Altro centro per la Vuelle, arriva il 30enne Clint Chapman

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1 ottobre 2019

PESARO – Non c’è due senza tre. La Carpegna Prosciutto infatti, dopo la vicenda Dejuan Blair e la breve parentesi di Tau Lydeka, ha messo sotto contratto il suo terzo centro, con la speranza che sia quello definitivo.

Alla corte di coach Perego è così arrivato Clinton Chapman, detto Clint, centro 30enne americano di 208 cm per 110 kg, che nei suoi sette anni di professionismo ha girato il mondo, prima di atterrare l’anno scorso in Germania, dove ha cambiato tre squadre, disputando anche l’Eurocup con l’Alba Berlino, e sicuramente nel suo girovagare in terra tedesca, è stato notato da Perego, che ha avallato la scelta di rinunciare a Lydeka, per prenderne una versione più giovane e più atletica, magari un pizzico meno esperta, ma si spera più adatta al gioco della Vuelle rispetto al lituano, anche se ancora il vero gioco non lo abbiamo visto, perché con Pusica infortunato, l’attacco biancorosso si è concentrato sulle individualità, con un moderato uso del pick and roll, punto di forza del regista serbo, che non ha mai nascosto, durante il precampionato, di soffrire la mancanza di un centro vero con cui dialogare.

Che tipo di giocatore è Clint Chapman?

#WelcomeClintChapmanCentro moderno, senza un reale punto di forza, ma in grado di giocare qualche minuto da ala grande, anche se a Pesaro gli chiederanno principalmente di presidiare l’area colorata, di essere un baluardo difensivo e di chiudere la strada alle penetrazioni avversarie. In fase offensiva, ama giocare fronte a canestro, con un discreto tiro dalla media e qualche escursione anche dalla linea da tre punti, ma può essere pericoloso anche spalle a canestro, pur se la tecnica non è proprio da manuale, con l’uso del piede perno che è sicuramente migliorabile. È abbastanza abile nel procurarsi falli, con una percentuale dalla lunetta senza infamia e senza lode, mentre in fase difensiva è sia mobile, che veloce a chiudere gli spazi, con una buona capacità nel tenere i contatti, sfruttando un fisico massiccio, quello che è mancato in queste due giornate in casa Vuelle, che si augura di aver trovato in Chapman, l’uomo giusto al posto giusto, anche se non stiamo parlando di un campione, ma di un onesto mestierante, uno di quelli insomma che alla domanda: “Che tipo di giocatore è?”, ti fa rispondere “E’ adatto per la Vuelle”, frase sibillina che indica che non abbiamo preso un brocco, ma neanche uno che ti fa girare la stagione, e d’altra parte, di centri dominanti ce sono pochini nel nostro campionato.

L’arrivo di Chapman, porterà come conseguenza l’addio a Lydeka, che va ringraziato per l’impegno profuso in questo mese, ma che onestamente stava faticando, e pensare di passare al 6+6, per mantenerlo nel roster, oltre ad essere un’operazione costosa – da almeno 150.000 euro – ci sembrerebbe una forzatura, in questo momento della stagione, anche se nulla vieterebbe alla Carpegna Prosciutto di cambiare idea tra qualche mese, se capitasse l’occasione giusta.

Diamo atto alla Vuelle di essersi mossa nei tempi giusti, sfruttando la pausa di domenica prossima, per inserire il nuovo elemento, e di aver preso un giocatore esperto, conoscitore del basket europeo, e senza grilli per la testa, poi naturalmente, sappiamo che in giro c’erano centri più validi, ma non siamo Milano, che per non farsi mancare nulla, ha tesserato Luis Scola, decimo straniero dell’Armani, che a questo punto ne dovrà mandare quattro in tribuna ogni domenica di campionato, noi siamo quelli che devono salvarsi, che non sanno ancora quando riusciranno a vincere la prima partita a che si augurano di aver trovato in Chapman, se non un campione, un ragazzo che dia una bella mano, sia nello spogliatoio, che in campo.

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