Vuelle, tre partite alla fine in compagnia di tre concorrenti in lotta per scansare la retrocessione

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23 aprile 2019

PESARO – Mancano tre giornate alla fine del campionato e praticamente tutte e 16 le squadre sono ancora in lotta per un obiettivo, per adesso, solo tre di esse sono già sicure dell’approdo ai playoff, e se Milano e Venezia lo sapevano fin da ottobre, difficilmente a Cremona speravano di essere al secondo posto, ma la Vanoli è la squadra che sta giocando meglio e tutto è possibile per i ragazzi di coach Sacchetti, anche di arrivare all’atto conclusivo della stagione, per i restanti cinque posti, sono ancora in lotta nove squadre, ma non sarà semplice per Bologna e Brescia, riuscire a raggiungere la post season dal “basso” dei loro 26 punti.

E se 12 formazioni sognano, le ultime quattro non possono dormire tranquille, anche perché in questo 27esimo turno hanno tutte perso la loro occasione di togliersi dai guai, quella messa peggio continua ad essere Pistoia, che a tre giornate dalla fine è costretta a vincerne almeno altre due, altrimenti a 14 punti retrocederebbe matematicamente, in virtù della sfida tra Pesaro e Reggio Emilia del 5 maggio, in cui per forza di cose una delle due salirà a 16, ed essendo l’OirOra in svantaggio nello scontro diretto sia con la Vuelle, che con la Grissin Bon, sarebbe condannata alla retrocessione.

Fin qui i numeri, quelli che raccontano come Pesaro sia ancora padrona del proprio destino, perché se i ragazzi di coach Boniciolli riuscissero a vincerne due delle rimanenti tre, andremmo tutti alla Palla di Pomodoro a festeggiare la salvezza, ma i numeri dicono anche come nel girone di ritorno, la Vuelle abbia vinto solo 2 partite su 12, e che la trasferta di Varese di domenica prossima rientri nella categoria di quelle impossibili o quasi, assume così maggiore importanza lo spareggio contro Reggio Emilia, ma questo ormai era chiaro da un paio di mesi guardando il calendario, e la società biancorossa si appresta a fare le cose in grande stile, per richiamare il maggior numero di tifosi possibile alla Vitrifrigo Arena, che per l’occasione dovrebbe riaprire anche il terzo anello, sempre a patto che i lavori di sostituzione dei seggiolini, il cui inizio è previsto per fine settimana, si concludano nei tempi previsti, permettendo così alla società di Via Bertozzini, di mettere in vendita biglietti a 10 euro, come fatto in parte ieri sera contro Sassari, in una Vitrifrigo Arena, che nonostante la giornata pre festiva, presentava un discreto colpo d’occhio, con 4500 presenze sulle tribune.

E per qualche minuto, quei tifosi hanno sperato nell’impresa, in quella rimonta che con la bomba di Monaldi del meno uno, sembrava quasi completata, ma purtroppo quel quasi non è bastato, si doveva riuscire a mettere la testa aventi, almeno per un’azione, per caricare ancora di più il pubblico e per far girare l’inerzia dalla parte della Vuelle, ma in quei frangenti sarebbe servito il contributo di McCree e Monaldi, i migliori fino a quel punto, ma i due erano seduti in panchina coi loro cinque falli sul groppone, e purtroppo né Blackmon, né Lyons sono riusciti ad ergersi a protagonisti, anzi sono state proprio le loro forzature a condannare Pesaro, insieme ad una difesa che ha concesso alla Dinamo di segnare canestri semplici, quando di semplice non ci dovrebbe essere stato niente, perché, per l’ennesima volta, la Vuelle si è persa proprio nel momento più importante, condannandola oltre a contare sulle proprie forze, a fare affidamento sulle disgrazie altrui, perché coach Boniciolli è un novizio, e capiamo la sua voglia di farcela da solo, ma chi come noi, ha alle spalle sei salvezze raggiunte basandosi anche sui risultati dagli altri campi, non può fare troppo lo schizzinoso.

 

I PIU’……

Tiri liberi: Un solo errore – di Mockevicius – sui 15 liberi tentati dalla Vuelle, precisione che si dovrà tenere anche nelle prossime tre partite, per sperare di raggiungere la salvezza.

Diego Monaldi: Coach Boniciolli ci ha parlato tanto in queste settimane e Diego sembra aver recepito la lezione, gestendo al meglio la situazione e segnando, finalmente, pure 12 punti, anche in momenti delicati, con il declino di Artis e gli alti e bassi di Lyons, potrebbe essere Monaldi il play di riferimento in questo finale di stagione.

Erik McCree: Esce dalla panchina con lo spirito giusto, segnando subito dalla linea da tre ed in entrata, quando rientra sul parquet mette in mostra tutto il suo repertorio e i 23 punti segnati in 17 minuti, entrano di diritto nella storia moderna del basket pesarese.

