Mostre per Leonardo e Raffaello: sabato inaugura ai Musei Civici di Pesaro “Agostino Iacurci. Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura”

di 

12 luglio 2019

PESARO – Il Comune di Pesaro, in collaborazione con l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, presenta la mostra “Agostino Iacurci. Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura”, a cura di Marcello Smarrelli, con la consulenza scientifica di Brunella Paolini, in programma a Palazzo Mosca – Musei Civici dal 14 luglio al 13 ottobre 2019.
L’esposizione fa parte del ciclo “Mostre per Leonardo e per Raffaello” a Pesaro, Fano e Urbino; progetto diffuso e messo in campo di concerto dai tre comuni nell’ambito delle celebrazioni promosse dal MIBAC per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci nel 2019 e di Raffaello Sanzio nel 2020, realizzato con il sostegno dei rispettivi Comitati nazionali, il contributo della Regione Marche e l’organizzazione di Sistema Museo.
La scelta di trattare la figura di Marco Vitruvio Pollione (80 a.C.- 15 a.C. circa) – celebre architetto e scrittore romano attivo nella seconda metà del I sec. a.C. considerato il più famoso teorico dell’architettura di tutti i tempi – nasce in continuità con Fano che celebra Leonardo Da Vinci attraverso i fogli del Codice Atlantico in cui più volte viene nominato Vitruvio, a cui la città secondo la tradizione avrebbe dato i natali.

Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura è un articolato progetto site specific concepito, per i Musei Civici di Pesaro, da Agostino Iacurci (1986) – artista noto in tutto il mondo soprattutto per i suoi monumentali dipinti murali realizzati nello spazio pubblico – composto da opere tridimensionali e pittoriche dal carattere fortemente scenografico, capaci di creare una dimensione suggestiva e coinvolgente che accompagna la presentazione di dieci diverse edizioni del De Architectura, provenienti dalla Biblioteca Oliveriana.
Il percorso si snoda partendo dal cortile di Palazzo Mosca, con monumentali istallazioni ispirate alle architetture vitruviane, e prosegue all’interno dei musei seguendo due fili conduttori. Uno più tradizionale e squisitamente filologico che intende analizzare la fortuna critica e editoriale del testo vitruviano risalente al I sec. a.C. e ampiamente diffuso nel Rinascimento grazie all’introduzione della stampa. Successo puntualmente documentato dalle raccolte oliveriane che annoverano numerose edizioni del De Architectura, alcune molto rare e preziose. Dieci di queste, accuratamente selezionate, sono riunite ai Musei Civici e presentate in ordine cronologico, aperte ognuna su uno dei dieci libri di cui l’opera è composta, in modo da poterne avere una panoramica completa e analizzarne più approfonditamente i
contenuti. L’altro più libero e visionario, creato da Agostino Iacurci, la cui ricerca attuale è molto vicina ai
temi dell’antico e allo studio sull’uso del colore nell’architettura e nelle arti plastiche di età classica.
PESARO_Iacurci-VitrivioPer accompagnare la presentazione dei volumi del De Architectura l’artista ha realizzato un percorso in cui le forme e le creazioni vitruviane sono ridisegnate utilizzando il suo linguaggio pittorico caleidoscopico e surreale.
Cariatidi, capitelli, colonne, templi, sembrano rianimarsi, rivitalizzati dall’uso di cromie forti e brillanti,  liberando l’antichità classica dall’etereo candore e dall’aura di olimpico equilibrio che il Neoclassicismo ci ha tramandato; restituendoci l’immagine di un’architettura nata da un popolo mediterraneo, fortementelegata al colore, alla luce, sempre in costante tensione tra l’apollineo e il dionisiaco, tra ragione e sentimento.
L’intervento di Iacurci si pone come un ulteriore commentario per immagini ai volumi, in dialogo con le edizioni e con gli artisti del passato che, attraverso la tecnica dell’incisione, si erano impegnati ad illustrare gli scritti di Vitruvio, spesso con risultati estetici di altissimo livello. L’artista ne fornisce una nuova e originale interpretazione attraverso il suo sguardo contemporaneo, intelligente e ironico, con una componente fortemente onirica. Quasi un sogno ad occhi aperti, una sorta di moderna Hypnerotomachia Poliphili, il celebre romanzo allegorico attribuito a Francesco Colonna – corredato da 169 illustrazioni xilografiche – che costituisce una delle fonti iconografiche più celebri e utilizzate nel Rinascimento, di cui è esposta la magnifica edizione di Aldo Manuzio (Venezia, 1499).
Una mostra innovativa, dal carattere sperimentale, ulteriore testimonianza di come la cultura classica possa rappresentare sempre una fonte d’ispirazione di primaria importanza per un artista contemporaneo e di come Pesaro, con il suo ricco patrimonio, sia un perfetto laboratorio culturale.
Mentre a Pesaro si sperimenta una rilettura contemporanea del De Architectura di Vitruvio in dialogo con Fano, che celebra Leonardo Da Vinci riscoprendo il legame con Vitruvio attraverso la mostra “Leonardo e Vitruvio: oltre il cerchio e il quadrato. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico”, a Urbino è già in corso la mostra “Da Raffaello. Raffaellino del Colle”, in omaggio al ‘divin pittore’ riletto tramite le opere di uno dei suoi più fedeli seguaci.
Tre appuntamenti concepiti come un percorso dal filo conduttore univoco, una narrazione ricca di spunti che racconta storie di grandi artisti analizzandone le connessioni che li legano al nostro territorio. La mostra di Pesaro è realizzata in collaborazione con M77 Gallery di Milano.
IL DE ARCHITECTURA
Vitruvio si occupò della redazione del suo trattato De Architectura nella seconda metà del I secolo a.C., intendendo con esso offrire un quadro generale delle conoscenze tecniche e pratiche collegate alla costruzione che egli aveva acquisito dopo una vita intera di attività professionale. L’opera è suddivisa in dieci libri, tutti preceduti da un’introduzione, in ognuno dei quali vengono affrontati temi specifici.

