Salvezza tra fischi e disgrazie altrui. La barca della Vuelle è attraccata al porto della Serie A coi sentimenti più controversi

di 

6 maggio 2019

PESARO – In una domenica mattina di metà gennaio, neanche troppo fredda per il periodo, la Vuelle gioca a mezzogiorno contro Torino, la prima partita sotto la guida di coach Boniciolli, reduce dal meno 42 di Reggio Emilia, che non poteva passare sotto silenzio, e che aveva fatto prendere alla società di Via Bertozzini, la decisione di esonerare Cedro Galli. Nonostante l’orario insolito, i soliti 4000 fedelissimi accorrono al palazzone della Torraccia, attratti anche dalla curiosità di vedere come giocherà la Vuelle sotto la nuova guida tecnica, la partita non rimarrà negli annali della storia cestistica, come tutte quelle giocate in stagione, con Pesaro costretta ad inseguire per tutti e 40 i minuti, fino alla tripla di Artis a fil di sirena, che dopo aver preso il secondo ferro, decide di entrare a candela nella retina, permettendo alla Vuelle di pareggiare, per poi vincere di quattro al supplementare, con la coppia Blackmon- McCree a segnare 61 punti complessivi, anche se l‘eroe di serata era stato Artis, autore di 20 punti e della tripla decisiva, una partita che è stata la vera e propria “sliding doors” di questa annata, dopo la vittoria su Torino infatti, Pesaro si presenta a Pistoia la domenica successiva, altra partita chiave, perché era chiaro che sarebbero stati i toscani e gli uomini del Presidente Costa a giocarsi la salvezza fino a maggio, in Toscana, dopo essere stati avanti anche di 16 punti, i pesaresi si fanno rimontare come al solito, ma riescono a portare a casa la pelle, graziati da un paio di ingenuità avversarie e salvati dalla solita coppia Blackmon-McCree (53 punti); Boniciolli viene osannato come salvatore della patria e si comincia a pensare che la salvezza fosse stata già acquisita con largo anticipo.

Ma la storia non si fa con la speranza ed infatti, delle successive 13 partite, Pesaro ne vince solamente una, continuando a sperare nelle disgrazie di Pistoia, che fortunatamente per noi, è una squadra che gioca una discreta pallacanestro, ma è composta da giocatori di modesta caratura tecnica, mentre la Vuelle ha sempre giocato una brutta pallacanestro, anche se a livello tecnico individuale, era sicuramente superiore a parecchie squadre.

Vuelle, il pubblico della VitriFrigo Arena

Vuelle, il pubblico della VitriFrigo Arena

Insomma, se Pesaro è salva, lo deve in gran parte ad una botta di fortuna, a quel tiro di Artis, che gli dei del basket hanno deciso di accogliere dentro la retina, un’azione simbolo di come un solo gesto possa cambiare le sorti di un’intera stagione, che si sapeva fosse travagliata, ma non così tanto, perché è ormai chiaro che questo gruppo sia stato uno dei peggiori mai visti a Pesaro, e parliamo proprio di gruppo, non solo di giocatori, perché ognuno è andato per la propria strada, più intento a guardare lo smartphone che a parlare coi compagni e che li ha visti nei vari ristoranti della città, sa di cosa stiamo parlando, alla fine a fare la differenza sono state le due partite vinte contro Pistoia, che per ironia del calendario, Pesaro ha affrontato proprio alla prima giornata, e forse è stato un bene, perché il 6 ottobre, data d’inizio del campionato, i vari Blackmon e McCree non avevano capito l’importanza di quel match, e l’hanno giocato in scioltezza, portando a casa una vittoria fondamentale, anche se era solo la prima giornata, bissandola poi col successo in terra toscana del gennaio successivo, permettendo a Pesaro di vantare quel 2-0 negli scontri diretti, che di fatto è stato fondamentale, perché è giusto ricordare che perdendo a Torino domenica prossima, la Vuelle finirebbe il campionato a 14 punti, e potrebbe essere ancora raggiunta dall’Oriora e sarebbe proprio quel 2 a 0 ad essere decisivo.

