Urbino, la voce di Emma Bertagnolli regala una prima serata magica al Festival di Musica Antica

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18 luglio 2019

Emma Bertagnolli

Emma Bertagnolli

URBINO – Una serata magica, nella magica Urbino. Peccato non averla vissuta nella cornice, altrettanto magica, del Palazzo Ducale, magari nel Cortile d’Onore. Perché con tutto il rispetto per la storia il Salone Raffaello, il concerto di Gemma Bertagnolli, accompagnata dal clavicembalo di Giovanni Togni, dal violoncello di Paolo Beschi e soprattutto dal violino di Ryo Terakado avrebbe meritato un luogo migliore, soprattutto per la luce.

Pazienza. Resta che il Festival Internazionale di Urbino Musica Antica, giunto alla 51^ edizione, non poteva incominciare meglio.

Seguire il concerto è stato come arrivare nella Città Ducale. Il parcheggio al Mercatale, la salita a piedi in Via Mazzini, uno sguardo rapito, per l’ennesima volta, dalle Scalette del Teatro, da Vicolo dei Saponari e dalla Piola San Giovanni. L’arrivo in Piazza della Repubblica dove si parlano quasi tutte le lingue e l’italiano è in minoranza. I turisti in vista, una famiglia tedesca – genitori e figlia con zaino in spalle – reduce da un trekking urbano. Due giapponesi che domandano dove è il Salone Raffaello. Vanno al concerto, ovvio. Infatti, il pubblico è prevalentemente straniero. Sembra incredibile, pensando all’età media degli spettatori della lirica, ma fra i presenti ci sono moltissimi giovani. Forse sono studenti dei corsi di musica antica, ma resta il piacere di prenderne nota.

Ci si immerge in un’atmosfera internazionale e si ascolta con attenzione la presentazione del programma e l’invito a spegnere i telefoni. Con attenzione… non proprio se è vero che una suoneria si scatena all’apparire dei quattro protagonisti.

Gemma Bertagnolli ringrazia lo spettatore disattento e poi dà il via a a 80 minuti davvero magici, grazie a un programma molto bello, alla sua voce trascinante, alla musica che l’accompagna fino al bis, graditissimo, da Venus & Adonis di Georg Friedrich Händel. Applausi, tanti applausi! Sarà anche musica antica, ma è così attuale, così affascinante che non ci si sarebbe stancati si ascoltare altri sette brani.

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