Vuelle, in attesa dei punti ci si deve accontentare di timidi segnali incoraggianti

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25 marzo 2019

PESARO – Ci dobbiamo accontentare delle piccole cose. Di non essere tornati da Bologna con un passivo di 30 o 35 punti sul groppone come era successo nelle ultime trasferte e sul 36 a 18 Virtus del secondo quarto, i fantasmi di un’ennesima scoppola erano aleggiati sul PalaDozza, ma invece di sbracare, i ragazzi di Boniciolli hanno provato a risalire la china, non dando comunque mai l’impressione di poterla veramente ribaltare, ma almeno ci hanno provato, pur se hanno segnato solamente in cinque, con una panchina tragicamente nulla, se non si considera Blackmon, non schierato in quintetto per scelta tecnica.

Ci dobbiamo accontentare di aver intravisto che Mark Lyons un brocco non lo è, ma è un giocatore che sembra poter diventare il punto di riferimento per i compagni, non ancora un leader, perché per diventarlo, avrebbe dovuto infilare quelle triple fallite nel momento della rimonta, ma lo spirito sembra quello giusto, forse anche troppo, come quando la terna arbitrale lo ha punito con un tecnico, dopo un gran canestro segnato in entrata, quello del meno sette, punito per un’esultanza che non intendeva irridere gli avversari, ma caricare se stesso, i compagni ed i tifosi pesaresi arrivati a Bologna, tecnico che gli uomini in grigio potevano tranquillamente evitare di sanzionare, all’interno di un match che li ha visti spesso prendere decisioni perlomeno discutibili, errate anche dal punto di vista dell’interpretazione del regolamento, come non essere andati a vedere al replay, se un tiro da tre della Virtus fosse stato da due, e lo era.

La sfida della Vuelle a Bologna (Foto Ciamillo)

La sfida della Vuelle a Bologna (Foto Ciamillo)

Ci dobbiamo accontentare di avere un allenatore che sembra un tifoso e non ha paura di dire quello che pensa, perché senza l’insistenza di Boniciolli, la nuova ala piccola biancorossa al posto di Murray, non arriverebbe mai in riva al Foglia, basta ricordare il comunicato stampa emesso dalla Vuelle lunedì scorso, quello del va tutto bene così e di tornare sul mercato non ci pensiamo nemmeno, ma quando ha un microfono davanti, Boniciolli non resiste alla tentazione di provocare i suoi dirigenti e dopo la partita di Bologna, la prima cosa che ha detto, a scanso di equivoci, è che la firma del nuovo rinforzo era praticamente cosa fatta e che già da oggi pomeriggio sarebbe potuto arrivare a Pesaro, pronto a dare un mano ai compagni, cosa che Murray non è più in grado di fare e che Shashkov forse non sarà mai in grado di farlo, soprattutto se utilizzato in un ruolo che non gradisce, come quello di quattro e mezzo.

Ci dobbiamo accontentare di non essere ancora ultimi a sette giornate dalla fine, anche se la classifica continua a far paura, come il calendario, quello che non può far dormire sonni tranquilli a nessun componente della filiale biancorossa, dalla dirigenza allo staff tecnico, dai giocatori ai tifosi, che nonostante le sette sconfitte consecutive, sono ancora disposti a soffrire con la Vuelle, pronti ad accogliere domenica il nuovo arrivato, sperando che arrivi in tempo e sia in grado da subito, di dare una bella mano alla squadra, magari con l’incoscienza di chi non ha vissuto tutti i problemi di questi ultimi sei mesi, quelli che a guardare le pure statistiche, non consentono di pensare che Pesaro sia in grado di vincere tre delle sette partite rimaste, ma il campionato continua ad essere brutto, ma equilibrato, dove tutto può ancora succedere e allora, sperare di compiere un’impresa che sembra proibitiva, con una panchina che sembra ormai un pegno da pagare sull’altare delle rotazioni, e un quintetto che non ha mai dato l’impressione di essere un gruppo coeso verso l’obiettivo, può sembrare utopistico, ma siamo ancora in grado di salvarci con le nostre forze e abbiamo l’obbligo di crederci fino all’ultimo minuto.

 

I PIU’….

Erik McCree: Quando si accendono tutti i collegamenti, rimane un giocatore potenzialmente immarcabile, tra triple e canestri da parabole impossibili, in una serata in cui finalmente ha dato una mano anche a rimbalzo, rimane da capire perché nessuno, in sette mesi, sia stato in grado di fargli capire, che in contropiede non è vietato passare la palla ai compagni, invece di andare sempre a schiantarsi contro il muro avversario.

Egidijus Mockevicius: Ormai lo ha capito anche lui, che deve restare in campo per 35 minuti, perché chi ne prende il posto, quando se ne va a sedere in panchina a riposare, non è minimamente all’altezza della situazione, ma per farlo deve limitarsi in difesa, per evitare di commettere falli. L’arrivo di Lyons gli permette di ricevere qualche pallone giocabile in più, che non sempre riesce a tramutare in due punti, perché le mani non sono proprio da pianista, ma sul suo impegno non si può mai dire nulla.

Mark Lyons: Siamo ancora lontani dall’idea che abbiamo di un giocatore decisivo alla Rotnei Clarke, ma il carattere non sembra fargli difetto, così come la conoscenza della pallacanestro, mentre quella coi compagni ancora non può essere perfetta, ma preferiamo un giocatore che gridi in faccia a tutti la sua gioia per un canestro segnato, rispetto ad uno che se ne sta buono buono nell’angolino.

 

… E I MENO DELLA SFIDA BOLOGNA – PESARO

Tiri liberi: Ormai non possiamo neanche fare affidamento su Blackmon, che nelle ultime partite un errore dalla lunetta lo ha sempre commesso, e anche sabato sera la Vuelle ha sprecato troppi liberi, con troppi giocatori.

