Il ROF nel Bpa Palas, attorno il deserto

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16 agosto 2019

PESARO – L’ultima puntata della storia del Festival racconta la prima volta nel grande palazzo dello sport della Torraccia e il XXX Festival (rileggi la prima puntata qua, la seconda qua, la terza qua e la quarta qua).

2006

Mozart inaugura la nuova struttura che non piace ai melomani

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Adriatic Arena (foto tratta da Fb dalla pagina del sindaco Ricci)

Adriatic Arena (foto tratta da Fb dalla pagina del sindaco Ricci)

La sera dell’8 agosto 2006 inizia la lunga stagione alla Torraccia. Doveva durare poco tempo, ma quattordici anni dopo si va ancora lì. Per fortuna, si può aggiungere, amaramente. Altrimenti il ROF, anche alla luce della chiusura di quest’anno dell’Auditorium Pedrotti, si sarebbe trovato nell’impossibilità di proporre programma con almeno tre opere.

Dunque, un dittico, una doppia rappresentazione, prima Mozart con Die Schuldigkeit des Ersten GebotsL’obbligo del Primo Comandamento, poi Rossini con La cambiale di matrimonio, inaugurano il nuovo impianto sportivo realizzato in zona Torraccia, più o meno il deserto per un pubblico colto che ama vivere la città che ospita il teatro, l’opera, il Festival, visitare i musei, guardare le vetrine, fare acquisti. Lì, alla Torraccia, ci si va con una “toccata e fuga”, che nel caso non è la celebre composizione in Re minore di Johann Sebastian Bach.

Gli ottimi interpreti, alcuni dei quali in entrambe le proposte, passano alla storia per essere i primi a calcare il nuovo palcoscenico realizzato alla perfezione dai tecnici del Festival. Maria Gortsevskaya è la Giustizia nel Die Schuldigkeit des Ersten Gebots, e interpreta Clarina ne La cambiale di matrimonio. Saimir Pirgu, già allievo dell’Accademia Rossiniana, ma anche di Luciano Pavarotti, da voce a Cristiano per Mozart e a Edoardo Milfort nella Cambiale che ha protagonista anche Paolo Bordogna, che in seguito prende casa a Pesaro ed è, ancora oggi, uno dei grandi interpreti del Festival. Quest’anno è Gamberotto ne L’equivoco stravagante.

Il ROF rende omaggio a Mozart nel 250° anniversario della nascita del magico compositore salisburghese.

Il titolo del Carlino sul ROF 2006: Le strade «tortuose» portano al successo

Siamo qui malgrado la crisi che investe diversi settori del nostro paese e la perdita del Palafestival, cui abbiamo dovuto sopperire nel giro di un anno. Se i due teatri (perché i tecnici del Festival ne ricavano addirittura due negli spazi enormi, anche sprecati, della grande Astronave della Torraccia; ndr) del Bpa Palas sono luoghi dove si sta, si vede e si ascolta in modo perfetto è il frutto di una spinta collettiva, di una collaborazione cittadina rara in tempi di diffusi egoismi istituzionali”, racconta il sovrintendente Mariotti a Maria Rita Tonti che l’intervista per il Resto del Carlino.

L’altra opera ad andare in scena nel secondo teatro allestito nel palasport è L’Italiana in Algeri che ha regia, scene e costumi di Dario Fo ed è diretta da Donato Renzetti.

Il Teatro Rossini ospita Torvaldo e Dorliska con Francesco Meli e Darina Takova nei ruoli eponimi.

2009

Un ricco trentennale

È l’anno del trentennale e il ROF XXX ha un cartellone ricchissimo: Zelmira nell’Adriatic Arena (era il nuovo nome del palazzo dello sport), La scala di setaLe Comte Ory, la Petite Messe Solennelle e il solito Viaggio a Reims dei giovani nel Teatro Rossini. E numerosi sono i concerti, compreso quello del grande contralto Ewa Podles.

Evviva Rossini! è il titolo, accompagnato da una grande foto, della prima pagina dell’inserto Estate del Carlino, che rimanda alle pagine interne per un’intervista al direttore Roberto Abbado che racconta la sua Zelmira che inaugura il Festival.

Il direttore artistico Alberto Zedda racconta in un’altra pagina del quotidiano bolognese che Zelmira ha una musica mai sentita. In verità è il catenaccio, perché il titolo è dedicato a Flórez, che interpreta Ilo (foto Amati Bacciardi) in Zelmira.

Flores in Zelmira«Flórez è come Kakà, sfida il limite dell’acuto»

Non sapevamo che il Maestro amasse il calcio, e non è neppure – come talvolta capita – una forzatura giornalistica. Rispondendo alle domande di Luigi Luminati che lo intervista per il Carlino Pesaro Primo Piano, il fondatore dell’Accademia Rossiniana replica così alla domanda sul ROF che sta sfidando il limite dell’esistenza, perché con le risorse a disposizione, sotto non si può andare

«Dal punto di vista della rappresentazione, sicuramente no… Gli allestimenti hanno costi, ma non possiamo fare un festival di soli concerti».

Questa sfida al limite riguarda anche Zelmira.

«Questa non è un’opera che offre facili allori ai cantanti. Eppure Flórez la interpreta con un virtuosismo impressionante. Ascoltarlo fa lo stesso effetto di un un gol impossibile di Kakà o del record mondiale dei 100 metri piani. Sono acuti così estesi che emozionano».

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