Battesimo in Comune per le Final Eight di Coppa Italia di Basket. Saranno alla VitriFrigoArena dal 13 al 16 febbraio. Ricci: “Un altro grande evento per la città”

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11 aprile 2019

basketPESARO – Palla a spicchi sul tavolo della sala rossa. «Grande opportunità che stavamo inseguendo da tempo. Riportiamo il grande basket in città. Ce lo meritiamo: siamo una delle capitali della pallacanestro. E abbiamo a mio avviso il palas più bello d’Italia», dice Matteo Ricci, in sede di presentazione della Final Eight 2020 (dal 13 al 16 febbraio alla VitriFrigo Arena, ndr). «A Pesaro c’è una passione che ha bisogno anche di palcoscenici nazionali e internazionali. L’assegnazione può darci la spinta giusta per finire al meglio questa stagione, in cui dovremo combattere fino all’ultimo. Contribuisce a corroborare il clima».

Un evento «che darà a Pesaro tanta visibilità mediatica, con una copertura di primo ordine (Rai e Eurosport, ndr). Tanto pubblico che verrà da tutta Italia, all’interno di un periodo fondamentale per il turismo sportivo». Perché, ribadisce Ricci, «stiamo cercando di destagionalizzare le manifestazioni, in modo da coprire tutto l’arco dell’anno. Con questo weekend di febbraio daremo continuità alla programmazione. Siamo convinti che la VitriFrigo Arena si riempirà. Grazie alla Lega: nel giro di pochi giorni ha analizzato la proposta, approvandola», rileva il sindaco, affiancato dall’assessore Mila Della Dora. Mentre Luca Pieri, amministratore unico Aspes, si prepara annunciando «i nuovi seggiolini in arrivo: dal 23 aprile interverremo con le sostituzioni, settore per settore. Per avere il massimo della capienza. In vista della Coppa Italia».

Evidenzia il presidente della Lega Egidio Bianchi: «Abbiamo alzato l’asticella con un palas più grande, in una piazza storica. Pesaro ha valore per la storia che rappresenta, ma anche per la capacità di attirare appassionati del basket. Un faro in una regione importante. Abbiamo trovato una grande accoglienza dal Comune. Contiamo su una grande partecipazione». Mentre il presidente della Vuelle, Ario Costa, commenta: «Non sono un seguace di Pierre De Coubertin. Ma questa volta partecipare, per la Vuelle, sarebbe un bel sogno e un grande risultato. Ce la metteremo tutta per esserci».

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