Nel primo libro, dopo aver proposto la definizione dell’architettura, si descrivono le doti dell’architetto che deve avere competenze tecniche e una cultura enciclopedica, vi sono anche accenni all’urbanistica. Nei libri successivi si affrontano diverse tematiche collegate alla costruzione degli edifici, iniziando dal libro secondo nel quale si presenta la storia dell’edilizia e si illustrano le tecniche e i materiali utilizzati. Si passa poi alla trattazione della costruzione dei templi in cui predomina l’ordine ionico, nel libro terzo, per poi illustrare in quello successivo gli altri ordini e stili di realizzazione degli edifici sacri. Nel quinto libro si descrivono, invece, edifici pubblici quali la basilica, il carcere, i bagni e le palestre.
I libri successivi, sesto e settimo, sono dedicati all’edilizia privata della quale si specificano l’uso degli spazi, l’orientamento, le misure e poi le decorazioni interne e le rifiniture.
Gli ultimi tre libri, probabilmente scritti in epoca successiva ai precedenti, sono dedicati a riflessioni su temi di carattere più generale quali l’idraulica (libro ottavo), l’astronomia, l’astrologia e gli orologi solari, la meccanica civile e militare.
A Vitruvio va il merito di aver definito l’architettura come scienza e soprattutto di averle riconosciuto, e fatto riconoscere agli altri, la dignità di attività intellettuale, per cui l’architetto, al pari del perfetto oratore ciceroniano, deve essere in possesso di un sapere enciclopedico.
BIOGRAFIA AGOSTINO IACURCI
Nato a Foggia nel 1986. Vive e lavora a Berlino.
Il suo lavoro abbraccia una vasta gamma di media tra cui pittura, murales, scultura, disegno, installazione,
scenografia. Le opere sono caratterizzate da forme sintetiche e larghe campiture di colori brillanti, al limite
tra figurazione ed astrazione. Attratto dall’ordinario e quotidiano, nelle sue mostre combina la pittura con
interventi scenografici generando ambienti immersivi.
Recentemente, con la mostra “Gypsoteca” (2018), presentata presso la galleria M77 di Milano, ha esteso
il campo di indagine all’utilizzo del colore nel mondo classico greco e romano.
I suoi dipinti monumentali sono presenti in spazi pubblici e privati in moltissime città del mondo tra cui
Milano, New York, Londra, Atlanta, Monterrey, Belo Horizonte, Mosca, Nuova Delhi, Bayamon, Kiev. Ha
realizzato le scenografie per lo spettacolo “Madame Pink” di Alfredo Arias, presentato al Teatro Argentina
nel 2017 e al Théâtre du Rond Point di Parigi nel 2019.
Numerose le mostre e i progetti in Europa, USA, Brasile, Russia, India, Indonesia, Messico, Australia,
Corea, Giappone e Taiwan. Le più recenti includono: “Trompe l’oeil”, Celaya Brothers Gallery, Città del
Messico, 2017; “Urban Art Biennale”, Völkinger Hütte, 2017; “FADA, House of Madness”, The Watermill
Center, New York, 2016; “16° Premio Cairo”, Palazzo della Permanente, Milano, 2015; “From Street to
Art”, Istituto Italiano di Cultura di New York, NY, 2014; “Artmosphere”, Artplay, Mosca.

