ROF, “La Riconoscenza” del pubblico, apprezzamenti per la cantata

di 

15 agosto 2019

I protagonisti sul palcoscenico del Teatro Rossini

I protagonisti sul palcoscenico del Teatro Rossini

PESARO – Archiviate le prime tre prime con un grande successo, se si si escludono i fischi e i buu alla regia di Semiramide firmata da Graham Vick, è partito nel migliore dei modi anche il “resto del ROF”. Il primo appuntamento, questo pomeriggio, con La Riconoscenza, Cantata che Rossini, su libretto di Giulio Genoino, compose in omaggio a Maria Luisa Giuseppina di Borbone che ammirava il pesarese. Una cantata – spiega il musicologo Andrea Malnati nella presentazione del concerto – che comprende “sette numeri musicali intercalati da recitativi accompagnati: Introduzione; Aria Argene; Duetto Argene-Melania; Terzetto Argene-Melania-Fileno; Concerto pastorale; Aria Fileno: Finale.

Sul palcoscenico del Teatro Rossini, trentadue coristi (sedici voci maschili, altrettante femminili) del Coro del Teatro della Fortuna M. Agostini diretto da Mirca Rosciani ad accompagnare (nell’Introduzione e nel Finale) quattro voci soliste: Carmela Remigio, soprano pescarese, a dare voce ad Argene; Victoria Yarovaya, mezzosoprano moscovita, a interpretate Melania; il tenore russo Ruzil Gatin; il basso Riccardo Fassi (Elpino) che all’ultimo momento ha preso il posto di Mirco Palazzi, obbligato a rinunciare “per gravi motivi familiari”, ha informato un comunicato del Festival.

A dirigere con passione la “sua” Filarmonica Gioachino Rossini, Donato Renzetti, grande amico del ROF, già docente di Michele Mariotti che ha frequentato i corsi del direttore pescarese.

A fare da cornice all’appuntamento un pubblico discreto, anche tenendo conto che molti erano attesi in serata dalla seconda rappresentazione di Semiramide.

Il basso ha una piccola parte, mentre l’impegno degli altri solisti è notevole. In particolare il tenore al quale – scrive Malnati – “Rossini affida i due numeri musicali più impervi e strabilianti della cantata pastorale (Argene e Melania sono pastorelle, Fileno ed Elpino pastori; ndr): il terzetto accompagnato da strumenti a fiato e arpa, in cui alla voce è richiesto di spingersi fino alle note sovracute, e l’Aria, una vera summa della vocalità tenorile rossiniana”. Ruzil Gatin s’arrampica fino alle alte vette, scalando una sorta di Everest senza le bombole d’ossigeno, ma quando conquista la vetta è ripagato dal ringraziamento del pubblico che mostra d’apprezzare in maniera particolare l’apporto di Carmela Remigio e del direttore d’orchestra.

Alla fine gli applausi sono lunghi e calorosi. L’affetto degli spettatori è la migliore “riconoscenza” per tutti i protagonisti, con particolare riguardo per orchestra e coro, e per il ROF.

Il coro fanese con Mirca Rosciani per l’applauso meritato di fine concerto

Il coro fanese con Mirca Rosciani per l’applauso meritato di fine concerto

A proposito di cambiamenti, l’ufficio stampa del Festival informa che ci sono altri cambiamenti:

“Manuel Amati si esibirà nelle Soirées musicales (16 agosto, Teatro Rossini), precedentemente affidate a Xabier Anduaga, ma il tenore basco è indisposto..

“Il cast del Viaggio a Reims (18-20 agosto, ore 11 Teatro Rossini) vedrà l’inversione nel ruolo del Conte di Libenskof: Matteo Roma canterà il 18, Diego Godoy il 20.

“Infine, Varduhi Abrahamyan non canterà nel concerto lirico-sinfonico del 19 agosto (Teatro Rossini, ore 16). Sarà Cecilia Molinari a esibirsi a fianco di Jessica Pratt.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>