Moretti, Perego, Vertemati: la Vuelle sfoglia la margherita dei coach papabili alla panchina biancorossa

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10 giugno 2019

Paolo Moretti

Paolo Moretti

PESARO – Arrivare ultimi, specialmente nello sport, non è mai piacevole, lo sanno bene i tifosi pesaresi, che da sette anni cercano di evitare l’ultimo posto in classifica, quello che avrebbe mandato la Vuelle in serie A2, ma delle volte, arrivare per ultimi, può anche rivelarsi un vantaggio, come in questo caso, perché allo stato attuale delle cose, la panchina di Pesaro è l’ultima rimasta vacante in serie A, e se un coach a spasso vuole allenare nella massima serie, o firma per la Vuelle, o deve intraprendere altre strade, come quella estera, anche se ha sempre la possibilità di firmare in una serie inferiore, o aspettare che qualche panchina salti durante la prossima stagione.

Essere gli unici ancora senza allenatore, potrebbe dare un piccolo vantaggio al presidente Costa in fase di trattativa, anche se il rovescio della medaglia c’è sempre, e se la Vuelle è l’unica società senza coach, significa che Pesaro non attrae più come un tempo, sia a livello economico, che in termini di progetto, ma questo potrebbe essere l’anno della svolta, se è vero che ai vari coach in lizza, è stato proposto un contratto biennale, con opzione per il terzo, segno che in Via Bertozzini sembrano intenzionati ad alzare l’asticella, specialmente se arriverà una risposta positiva dal fronte sponsor, con la trattativa “salumiera” che sembra in fase avanzata.

Federico Perego

Federico Perego

Ma chi siederà sulla panchina della Victoria Libertas? La pista Buscaglia è sfumata sul nascere, perché nonostante un paio di incontri faccia a faccia con la dirigenza pesarese, l’ex coach di Trento ha preferito fidarsi della proposta di Reggio Emilia, che rispetto a quella di Pesaro, differenziava solo dal punto di vista economico, Dalmasson rimarrà a Trieste, perché nonostante il taglio del budget, i giuliani avranno comunque più soldi della Vuelle per costruire la squadra, fosse per Markovski, sarebbe già alla Palla a mangiare un gelato, ma su di lui pesano vecchie ruggini mai risolte, e questo potrebbe essere un ostacolo insuperabile in fase di trattativa, e anche Andrea Diana non sembra aver convinto i dirigenti pesaresi, sono ancora liberi, due coach navigati come Pillastrini e Sacripanti, ma nessuno dei due sembra disposto a rischiare di arrivare in riva al Foglia. Così, allo stato attuale delle cose, sono tre i nomi caldi per la panchina della Vuelle: il primo è quello di Paolo Moretti, che dopo essere stato a Siena, prima del fallimento, non era riuscito a salvare Pistoia, anche se poi i toscani sono rimasti in serie A, per l’esclusione di Torino, il secondo è quello del 35enne Federico Perego, che negli ultimi cinque anni è stato al Bamberg in Germania, come vice di Trinchieri, per poi assumere il ruolo di head coach nello scorso gennaio, vincendo tra l’altro la coppa nazionale, il terzo è quello di Adriano Vertemati, nell’ultima stagione a Treviglio in serie A2, dove ha contribuito in maniera notevole al raggiungimento del quinto posto, nessuno dei tre ha un curriculum impressionante, e gli ultimi due sono quasi sconosciuti al grande pubblico, o almeno a quello pesarese, e presentare uno di essi alla guida della Vuelle, potrebbe essere un azzardo, a livello comunicativo, perché è innegabile che Buscaglia o Markovski, non avrebbero fatto sorgere la domanda: “Ma questo dove lo abbiamo preso?” quesito che ci sentiamo chiedere sempre, quando ne ventiliamo l’arrivo alla guida della Vuelle, ma l’altra domanda che ci sentiamo sempre porre è la seguente: “Ma quest’anno abbiamo uno straccio di progetto, o vivremo alla giornata come negli ultimi sette anni?

Adriano Vertemati

Adriano Vertemati

Bella domanda, a cui vorremmo rispondere con un frase rilasciata da Vertemati ad un giornale lombardo. “Programmare, significa allestire un nucleo di giocatori con obiettivi comuni e complementari, ed affidarli ad uno staff tecnico che possa lavorare sulla loro crescita. Diffido di chi programma solo il risultato, perché quello non è programmabile, non si deve fare mai, neanche ad inizio stagione, per tenere buono l’ambiente”. Parole che condividiamo in pieno e che anche in Via Bertozzini dovrebbero tenere presente nella scelta del nuovo coach, perché, se neanche essere l’unica panchina libera in serie A, riesce ad attrarre allenatori navigati, significa che qualcosa non funziona, e non parliamo solo di stipendio più basso rispetto alla concorrenza, ma di una mancanza di idee e del famigerato progetto, che si può iniziare solamente firmando un allenatore bravo, al di là del suo livello d’esperienza, a cui vanno date un paio di stagioni per poter mettere su una squadra competitiva, ma per farlo, servono tre cose: Un nuovo sponsor, quello che per due-tre anni, ti garantisca una base da cui partire, e una volta arrivato, puoi andare da qualche italiano appena sotto la prima fascia, a cui puoi proporre due anni di contratto, a prezzi concorrenziali, e il primo nome che ci viene in mente è quello del 34enne Peppe Poeta, libero dopo il fallimento di Torino, di accasarsi in una squadra dove farebbe da chioccia ai compagni, e se hai un progetto triennale, con uno sponsor triennale, puoi anche ingaggiare i soliti rookie americani, con la differenza sostanziale però, che se sono validi, quando è gennaio, puoi già rifirmarli per l’anno successivo, con tanto di clausola, per incassare l’eventuale buyout, in caso arrivi una proposta che non puoi rifiutare.

In settimana il nodo si dovrebbe sciogliere, sperando che chiunque arrivi a sedersi sulla panchina della Vuelle, sappia far superare lo scetticismo iniziale, guadagnandosi la fiducia, oltre che con i risultati, con la serietà e la qualità del suo lavoro.

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