Andrea Bosca presenta il suo “Orfeo” in scena domenica a Fossombrone Teatro Festival

FOSSOMBRONE – La diciottesima edizione di Fossombrone Teatro Festival propone domenica 21 luglio “Orfeo” secondo spettacolo dell’edizione 2019 in scena attraverso la voce recitante di Andrea Bosca.

La scheda dello spettacolo

“Una sola clausola infatti v’era da rispettare lungo il percorso di risalita verso la luce: mai Orfeo avrebbe dovuto voltarsi per guardare Euridice seguirlo”.
Il mito di Orfeo viaggia da secoli tra le pagine dei più grandi scrittori, Ovidio, Rilke, Campana, Pavese. Il cantore Orfeo che persino gli inferi riuscì ad ammaliare con la sua cetra, ha continuato nel tempo a tessere incanti seducendo illustri penne, facendo sì che il suo mito divenisse tra i più famosi. Orfeo che per amore della sua Euridice, morta per la gelosia di un figlio d’Apollo che tutta la voleva per sé, scende nel buio della terra d’Averno per riportarla a casa. La regina ed il re degli inferi, commossi dal racconto di un amore grande quale fu quello tra il cantore e la sua Euridice, permisero ad Orfeo di riportarla tra i vivi. E vi sarebbe riuscito, se avesse avuto fiducia nell’ignoto. Una sola clausola infatti v’era da rispettare lungo il percorso di risalita verso la luce: mai Orfeo avrebbe dovuto voltarsi per guardare Euridice seguirlo. Ma Orfeo si voltò e la sua bella, ormai divenuta scolorita immagine di quella che era sua moglie, venne risucchiata all’indietro.

Le declinazioni nelle quali il mito si è evoluto sono diverse. Con questo nostro progetto non abbiamo la pretesa di raccontar meglio, di quanto non sia stato già fatto, il mito di Orfeo, sarà lui stesso che vi accompagnerà lungo il cammino del mistero che lo vede protagonista, attraverso le diverse ed eccelse interpretazioni che grandi scrittori ne hanno tratto, cercando assieme al pubblico una via per capirne l’essenza e ritrovar così se stesso.

ARTISTI

Andrea Bosca, voce recitante Stefano Maffizzoni, flauto Giulio Tampalini, chitarra Stefano Maffizzoni, direttore musicale Testo di Bianca Melasecchi

da un’idea di Elena Marazzita

MUSICHE

ORFEO – Danza degli Spiriti Beati C. DEBUSSY – SYRINX C. DEBUSSY – LA FILLE AUX CHEVEUX DE LIN M. RAVEL – VOCALISE – Étude en forme de Habanera C. SAINT-SAËNS – ROMANZA op. 37 M. RAVEL – PAVANE POUR UNE INFANTE DÉFUNTE J. MOUQUET – PAN ET LES OISEAUX C. DEBUSSY – CLAIR DE LUNE G. FAURÉ – PAVANE op. 50 G. FAURÉ – SICILIENNE op. 78 – Pelléas et Mélisande A. KHACHATURIAN – ADAGIO DA SPARTACUS ET PHRYGIA

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Dieci domande con… Andrea Bosca

  • Con “Orfeo” porti al FTF 2019 il mito greco, quello più onirico e affascinante. Un viaggio nel mito delle paure e dei dubbi esistenziali, indagato tramite gli scritti eterni di autori come Ovidio, Rilke, Campana, Pavese. Com’è nata l’idea e lo sviluppo di questo spettacolo?

“L’idea è nata da Elena Marazzita, realizzata dal testo di Bianca Melasecchi. Mi ha subito conquistato la figura di Orfeo, così umana e ‘dentro’ ognuno di noi. Una storia d’amore, romantica, struggente e avventurosa, che va a toccare le corde più intime della nostra vita. A volte lasciare andare un grande amore è un gesto enorme, forse una delle più grandi dimostrazioni d’amore se ci pensiamo, quello vero, che fa male e toglie il respiro, il sonno. Mi vengono in mente i versi di Dino Campana sulla “fisicità” della sensazione amorosa e della sua perdita, mi toccano profondamente. Sarà un viaggio in parole e musica sull’amore, note e parole “alte”, che ci possono aiutare ogni giorno a tentare di capire e quindi ad affrontare la complessità della vita, la sua bellezza e le sue difficoltà”.

  • Che rapporto hai con “l’ignoto”?