 

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – SASSARI

Erik McCree: Il problema è che McCree è rimasto a sedere per 23 minuti per colpa sua, per quei falli sciocchi commessi sul finire del primo quarto, quando con 24 secondi da giocare, ha voluto forzare una tripla con dieci secondi ancora sul cronometro, per poi commettere un fallo evitabile sul tiro da tre di Carter a otto decimi dalla sirena, e anche la quinta penalità, uno sfondamento, per quanto dubbio, poteva essere evitato, per non lasciare la Vuelle senza il suo migliore giocatore.

Dominic Artis: Dopo Murray, la Vuelle sembra aver perso un altro straniero, perché quello intravisto contro Sassari è la brutta fotocopia dell’Artis del girone d’andata, che non sarà stato un fenomeno, ma che qualcosina di buono riusciva comunque a combinarlo.

Rimbalzi: 43-32 per la Dinamo, assoluta padrone dell’area, con ben tre uomini in doppia cifra e la capacità di arrivare sempre per prima sui palloni contestati.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Boniciolli pre #PesaroCantuBoniciolli è frustrato e lo capiamo, perché la sua Vuelle continua a commettere ingenuità inconcepibili, dalle rimesse in cui quattro giocatori vanno dall’altra parte del campo, ad una difesa nell’azione decisiva, che lascia libero il giocatore avversario più pericoloso, Pesaro infatti, continua ad essere un oggetto misterioso, per sé e per le avversarie, e come sempre, amiamo ricorrere ai numeri per semplificare lo cose: allo scadere del terzo quarto, la valutazione della Vuelle era 29, mentre quella di Sassari era 71, ma il tabellone raccontava che il divario era solo di 10 punti, e soprattutto la sensazione sul campo, non era quella di una partita già chiusa, ma aperta ad ogni possibilità, ed infatti nell’ultimo quarto Pesaro è rientrata, rischiando anche di portare a casa i due punti, per la cronaca, la valutazione finale è stata di 103 a 62 per Sassari, ma la Vuelle non è una squadra che si può valutare sulle statistiche, la si deve valutare per l’intensità messa in campo, quella che quando è presente, rende Pesaro una squadra da playoff, capace di sfruttare al massimo le sue buonissime individualità, ma quando l’intensità viene a meno, i ragazzi di coach Boniicolli si dimenticano anche lo cose più elementari, diventando una squadra prevedibile e goffa, incapace di mettere insieme tre passaggi di fila o di scalare in difesa per più di due volte, e se siamo al penultimo posto, è chiaro che a prevalere sia purtroppo la seconda versione, e che difficilmente cambieranno le cose in queste ultime tre partite.

Boniciolli è frustrato e lo capiamo, ma capiamo anche come non esista una porzione magica per risolvere problemi irrisolvibili, e sappiamo comunque che questa Vuelle non è una squadra allo sbando o male allenata, ma è una squadra che pecca di personalità, che soffre di alti e bassi, come poche altre, e chi, magari davanti agli schermi di Raisport, sul meno 20 ha cambiato canale, per poi ritornarci con la curiosità di conoscere l’esatto scarto della sconfitta, si è ritrovato ad assistere all’ennesimo finale punto a punto, perché sarà la quindicesima volta che Pesaro rinasce dalle proprie ceneri e rimonta passivi anche più pesanti, ma purtroppo questo non basta, manca sempre quel centesimo per fare un euro, quello che si dovrà cercare sotto i cuscini del divano, nascosto tra le pieghe di una stagione frustrante, ma ancora capace di raccontare emozioni.

DAGLI ALTRI PARQUET

Cade ancora Milano, stavolta sul campo di Brescia dopo un supplementare, ma l’effetto della sconfitta è mitigato dal contemporaneo stop di Venezia, che rimedia 104 punti ed un ventello a Trieste, raggiunta al secondo posto da Cremona, che nel finale supera una coriacea Brindisi, queste tre squadre sono, per ora, le uniche ad aver già staccato il biglietto per i playoff. Al quarto posto, Brindisi viene raggiunta, oltre che da Trieste, anche da Trento, che supera Pistoia e lascia i toscani da soli all’ultimo posto, a quota 30 salgono Sassari ed Avellino, con gli irpini che superano agevolmente una Torino alle prese con gravi problemi extra cestistici, mentre a quota 28, Varese viene raggiunta da Cantù, dopo il successo nello scontro diretto, ma l’Open Job Metis salva la differenza canestri e questo potrebbe avere il suo peso nella lotta per l’ottavo posto, posizione difficile da raggiungere per la Virtus Bologna, staccata ancora di quattro punti, nonostante la rotonda vittoria ottenuta a Reggio Emilia-

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