Agostino Iacurci. Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura.

PESARO, Palazzo Mosca – Musei Civici
14 luglio – 13 ottobre 2019 / Inaugurazione sabato 13 luglio h 19
Orari
Da luglio a settembre da martedì a domenica e festivi h 10-13 / 16-19.30
Ottobre da martedì a giovedì h 10-13, da venerdì a domenica e festivi h 10-13 / 15.30-18.30
11 – 23 agosto 2019 in occasione del Rof tutti i giorni h 10-13 / 16-19.30
Biglietto unico mostre Pesaro, Fano e Urbino
Intero € 12
Ridotto € 8 > Card Pesaro Cult, Gruppi min. 15 persone, Possessori di tessera FAI, TOURING CLUB ITALIANO,
COOP Alleanza 3.0 e precedenti Adriatica, Nordest, Estense, ISIC, ITIC, IYTC Card, Studenti universitari, Amici
del Rof
Ingresso libero > Minori di 19 anni, soci ICOM, giornalisti muniti di regolare tesserino, disabili e persona che li
accompagna, possessori di Carta Famiglia del Comune di Pesaro.
Valido 15 giorni. Il biglietto unico consente l’ingresso al Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo
Malatestiano di Fano e a Palazzo Mosca – Musei Civici di Pesaro; consente inoltre l’accesso all’intero circuito
Pesaro Musei (Museo Nazionale Rossini, Casa Rossini, Area archeologica di via dell’Abbondanza, Area
archeologica e Antiquarium di Colombarone, Centro Arti Visive Pescheria) al costo aggiuntivo di € 1.
Visite guidate individuali > sabato h 18 € 3
Laboratori didattici “Sogni di forme e di architetture” > sabato h 17 € 4

Ricci: «Avanti insieme con Urbino e Fano sulla cultura»

uno (16)PESARO – Matteo Ricci e Daniele Vimini simulano l’«uomo vitruviano» ai Musei Civici, poi visitano la mostra  «Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura» (inaugurazione a Palazzo Mosca sabato 13 luglio alle ore 19; apertura dal 14 luglio al 13 ottobre 2019), firmata dall’artista Agostino Iacurci e curata da Marcello Smarrelli.  Con loro anche il presidente dell’Ente Olivieri Fabrizio Battistelli e la curatrice della sezione bibliografica Brunella Paolini. Dieci edizioni del De Architectura di Vitruvio, conservate nella biblioteca Oliveriana, ognuna aperta su una pagine diversa dei dieci libri di cui si compone il trattato. «Come un sogno ad occhi aperti attraverso le forme vitruviane, Iacurci (classe 1986), realizza un’installazione fortemente scenografica e coinvolgente, composta da opere tridimensionali e pittoriche», rilevano gli organizzatori. Il disegno nasce  dalle «Mostre per Leonardo e per Raffaello» a Urbino, Fano e Pesaro, nell’ambito delle celebrazioni promosse dal Mibac per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci nel 2019 e di Raffaello Sanzio nel 2020. Evidenzia Matteo Ricci: «Il lavoro in rete con Urbino e Fano prosegue. Anzi: ormai è prassi comune, per fare in modo che gli anniversari – come in questo caso – o altre occasioni possano diventare veicolo di promozione del territorio. Una cosa che fino a qualche anno fa non si era mai fatta: merito di tutti i Comuni». Commenta il sindaco: «Ho conosciuto Iacurci: la volontà è concludere il percorso con un murales («sarebbe il coronamento di questo sogno ad occhi aperti, con la reinterpretazione della facciata del tempio progettato da Vitruvio, di cui si parla nel De Architectura», spiega l’artista, ndr). Sarà compito nostro individuare il luogo più adeguato in città. Ho colto la sua capacità di trasformare un lavoro tecnico, che ha fatto scuola per secoli, in una visione». Per Ricci, quindi, una mostra «di grande impatto, caratterizzata da colori bellissimi».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>