Simone Zanotti: Non prendere il ferro per due volte, tra l’altro senza grossa pressione difensiva avversaria, dimostra tutti i limiti tecnici di questo ragazzo, che dal passaggio dalla serie B al ruolo di titolare in serie A, non poteva uscirne indenne, con la speranza che il fatto di tornare ad essere un panchinaro, lo liberi dallo stress emotivo di cui sembra soffrire negli ultimi tempi.

Panchina: Scambiate Zanotti con Blackmon e la panchina della Vuelle ha prodotto la bellezza di 0 punti in 40 minuti d’utilizzo, preoccupante se fossimo in ottobre, quasi irrisolvibile a questo punto della stagione, perché ormai i vari Zanotti, Ancellotti e Monaldi sembrano irrecuperabili e Shashkov non è pronto a dare una mano, il nuovo arrivato farà scalare il russo in tribuna e Artis in panchina e speriamo che almeno Dominic sia in grado di fare qualcosina di meglio rispetto allo zero assoluto.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Ennesima domenica passata a guardare con trepidazione le partite delle altre pericolanti, nel pomeriggio, Brescia ci ha dato una mano, vincendo in rimonta a Torino, contro una Fiat che continua ad essere la più forte delle quattro, ma che continua anche a perdere nei finali punto a punto e fino a quando rimarrà da queste parti, si dovrà tenere conto anche dei piemontesi nelle varie classifiche avulse, almeno fino al 14 aprile, quando sarà in programma Pistoia-Torino e chi vincerà lo scontro diretto, potrebbe compiere il passo decisivo verso la salvezza.

Passo che potrebbe aver compiuto ieri sera Reggio Emilia, vincendo di quattro a Pistoia, ribaltando anche il meno due dell’andata, considerando anche che domenica prossima la Grissin Bon potrà contare sul talento di Johnson-Odom ed è alla ricerca di un nuovo centro americano da affiancare a Riccardo Cervi, decisivo ieri sera, tra l’altro i reggiani hanno un calendario meno complicato delle altre, e sono attesi da due impegni casalinghi consecutivi – Brindisi e Trento – che potrebbero allontanarli definitivamente dalla zona pericolo, così è difficile capire se il risultato di ieri sera sia stato veramente favorevole alla Vuelle, perché di fatto la costringerà a fare la corsa solamente su Pistoia, che oggi annuncerà il nome del sostituto di coach Ramagli, e che non si è arresa, tutt’altro, anche se è attesa da due trasferte impegnative come quelle di Brescia e Bologna, ma è comunque ancora in grado di vincere almeno tre delle sette partite rimanenti.

Ma è stata anche una domenica vissuta aspettando notizie dalla Grecia, dove gioca Vladimir Jankovic, ala serba con passaporto greco, in forza all’Holargos, che sabato ha vinto 66-61 con il Rethymno, match dove Jankovic ha segnato 17 punti, salendo al settimo posto, anche in virtù della penalizzazione di 12 punti inflitta all’Olympiacos, per essersi rifiutata di giocare il derby con il Pana, in polemica con la federazione greca e i suoi arbitri. Mancano ancora sei partite alla fine della regualar season greca, e avendo buone possibilità di approdare ai playoff, i dirigenti dell’Holargos non vorrebbero privarsi del serbo, che invece da parte sua, non dovrebbe trovarsi troppo bene da quelle parti, visto che è da qualche tempo che il suo nome viene avvicinato ad altre squadre, tra cui Pistoia, che lo aveva cercato prima di prendere Tony Mitchell, a sbloccare tutto, potrebbe essere un consistente buyout elargito dai dirigenti pesaresi a quelli greci, ma i soldi non sono il punto di forza della Vuelle, che in queste ore ha comunque rilanciato, spinta da coach Boniciolli che vorrebbe averlo a disposizione contro Avellino, altrimenti, il piano B, che prevede l’arrivo di un americano proveniente dalla G-League – offerti Andrew White e l’ex Sassari Levi Randolph – allungherebbe i tempi, col rischio di non fare in tempo a tesserarlo entro le 11 di venerdì.

Ne sapremo di più entro breve, perché ormai anche in Via Bertozzini si sono arresi e sanno che questa Vuelle rischia di non vincere più una partita, decidendo così di accogliere le pacate richieste di Boniciolli, che qualche influenza sulla decisione di ritornare sul mercato l’ha avuta, ma come sempre, bisogna fare le nozze coi fichi secchi, e allestire una trattativa, sapendo che non si può rilanciare all’infinito, deve essere frustrante.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano paga le fatiche d’Eurolega, battuta da una Vanoli mai doma, che conferma le sue doti da big, con l’Armani che a questo punto rischia di perdere il primo posto, dato che Venezia, dopo il netto successo ai danni di Avellino, è arrivata a sole due lunghezze di distanza dai campioni d’Italia, sale al terzo posto, insieme a Cremona ed Avellino, anche Brindisi, che batte in rimonta Varese, lasciando l’Open Job Metis da sola al sesto posto, due punti sotto, oltre a Bologna, ci sono anche Trento, che rimane a quota 24 punti, dopo aver perso a Sassari, e Trieste, che raggiunge Cantù all’ottavo posto, dopo aver vinto nettamente in casa di un’Acqua San Bernardo che ha visto la sua striscia vincente fermarsi a quota sette, importante anche il successo colto da Brescia a Torino, con la Germani che rimane a meno due dai playoff, mentre la Fiat, insieme alla Vuelle, viene raggiunta al penultimo posto da Reggio Emilia, che passa a Pistoia, ribaltando anche la differenza canestri.

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