Formula1, in Australia inizia la sfida 2019 con il dramma della scomparsa di Charlie Whiting

di 

15 marzo 2019

 Charlie Whiting

Charlie Whiting

MELBOURNE (Australia) – E’ iniziato nel peggiore dei modi il Mondiale F.1 2019, quello del dramma della scomparsa di Charlie Whiting. Lo storico direttore e starter dei gran premi, deceduto la scorsa notte per un malore a Melbourne. Stimato per la competenza e criticato per le sue decisioni, era comunque un baluardo della F.1, dopo aver coperto diversi ruoli in team, dal 1997 è salito sul “trespolo” della Direzione gara, attraversando oltre venti anni della storia della F.1. Ma veniamo al Mondiale di F.1 2019, infatti come da tradizione questa mattina con le libere, prende il via sul circuito dell’Albert Park di Melbourne in Australia il 69° Campionato del mondo della categoria regina delle corse. In attesa andiamo a vedere le novità ed i risultati dei test di Barcellona, cercando di capire cosa può riservarci il 2019. E’ stato un “campionato d’inverno”, ricco di novità non solo tecniche, dove la Ferrari è stata grande protagonista, partendo dalla rivoluzione gestionale, con il ben servito a Maurizio Arrivabene. Era nell’aria o no, c’era chi lo dava per certo, chi non lo aveva nemmeno preso in considerazione, fatto sta che la sostituzione del Team Principal bresciano è stato il vero scoop prima di accendere i motori. Ora tocca all’ Ingegner Mattia Binotto che oltre ad essere a capo del progetto assume la direzione del Team anche in pista. Uomo d’esperienza ben radicato in Ferrari dove lavora da 25 anni, Binotto probabilmente fa parte di quella svolta impostata da Sergio Marchionne, alla quale “mamma” Fiat ha voluto dare un seguito. Vedremo se l’ingegnere cresciuto in svizzera saprà gestire al meglio il doppio oneroso impegno, tecnico e di gestione della Scuderia più importante, in quella che è l’ennesima stagione alla quale la Ferrari è chiamata ad una prova d’appello se non decisiva senz’altro fondamentale: quella di interrompere lo strapotere Mercedes dell’era ibrida.

I TEST: FERRARI– Passiamo alla parte tecnica, ovvero i test pre-campionato andati in scena a Barcellona in due tornate, alla metà ed alla fine di febbraio. Da questo primo esame la Ferrari ne è uscita largamente dominatrice, un risultato che anche se ha un valore relativo, è pur sempre un segnale positivo. Sia Vettel che il nuovo arrivato Leclerc hanno portato la nuova SF90 (sigla in omaggio ai 90 anni della Scuderia Ferrari), a prestazioni di rilievo, percorrendo una infinità di chilometri e siglando tempi record in entrambi i turni di quattro giorni. Tutto relativo come detto perché ogni team ha svolto una varietà di lavori, ognuno differente dall’altro sia in termini di utilizzo degli pneumatici, sia di carico di carburante e di soluzioni tecniche. Il miglior tempo assoluto degli otto giorni stabilito da Vettel in 1’16”221 e comunque un segnale da tenere in considerazione, per il pilota, reduce come sappiamo da una stagione travagliata a causa di errori inspiegabili per un campione della sua caratura, bisognoso come non mai di riprendere fiducia in se stesso, oltre a guardarsi le spalle dal nuovo velocissimo compagno, quel Leclerc che ha subito fatto capire che se necessario, lui è pronto a “sostituire” il tedesco come uomo di punta. Altro dato emerso è il buon bilanciamento della SF90, sulla quale sono risultate buone le nuove soluzioni tecniche ed aerodinamiche, unica nota qualche piccolo inconveniente, che non ha però preoccupato più di tanto i tecnici di Maranello. Tornando a Leclerc, è sembrato che il giovane monegasco sia in grado di sopportare bene la pressione di guidare una Ferrari, subito veloce ha concluso in testa la sua prima giornata di test, risultato ripetuto nella seconda delle ultime quattro giornate, ed a parte una sbavatura, ha fornito importanti riscontri ai tecnici.

Questo slideshow richiede JavaScript.

MERCEDES– E’ stata molto coperta la nuova W10, nel senso che sia il campione in carica Hamilton sia Bottas, sono sempre stati lontani dalle prestazioni di punta. Però la “regina” dell’era ibrida ed il suo campione hanno dimostrato allo scadere del quarto giorno del secondo turno di essere ancora la protagonista, infatti Hamilton calzando nuove coperture ha stampato un tempone a soli 3 millesimi da Vettel, rifilandone oltre 7 all’altra Ferrari di Leclerc. Altro punto di forza della nuova Mercedes W10 emerso in questi test è la capacità di saper utilizzare al meglio le caratteristiche di tutte le coperture Pirelli testate. Anche Toto Wolff ed Hamilton hanno voluto lanciare la sfida, dichiarando che secondo loro tra la Mercedes e la Ferrari, nonostante i risultati dei test, c’è ancora un divario di mezzo secondo.

RED BULL– La terza forza del mondiale delle ultime stagioni, è parsa una buona macchina, la nuova creatura di Adrian Newey siglata “RB15”, si è dimostrata la migliore nel trattare le gomme, veloce e ben bilanciata, tanto che Helmut Marko ha provocato, dichiarando che la Red Bull è davanti alla Mercedes. Vedremo se le parole del manager austriaco, rimarranno una provocazione o si tradurranno in verità. Al momento forse sarebbe meglio pensare all’incognita della power unit Honda, che se sembra aver risolto i problemi di affidabilità, rimane in debito di potenza nei confronti di Mercedes e Ferrari, fattore importante soprattutto in qualifica. Altra incognita emersa nei test è Pierre Gasly, affiancato a Max Verstappen, il giovane francese ha dimostrato andando a muro per due volte in quattro giorni, di sentire il confronto con il veloce compagno, sempre più leader e “predestinato” del team austro-inglese.

Per gli altri tutto da verificare, da segnalare l’ottima performance dell’ Alfa Romeo Racing, la ormai ex Sauber, oltre che la piacevole novità del ritorno del marchio di Arese in maniera ufficiale, si è ben comportata con Raikkonen e l’altra bella notizia dell’ inverno, quello del ritorno in pianta stabile di un pilota italiano: Antonio Giovinazzi, subito a suo agio. Ora si inizia a fare sul serio, via allo spettacolo della F.1, che deve ancora riconquistare a pieno i tifosi, ma sembra sulla buona strada, ovviamente nazionalismo a parte una Ferrari “totalmente” in lotta per il titolo può essere fondamentale per il ritorno del grande pubblico.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>