Regione Marche, i medici del 118 convenzionati chiedono dignita’ per se’ stessi e per i cittadini.

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13 maggio 2019

Dott.ssa Santina Catanese*

ambulanzaPESARO – La carenza di personale  medico nei pronto soccorso di tutta Italia e’ cronica , dovuta all’ incapacita’ dei gestori politici di prevedere la programmazione,  ad anni e anni di blocco di assunzione e alle normative in base alle quali nei pronto soccorso puo’ lavorare soltanto personale medico con la specializzazione in medicina d’urgenza, o con specializzazione equipollente, ovvero medici introvabili .Dati reali nella mano ,attualmente nei pronto soccorsi italiani  lavora soprattutto personale medico precario non specializzato e collaborano anche i medici del 118 ; in particolare nella Regione Marche una determina Asur di fine dicembre 2015(915/2015) ha previsto l’utilizzo dei medici del 118 nei pronto soccorsi  in standy-by, ovvero quando non impegnati sul territorio,al fine di erogare attivita’ per i codici minori ,i bianchi e i verdi. Alcuni medici del 118 della Regione Marche si sono appellati contro questa determina, anche perche’ si tratta di un vero e proprio secondo lavoro, all’interno gia’ del proprio  lavoro istituzionale, ovvero quello del soccorso extraospedaliero, con il rischio di creare disservizi  agli utenti che accedono al pronto soccorso ovvero  di ritardare la partenza per un codice rosso sul territorio essendo i tempi di soccorso molto ristretti, meno di un minuto dal ricevimento della chiamata. Quindi il problema e’ riguardevole se si considera che un ritardo anche di un solo  minuto potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte di un potenziale paziente in quanto il cervello non tollera una sofferenza anossica ,cioe’ senza ossigeno ,superiore agli otto minuti, e nello stesso tempo il paziente visto dal medico del 118 in ambulatorio si potrebbe trovare da un momento all’altro di dover ritornare in sala d’attesa per essere visto da un nuovo medico. Il  50% circa dei medici del 118  marchigiani ,essendo convenzionato ,non puo’ essere soggetto ad ulteriori aggravi di lavoro e disposizioni senza che ci sia dietro un accordo sindacale.La sentenza del giudice del lavoro numero 360/ 2017 e’ stata chiara: “ seppur non si nasconde che il contemporaneo esercizio di due attivita’ diverse possa creare degli inconvenienti ,eventualmente anche gravi,ma cio’ e’ un profilo che attiene all’organizzazione del servizio sanitario” ,e anche se la doppia attivita’  potrebbe risultare  stressogena per il lavoratore dipendente,dovendo dividersi tra l’uscita sul territorio e la visita del paziente in ambulatorio,per il lavoratore convenzionato, invece, una” mansione aggiuntiva da’ diritto ad un compenso aggiuntivo “.L’organizzazione del servizio deve essere quella che prevede la presenza di un infermiere che collabori con il medico del 118 e che sia dedicato all’ambulatorio dei verdi/bianchi  e una procedura concordata con la centrale operativa per evitare un intervento con partenza ritardata .Gia’ nelle diverse aree vaste della Regione Marche i vari direttori di zona ,avevano stipulato  con le O.S.S. vari accordi in base ai quali il medico del 118  collabora in standyby nelle attivita’ di pronto soccorso, permettendo cosi’ di aiutare i medici interni al pronto soccorso.Ma l’Asur  ha deciso di produrre un accordo unico  valevole per tutti i medici del 118  della Regione,  e firmato  solo da due sigle sindacali (Fimmg e Snami) che poco rappresentano i medici del 118 convenzionati delle Marche, essendo circa il 90%dei medici stessi iscritti al sindacato Smi, non firmatario di tale accordo. La cosa  piu’ grave che  i medici Smi convenzionati denunciano e’ il dover constatare che i cittadini   rappresentano per l’ASUR  un costo  da dover liquidare con un prezzo : da 10 euro a cartella chiusa,ai  5 euro a cartella aperta!Pazienti di codice minori  visti dall’Asur come una sorta di  “salvadanaio”,in cui il medico del 118 buttera’ la sua moneta di 5,o ,di 10 euro .Ma stiamo scherzando! Cosi’  si espongono i  professionisti  a contenziosi medico-legali ,mettendo a rischio la salute di quei cittadini che seppure di codice minore sono sempre pazienti,senza considerare che spesso dietro ad  un codice minore si puo ‘sempre nascondere una patologia insidiosa.Infatti  un medico deve  poter visitare in tutta tranquillita’ed e’ importante la qualita’ del servizio reso,ovvero la correttezza nell’inquadramento diagnostico  e il corretto profilo assistenziale che ne consegue.

In realta’  il medico del 118 puo’ dare solo un supporto alle attivita’ del pronto soccorso e non puo’ risolvere il problema  del sovraffollamento del pronto soccorso e  ne’ tantomeno puo’ sostituirsi all’unita’ mancate; la sua collaborazione puo’ essere solo sporadica e condizionata dalla  disponibilita’ dopo aver concluso la  “mission” alla quale e’ prioritariamente chiamato,basti pensare , in modo particolare a tutte quelle patologie tempo-dipendenti , che  se trattate adeguatamente sul territorio e i pazienti trasportati all’ospedale competente per patologia ,risolvono gia’ in parte i problemi del pronto soccorso.Infatti quando al pronto soccorso giusto arrivano i pazienti giusti gia’ e’ risolto  il problema di dover “reindirizzare” i pazienti.

I medici del 118 Smi della Regione Marche si dichiarano costernati dalla determina Asur  perche’ il paziente,   non e’ un prezzo da pagare, ma una persona bisognosa di attenzione e di cura.

La maggior parte dei medici del 118 della Regione Marche cessera’ la  collaborazione in standy-by nei pronto soccorsi, e cio’ potrebbe comportare dei disagi  per il cittadino , chiedono di essere ascoltati urgentemente dall’Assessore/Presidente della sanita’ della Regione, proponendo  un’unica e saggia risoluzione della problematica : il passaggio alla dipendenza per tutti i medici del 118, con l’integrazione definitiva del 118 con il pronto soccorso, e il riconoscimento del medico di ruolo unico, affinche’ la collaborazione del pronto soccorso possa iniziare direttamente a letto del paziente .

 *Medico 118 responsabile medici convenzionali 118 Marche

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