“Direi scomodo, come penso tutti noi del resto. Credo però che l’ignoto e le domande di Orfeo siano necessarie, ci aiutano a vivere, ad evolverci, ad andare avanti e a trovare lati in noi che non pensavamo di avere. Ci spinge oltre l’ostacolo, a cambiare e migliorare continuamente. Senza questi stimoli che senso avrebbe l’esistere?”.

  • Quando hai deciso di fare l’attore?

“Rimasi affascinato dalla recitazione sin dai 12-13 anni, andavo alle scuole medie, e lo facevo un po’ per gioco. Poi a 18 anni era ormai divenuta in me chiara e forte l’esigenza di essere attore, di recitare. E’ stata una decisione naturale, direi quasi inevitabile e necessaria. E non potrei essere più felice di aver fatto questa scelta”.

  • Tu ti definisci artigiano a 360 gradi: attore di successo, pasticcere alla vigilia delle feste comandate per aiutare i suoi genitori nella loro attività e produttore di moscato. Se non fossi attore dove ti troveremmo oggi?

“Sinceramente è una domanda che non mi sono mai posto, proprio perché non riesco a pensarmi altrove. Da bravo piemontese ho una vigna, i miei hanno la loro attività ed è bello tornare, aiutarli e vivere la dimensione intima e casalinga. Ma come ti ho detto, non riesco a vedermi fuori dalla recitazione, come mondo, come vita. Magari regista, sceneggiatore… Come vedi rimaniamo sempre nello stesso ambito! (ride, ndr)”.

  • Tu sei uno dei pochi italiani ad aver recitato in una serie americana (Quantico). Che esperienza è stata? Quali le differenze con quelle made in Italy alle quali hai partecipato?

“E’ stata un’esperienza incredibile, le produzioni americane hanno budget per l’Italia impensabili, l’atmosfera che si respirava era di grande professionalità ma al tempo stesso di tranquillità e rilassatezza, gli attori internazionali mi hanno accolto con simpatia e amicizia, mi sono trovato davvero bene. E’ incredibile vedere la precisione e l’accuratezza che mettono in ogni cosa, e come al tempo stesso siano sereni, emotivi, empatici, comprensivi. Davvero un’esperienza favolosa”.

  • Teatro, tv, cinema: quale disciplina senti più tua, e quale vorresti approfondire di più? “Io amo tutte e tre le discipline, mi trovo bene in tv, a fare cinema e teatro. Ecco, delle tre il teatro è quella che mi ha impegnato meno negli ultimi anni, quindi ti direi che l’”Orfeo” che porteremo a Fossombrone sarà un’ottima occasione per tornare tra la gente, che è la cosa più bella che il teatro ti da”.
  • Jonas tornerà ne “La porta rossa 3”?

“Spero proprio di si! E’ un personaggio molto lontano da me, mi piace proprio per questo: mi permette di sperimentare e approfondire lati del mio lavoro e della mia personalità in maniera diversa, alternativa e profonda”.

  • Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Sto effettuando le riprese per nuove fiction televisive, insieme al teatro estivo. Tante cose bollono in pentola, la cosa non può fare altro che rendermi entusiasta”.

  • Andrea Bosca e la musica: hai in mente di approfondire in futuro il connubio tra teatro e musica? “La musica fa parte della mia vita da sempre. Provengo da un background rap e hip hop, ma ho sempre avuto curiosità e apertura su tutti i generi. Sto imparando a suonare la chitarra, nonostante non sia più un ragazzino (ride, ndr). Ma mi sta dando degli ottimi stimoli, mi rilassa e mi serve per entrare ancora più dentro al mio lavoro: musica e parole sono strettamente legate da un legame eterno e indissolubile”.
  • E’ la tua prima volta al FTF: quali sono le tue aspettative?

“Ho tanta voglia di portare Orfeo a Fossombrone. Sarà una bellissima serata, era da un po’ che non andavo tra la gente, in mezzo alla gente, a condividere oltretutto uno spettacolo dal taglio così “alto”, fortemente poetico e intenso. Sarà fantastico emozionarci insieme, e sarà per me anche una bella responsabilità: l’incastro tra parole e musica sarà fondamentale, stiamo provando tanto proprio per raggiungere questo livello di intensità lirica e musicale. Sono sincero, sento molto questo spettacolo, e sono sicuro che i forsempronesi mi aiuteranno con il loro calore e la loro attenzione”.

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