E di decisioni se ne dovranno prendere parecchie da oggi in avanti, perché i fischi dei 5000 della Vitrifrigo Arena sono sacrosanti, in una domenica che invece di essersi conclusa con la pacifica invasione di campo per la salvezza raggiunta, è finita con la gente che ha abbandonato il palazzo molto prima della sirena finale, e quelli che sono rimasti, hanno manifestato tutta la loro frustrazione, per sette anni di sofferenza sportiva, che ha messo a dura prova l’amore della città per la sua squadra, e non sappiamo cosa abbia detto Luciano Amadori ai ragazzi della curva a fine partita, quello che auspichiamo è che li abbia rassicurati sul futuro, sul fatto che ad ottobre ci saremo ancora e che sulle maglie biancorosse non ci sarà solo la gloriosa scritta Victoria Libertas, ma anche quella del nuovo main sponsor, in un’estate dove molte società rischieranno di non iscriversi, soprattutto se verranno rispettati le nuove regole e i nuovi parametri economici.

Parleremo di soldi per tanto tempo, senza fare voli pindarici, ma augurandoci che il budget superi almeno i tre milioni di euro, cifra minima per sperare di giocarsela alla pari con le altre 17, o quante saranno dopo epurazioni varie, aspettatevi grosse novità anche dal punto di vista societario, con le voci che danno Ario Costa, prossimo presidente dell’Olimpia Milano, che non sono solo voci, così come quelle che Stefano Cioppi possa decidere di intraprendere nuove strade, si farà pressione su chi all’interno del Consorzio, voleva fare il main sponsor fin da questa stagione, con una cifra però inferiore rispetto al mezzo milione, che è stata ritenuta la cifra minima da cui intavolare le trattative, e anche lo stesso ruolo del Consorzio potrebbe cambiare, con l’intenzione di creare una élite di quattro-cinque società, che si assumerebbero l’onere economico maggiore e l’onore di guidare la Vuelle verso la rinascita, perché l’arrabbiatura per un campionato modesto passerà presto, come erano passate le sei precedenti, e i vari Artis, Murray e Lyons cadranno presto nel dimenticatoio, come i loro predecessori, quella che doveva rimanere era la Vuelle, in quella serie A che ha visto Pesaro quasi sempre tra le proprie fila, sappiamo che molti avrebbero preferito staccare la spina, e scendere magari in serie A2, stanchi di sette anni passati a dover guardare i risultati altrui per sperare nella salvezza, ma, chi scrive, rimane sempre dell’idea cha basti davvero poco per risalire la china, basterebbe poco per essere la nuova Cremona o la nuova Brindisi, che chiuderanno rispettivamente la stagione al secondo ed al quarto posto, dopo che la Vanoli due anni fa era retrocessa sul campo e l’Happy Casa, dodici mesi fa, aveva chiuso al 14esimo posto, con appena due punti in più della Vuelle.

Basta poco, ma basta poco anche per cadere più in basso, basta che un tiro invece di finire dentro la retina, dopo aver preso il secondo ferro, decida di andare da un’altra parte, quest’anno ci siamo salvati anche grazie ad una tripla fortunosa di Artis, magari l’anno prossimo gli dei del basket saranno meno benevoli, e allora si dovrà cercare un’altra soluzione, perché un’altra domenica come quella di ieri sera non la vorremmo più rivivere, in quella che è stata la salvezza meno sentita e meno festeggiata della gloriosa storia della Victoria Libertas Pesaro.

DAGLI ALTRI PARQUET

Un giornata al termine e rimangono ancora tre posti da assegnare per i playoff. il primo posto se l’è aggiudicato Milano dopo la vittoria sofferta a Trento, anche se l’Armani rischia di non aver Mike James per i playoff, sul secondo gradino è salita Cremona, grazie alla vittoria nello scontro diretto con Venezia, relegando l’Umana in terza posizione, davanti a Brindisi che passando ad Avellino, ha inguaiato la Sidigas, conquista i playoff anche Sassari, che a Trieste raggiunge la sua 15esima vittoria consecutiva tra campionato e coppa, mentre Varese fa un bel passo avanti verso le prime otto posizioni, superando agevolmente Pistoia, che per il momento retrocede in serie A2, aspettando notizie su Torino, che ieri ha perso a Cantù e che potrebbe essere penalizzata di sei punti, mentre Brescia e Bologna devono dare l’addio ai playoff, anche se la Virtus si può consolare con la conquista della Champions League, nella finale contro il Tenerife di ieri pomeriggio.

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>