Il passaggio della Mille Miglia a Urbino: straordinaria fusione fra rinascimento e storia dell’auto. Le foto

URBINO – La suggestione di Urbino con la sua storia rinascimentale e la storia dell’auto con i 430 concorrenti del Museo “viaggiante” della Mille Miglia sono stati un mix veramente unico, capace di creare ricordi negli spettatori più anziani ed un romantico e immaginario “ritorno al passato” per i più giovani, che hanno sentito parlare della -corsa più bella del mondo- dai genitori e dai nonni. Si perché a costo di ripeterci, ogni volta che si parla di Mille Miglia, quella di un tempo, parliamo di un fenomeno che fa parte di diritto della storia, del costume e della tradizione italiana. I “Cavalieri del rischio” come erano definiti Nuvolari, Varzi, Borzacchini, Moss, Marzotto, Castellotti, e tutti gli altri piloti indistintamente dal primo all’ultimo che scendevano dalla pedana di Viale Venezia a Brescia, con i loro bolidi entusiasmavano coinvolgendo migliaia di spettatori festosi che assiepavano i 1,600 km ovvero mille miglia. Una festa popolare alla quale si era costretti a “partecipare” di persona, non esistendo i sistemi e le tecnologie di comunicazione di oggi, quindi o andavi a vederla o ne sentivi solo parlare, se conoscevi chi invece era sul percorso.

Ma ritorniamo al presente, dopo le Super Car del Ferrari “Tribute” e del Mercedes “Challenge”, sontuoso e sfarzoso prologo intorno alle 9,15 puntuali sulla tabella di marcia ecco arrivare i “gioielli” su ruote della 37esima edizione rievocativa della Mille Miglia. La Piazza del Mercatale sulla quale “troneggia” l’Urbe patrimonio dell’Unesco, si riempie piano piano delle auto in gara, gli appassionati ed i curiosi hanno potuto ammirare da vicino i partecipanti, fermi in attesa di passare il controllo orario. Tante le foto, i selfie e scambi di battute con gli equipaggi, rispettando a fatica le disposizioni dei solerti Commissari di ACI-Pesaro-Urbino, che hanno presidiato la piazza. Gettonatissimi i vip come i due Chef stellati Carlo Cracco e Joe Bastianich, che hanno lasciato le sfide televisive ai fornelli per quelle con il volante. Ecco arrivare Alessandro Marzotto nipote di quel Giannino che vinse due MM nel 1950 e ’53, con la Ferrari guidando in giacca e cravatta, che come amava dire l’industriale tessile, era il suo modo di essere in azienda come nelle corse.

Una storia particolare è quella di Prisca Taruffi, già pilota dal discreto palmares, la lady romana è la figlia di Piero Taruffi, l’ingegnere pilota che vinse con la Ferrari, l’ultima purtroppo tragica edizione della Freccia Rossa nel 1957. La “volpe d’argento” come era sopranominato Taruffi, aveva promesso alla moglie Isabella che se vinceva la MM, dopo un numero infinito di partecipazioni, avrebbe appeso il casco al chiodo, Enzo Ferrari presente come sempre al controllo di Bologna, rispettoso della volontà del suo pilota, “favorì” come si direbbe oggi con un ordine di scuderia, la vittoria di Taruffi. Dal mondo dell’industria e della finanza, c’erano Patrizio Bertelli il rampollo della famiglia “Prada”, numerosa la famiglia Gnutti ex Confindustria, tutti appassionati e fedelissimi della MM.

La Mille Miglia, anche se oggi è una gara di regolarità, è pur sempre una gara, quindi non possono mancare i piloti e che piloti, l’inossidabile Arturo Merzario, campione degli 70 , così come altri due miti del passato Jochen Mass e Jean Pierre Jarier, il re dei Rally anni 80/90, Miki Biasion, due volte iridato con la Lancia, in gara con una stupenda Ferrari. Sconosciuto a chi non è un appassionato a 360°  di corse ma garantiamo noi un campione è Romain Dumas, due volte trionfatore alla 24 Ore di Le Mans, ancora in attività il transalpino nel 2018 ha stravinto la corsa in salita più famosa del mondo, la Pikes Peak in Colorado, salendo con il mostruoso prototipo full elettrik della Volkswagen. Tante emozioni ed un ricordo bellissimo da costudire per un anno, in attesa della prossima edizione della Mille Miglia, la “corsa più bella del mondo- parole di Enzo Ferrari, puntuale oggi come allora a metà maggio.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>