Vuelle, lo sguardo diviso fra Pistoia e 38 significativi minuti a Trento. Ora occhio alle condizioni di Lyons e McCree

PESARO – E’ stata una domenica particolare quella appena trascorsa per i tifosi pesaresi, quasi più concentrati su quello che accadeva a Pistoia che a Trento, nonostante la Vuelle sia stato davanti nel punteggio per 38 minuti su 40, anche se la sensazione di poterla vincere per davvero, non l’abbiamo mai veramente avuta, memori delle tante delusioni subite nei finali punto a punto, specialmente in trasferta. Lo sfasamento degli orari infatti, ci ha consentito, nell’intervallo, di spostare l’attenzione su quello che accadeva negli ultimi minuti del match di Pistoia, dove la Fiat alla fine è riuscita a spuntarla, togliendosi probabilmente definitivamente dai guai, con quattro punti di vantaggio e il 2 a 0 negli scontri diretti con i toscani, risultato che, per adesso, sembra conveniente anche per Pesaro, ma ancora è presto per dirlo, perché nelle quattro giornate che ci attendono da qui al 12 maggio, tutto può ancora succedere, soprattutto perché, anche ieri sera, l’Oriora si è dimostrata una squadra ancora viva, sicuramente con dei limiti tecnici da  risolvere, ma che ancora non ha alzato bandiera bianca, conscia che due punti in tasca li ha praticamente già, quelli che gli lascerà un’Avellino in rotta nell’ultima giornata e, che per salvarsi, gli potrebbe bastare trovare un’altra vittoria, magari in casa con Cantù, sempre che Pesaro non riesca più a vincere una partita.

Fin qui, l’abbiamo analizzata dalla parte negativa, ma la Vuelle vista ieri a Trento, potrebbe portare a casa qualche punto nelle prossime settimane, soprattutto se potrà contare su McCree e Lyons, che si spera di recuperare per sabato, e sulla voglia di farsi vedere del neo arrivato Dez Wells, giocatore dotato del necessario talento per dare subito una bella mano a coach Boniciolli, che a Trento ha mischiato notevolmente le carte, ruotando praticamente solo sette uomini, rinunciando del tutto a Shashkov, che di fatto sarebbe stato il sostituto naturale dell’assente McCree, e a Murray, schierato solo per un paio di minuti, ad aiutarlo in questa scelta, c’è stato anche il contributo fondamentale di Ancellotti, che finalmente è riuscito a rimanere sul parquet per 27 minuti, grazie anche ad un arbitraggio, che, per una volta, non lo ha punito ad ogni minimo contatto, concedendogli di usare il fisico in fase difensiva, dove le sue stoppate sono state sicuramente un fattore, poi magari, dal tuo pivot, ti aspetti, che invece di tirare da tre, dia una mano dentro l’area, ma sappiamo come Andrea non si senta a suo agio nei movimenti tecnici e sfruttare questa sua atipicità, potrebbe essere un’arma in più da proporre in questo finale di campionato, come atipico è sicuramente anche Zanotti, poco propenso a dire la sua dentro l’area colorata, ma che sta dimostrando, come il suo tiro da fuori possa essere utile alla causa, e come la sua fisicità gli consente di essere anche un buon rimbalzista.

Vuelle vuelleMa l’uomo copertina, nel caso la Vuelle avesse vinto, sarebbe stato sicuramente Lyons, che se non fosse stato messo Ko da un colpo ricevuto da Craft all’inizio dell’ultimo quarto, si sarebbe sobbarcato l’onere delle ultime conclusioni, perché era in una di quelle serate in cui tutto sembrava facile per lui, come quella tripla segnata davanti a coach Boniciolli, che già sapeva sarebbe finita in fondo alla retina, dato che non ha aspettato neanche che entrasse per esultare, girando lo sguardo da un’altra parte, atteggiamento tipico di chi ha bazzicato i playground per anni, anche quelli dove non andresti proprio volentieri dopo il calar del sole, ma Lyons è stato preso anche per questo, per arrivare dove i compagni non sono in grado, per sobbarcarsi quei tiri che gli altri non vogliono prendere, per irretire, magari sempre al limite del consentito, gli avversari con quel trash talking continuo, per assumersi insomma il ruolo del leader, figura che Pesaro non ha mai avuto in questa stagione, e che avrebbe fatto comodo nell’ennesimo finale punto a punto, unico modo che ha per sperare di potare a casa una vittoria, e che ancora una volta ha punito la Vuelle più del dovuto, perché, per uno spettatore neutrale, i due punti sarebbero dovuti andare dalla parte di Pesaro, visto che era stata sempre avanti nel punteggio, anche con merito, ma chi, invece, come noi, è stato spettatore di queste 26 partite, sapeva purtroppo che sarebbe arrivato il downgrade, il momento in cui la Vuelle avrebbe fatto rientrare in partita gli avversari, e che una volta raggiunta, specialmente in trasferta, le speranze di vittoria si riducevano a lumicino, quello che rimane ancora acceso per una salvezza ancora tutta da conquistare, ma che ancora dipende, soprattutto, dai risultati nostri e non altrui.

I PIU’…..

Mark Lyons: La faccia era quella di un giocatore in missione, pronto a continuare a trivellare la retina avversaria con le sue triple ignoranti, ma poi, la faccia, è stata deturpata da una manata di Craft, non sappiamo quanto involontaria, perché il trash talking di Lyons non sempre è gradito dagli avversari, colpo all’occhio che gli ha impedito di continuare il match e che ne mette in discussione anche la presenza per le prossime partite.

