Cà Asprete, revocata l’ordinanza che vietava i consumi di ortaggi, frutta e utilizzo di acque superficiali nel raggio di 1 km dalla discarica

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12 aprile 2019

I vigili del fuoco sedano l'incendio di febbraio alla discarica Cà Asprete

I vigili del fuoco sedano l’incendio di febbraio alla discarica Cà Asprete

TAVULLIA – E’ stata revocata in questi giorni l’ordinanza con cui si vietava il consumo di ortaggi e frutta fresca e l’utilizzo di acque superficiali nel raggio di un chilometro dalla discarica di Cà Asprete a Tavullia. Il sindaco Francesca Paolucci aveva emesso il provvedimento il 28 febbraio scorso in seguito all’incendio che aveva interessato l’impianto di Cà Asprete il 27 febbraio. Una volta gestita la fase d’emergenza, l’ARPAM (l’ente preposto alla tutela ambientale) ha effettuato numerosi campionamenti nella zona, controllando aria, acqua superficiale e suolo. Il primo aprile l’Arpam ha inviato al Comune di Tavullia i rapporti di prova in cui non si rilevano criticità di alcun tipo in quanto i risultati delle analisi su aria, acqua superficiale e suolo sono largamente inferiori ai limiti previsti dalle normative vigenti. Esiti che hanno perciò indotto il sindaco Francesca Paolucci a emettere un’ordinanza di revoca del divieto. Contestualmente è stata data comunicazione ai cittadini, che vivono nell’area limitrofa alla discarica, di quanto previsto dall’ultima ordinanza che è visibile anche sul sito del Comune insieme alla relazione dell’Arpam e agli esiti delle analisi effettuate.

<<Vorrei prima di tutto ringraziare i Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale, i Carabinieri, l’Asur, l’Arpam, la Prefettura, la Protezione Civile e ovviamente Marche Multiservizi che sono intervenuti prontamente per gestire al meglio l’emergenza e per far sì che venissero arrecati meno disagi possibili alla comunità – spiega il sindaco Paolucci – Ringrazio anche i cittadini per la comprensione e la collaborazione data durante le ore dell’incendio e per il periodo di validità dell’ordinanza. Per quanto di competenza del Comune, riguardo alla salute dei cittadini, siamo rimasti costantemente in contatto con l’Arpam che stava effettuando le analisi su aria, acqua e suolo per garantire la salubrità dell’ambiente intorno alla discarica. I valori emersi sono largamente inferiori ai limiti previsti e questo ci consente di dire che l’area interessata è in sicurezza. Abbiamo agito con prudenza preferendo alla politica degli allarmismi alimentata da qualcuno (pochi per fortuna) quella della serietà, della trasparenza e dell’efficienza. Abbiamo così gestito al meglio la criticità e superato insieme alla comunità la fase d’emergenza>>.

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