra normale, ma non è nemmeno scarsa, perché ne abbiamo viste di peggiori dal punto di vista tecnico. No, questa Vuelle è una squadra composta da buoni giocatori a livello individuale, ma ognuno di essi ha un difetto che contribuisce a non creare una squadra vincente, impedendo di ottenere quell’alchimia indispensabile per andare oltre gli ostacoli, riesce così difficile capire dove intervenire, perché non ci sono mele marce all’interno del gruppo, né giocatori che remano contro, così l’unica soluzione applicabile, ci sembra essere quella di rimescolare di nuovo le carte in tavola, anche se Boniciolli afferma il contrario, perché sa che a Pesaro non si naviga nell’oro e che gli hanno spiegato che l’arrivo di Lyons ha di fatto prosciugato il tesoretto rimasto in cassa, ma se dovessimo collegare il coach triestino ad un poligrafo, e gli chiedessimo se questa Vuelle, così com’è, è in grado di salvarsi, risponderebbe di no, che servirebbe almeno un altro italiano e un americano più produttivo di Murray per compiere l’impresa, che rimarrebbe ugualmente ardua, dato che in ogni caso non saprebbe mai che versione della sua Vuelle scenderà in campo ogni domenica.

In attesa di conoscere cosa farà stasera Reggio Emilia con Milano, la ventunesima giornata ci ha raccontato che Torino continua ad essere l’estranea in questa lotta salvezza, in cui ancora rimane invischiata solo per una catena di eventi sfortunati, anche se quando perdi per cinque volte al supplementare, dovresti cominciare a dubitare delle tue scelte nei momenti cruciali, mentre Pistoia continua sì a perdere, ma senza mai sbragare, rimanendo in scia delle avversarie fino all’ultimo quarto, come accaduto a Cremona, dove la Vanoli solo nel finale ha fatto valere il suo maggior tasso tecnico, ma l’Oriora ha aggiunto nel suo roster il talento puro di Tony Mitchell, uno che ha sempre 20 punti nelle mani, anche quando gioca male e lo stesso Crosariol è capace di giocate, che Ancellotti non si sogna nemmeno.

Difficile così rimanere tranquilli, anche se Blackmon e McCree continuano ad essere i due migliori realizzatori del campionato, ma i numeri individuali spesso sono menzogneri e coach Boniciolli, pur se di fronte ai taccuini deve fare l’aziendalista e sposare le scelte societarie, in privato, durante la riunione settimanale in Via Bertozzini, dovrà alzare la voce e domandare a chi di dovere, se e quando questa Vuelle vincerà un’altra partita, se non sapranno rispondere, come noi, vuol dire che è arrivato di nuovo il momento di tagliare qualcuno (Murray? Artis?), e di inserire il Clarke della situazione, perché di Lyons ne è arrivato già uno e non ci sembra il massimo.

DAGLI ALTRI PARQUET

In attesa di sapere se Milano avrà voglia di impegnarsi stasera a Reggio Emilia nel posticipo, Venezia accorcia le distanze dall’Armani e si porta a meno quattro, dopo l’importante successo colto ai danni di una Sassari mai doma, Cremona si conferma terza forza del campionato superando, non senza affanni, Pistoia, mentre al quarto posto sono rimaste Avellino e Brindisi, gli irpini compiono l’impresa di giornata, battendo Varese nello scontro diretto, dopo essere stati sotto anche di 24 lunghezze, i pugliesi invece acciuffano il supplementare all’ultimo secondo grazie a Banks e solo nell’overtime, riescono ad avere ragione di Torino, Cantù coglie la sesta vittoria consecutiva ai danni di Bologna, in un match intenso e sempre in equilibrio, mentre nel posticipo, Trento espugna Brescia, complicando la rincorsa della Germani verso i playoff.

 

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