Andrea Ancellotti: In una partita dove le botte non si sono risparmiate, il capitano trova il suo ambiente ideale per far valere i suoi centimetri, difendendo, stoppando e segnando anche un paio di canestri da fuori, un’iniezione di fiducia per un giocatore che finora non ha dato il contributo sperato alla causa.

Simone Zanotti: Terza partita consecutiva da giocatore di serie A, perché questo si chiede a Simone, di essere pronto quando chiamato in causa, sfruttando un tiro migliore di quello che sembra e un’elevazione che gli permette di combattere ad armi pari nella lotta a rimbalzo.

… E I MENO DELLA SFIDA TRENTO – PESARO

Selezione dei tiri: La difesa trentina chiude la propria area e Pesaro è costretta a forzare le conclusioni dal perimetro, prendendosi 33 triple e 26 conclusioni da due, una delle poche partite stagionali dove la Vuelle ha tirato più da tre che da due.

Rimbalzi: E’ mancato il solito contributo di Mockevicius, con il lituano fermato troppo presto dai falli, e senza il suo totem, Pesaro ha perso la lotta a rimbalzo (39-33), nonostante un buon Zanotti.

Palle perse e recuperate: 19 palle perse dalla Vuelle a fronte di soli 5 recuperi, con Lyons (sei) che per il suo modo di giocare, tende sempre ad andare sopra le righe, mentre la difesa pesarese è riuscita solo pochissime volte a mettere pressione sui portatori di palla trentini.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

L’impatto e il contributo di un giocatore all’interno di una squadra, si nota soprattutto in caso di una sua assenza e a Trento, quelle di McCree e di Lyons nel finale, si sono notate, anche se in maniera differente: Senza McCree, la Vuelle è un’altra squadra, lo sa anche coach Boniciolli, che lo ha dichiarato nel dopo gara, “minacciando” di farlo partire dalla panchina, nelle ultime quattro partite, perché Erik, con il suo stile di gioco, tende a fermare troppo la palla, a tenerla sette o otto secondi, palleggiando, alla ricerca della soluzione migliore, che poi non sempre si prende, perché la sua selezione di tiri è perlomeno rivedibile, con quella tendenza a forzare il tiro da fuori, quando sarebbe meglio provare l’entrata, o di fare esattamente il contrario, quando si presenta l’occasione di aprire la scatola da fuori, come quei contropiedi in cui sembra puntare l’avversario invece che il canestro, probabilmente, senza McCree, Pesaro gioca meglio a pallacanestro, ma questo non vuol dire che Erik non serva più per il futuro, perché quando sei penultimo non puoi fare tanto lo schizzinoso e devi provarle tutte per vincerle, ma è chiaro che l’arrivo di Wells cambierà le carte in tavola e McCree potrebbe vedersi ridotto il minutaggio, sperando che magari salga invece il suo contributo alla causa.

Discorso diverso quello su Mark Lyons, preso da Cioppi proprio per essere il leader di questa Vuelle, e per esserlo, il pallone in mano lo deve avere più degli altri, per provare le conclusioni in prima persona o per mettere in ritmo i compagni, lo si è visto a Trento per 32 minuti, fino alla manata nell’occhio rifilatagli da Craft, che qualche conto in sospeso lo dovrebbe avere avuto con Lyons, visto che si sono parlati spesso durante il match e non crediamo per discutere di dove andare a cena, anche se vogliamo credere nella buona fede del giocatore, rimane il fatto che senza Lyons, Pesaro si sia smarrita, perché Blackmon è un finalizzatore, non un trascinatore, e nel finale caotico, i biancorossi hanno compiuto scelte sbagliate, forzando tiri, quando non ce n’era bisogno, dimenticandosi di attaccare il ferro per procurarsi liberi a favore, e di mandare Trento in lunetta, invece di concedergli tiri facili, perché la Dolomiti ieri ha tirato i liberi col 56%, e la palla nel finale pesa di più, il problema è che anche quella con Trento, va a finire nella casella “sconfitte in trasferta con rammarico”, insieme a quelle di Brescia ed Avellino, tre partite in cui la Vuelle è stata sempre avanti nel punteggio ed ha avuto il pallone in mano della possibile vittoria o dei supplementari, senza riuscire però a tornare in riva al Foglia con i due punti in tasca, punti che mancano maledettamente, e che difficilmente arriveranno dalla trasferta di Varese del 28 aprile, mentre quella di Torino è ancora di difficile decifrazione, la salvezza pesarese così passerà in buona parte, dalla necessaria vittoria casalinga contro Reggio Emilia e dalla speranza che Pistoia vinca il minor numero possibile di partite.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano sbanca Varese nel derby e blinda il suo primo posto dall’assalto di Venezia, che solo nel supplementare riesce a spuntarla su una Cantù mai doma, Cremona si conferma la terza forza del campionato, dopo la sofferta vittoria ottenuta a Brescia, e anche Brindisi mantiene il suo quarto posto, grazie alla larga vittoria ottenuta a Bologna nel posticipo, mettendo nei guai la Virtus di coach Djordjevic, al quinto posto rimane la coppia Trento-Trieste, con l’Alma che si sbarazza senza troppa difficoltà della pratica Reggio Emilia, mentre a quota 28 punti Varese ed Avellino vengono raggiunte da Sassari, dopo la vittoria ottenuta dal Banco di Sardegna proprio in Irpinia, mentre lo spareggio salvezza se lo aggiudica Torino, che sbancando Pistoia, compie un importante passo avanti verso la permanenza, almeno sul campo, in serie A.

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