Da Sobrado dos Monxes ad Arzua e Pedrouzo, mancano 20 km a Santiago de Compostela: il Cammino di Luciano Murgia

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6 ottobre 2019

La ventiseiesima tappa di un nuovo Cammino di Santiago di Luciano Murgia. Rileggi la presentazione, la prima tappa, la seconda tappa, la terza tappa, la quarta tappa, la quinta tappa, la sesta tappa, la settima tappa , l’ottava tappa , la nona tappa e la decima tappa, l’undicesima tappa , la dodicesima tappa , la tredicesima tappa , la quattordicesima tappa , la quindicesima tappa e la sedicesima tappa, la diciassettesima tappa, la diciottesima tappa  la diciannovesima tappa e la ventesima tappa e la ventunesima tappa , la ventiduesima tappa , la ventitreesima tappaventiquattresima tappa e la venticinquesima tappa

di Luciano Murgia

PEDROUZO (Spagna) – Mancano 20 km a Santiago de Compostela e pure se sarà la mia quinta volta l’emozione è sempre la stessa. Una grande emozione, altrettanta gioia, soddisfazione, orgoglio e la convinzione che il Cammino di Santiago ti fa crescere interiormente, ti fa riflettere su chi sei, su quanto sei piccolo rispetto alla grandezza della natura che ti circonda; sia il Mare Cantabrico o il verde delle Asturias o della Galicia.
Soprattutto il Cammino ti fa conoscere tante belle persone.

Non finirò mai di ringraziare l’hostal Ruta Esmeralda che non mi ha dato un letto obbligandomi a cercare un posto altrove. Ho conosciuto persone che mi hanno fatto una grande compagnia. Dopo 24 tappe solitarie, per scelta e per oggettive difficoltà ad avere gli stessi programmi di altri, ho vissuto le ultime due con nuovi amici di Cammino che mi hanno regalato momenti che porterò sempre nel cuore.

Venerdì sera Andrea, genovese innamorato del mondo, ha preparato eccellenti spaghetti aglio olio e peperoncino che hanno conquistato i commensali. Ha fatto la spesa e offerto tutto lui. Io ho acquistato il vino e i dolci prodotti dai frati del monastero di Sobrado. Eravamo in 7 a tavola: quattro italiani (Andrea, Sabrina, Federica e il vostro cronista), due francesi e uno spagnolo. Alla fine della serata, con l’insalata di lattuga e pomodori e il pane avanzati ho preparato i panini per oggi.
Stamattina siamo partiti in quattro (Andrea, Paco, Carol ed io), immersi nella nebbia che avvolgeva Sobrado. Dopo una salita iniziale, è stata una tappa di trasferimento soprattutto su asfalto. A un certo punto volevano sfruttare una panchina per riposare. Abbiamo fatto una sosta in un bar di Boimorto e subito dopo abbiamo incontrato la sorpresa anticipata ieri.

Ci ha raggiunti Sergio Ghisleni, ex giornalista della Gazzetta dello Sport, che vive da anni in Spagna con la compagna Catarina Pollini, la più grande giocatrice del basket italiano, ma anche a lungo la migliore in Europa. Vivono a Lugo e Sergio ha lasciato l’auto a Pedrouzo e ha camminato con noi. Ad Arzua, raggiunta dopo avere salito una “rampa di garage” molto dura. Abbiamo salutato Paco, che aveva prenotato da tempo un letto in questa cittadina che vive di Cammino. Qualche chilometro più avanti ho salutato anche Carol e Andrea che si sono fermati in una pensione di Os Penedos. Arriveremo tutti a Santiago de Compostela domenica, chi prima chi dopo, ma ci siamo dati appuntamento alle ore 20 all’Obradoiro, la piazza della Cattedrale. Ceneremo insieme e forse ci sarà anche Federica.

Sergio mi ha fatto compagnia per qualche chilometro, parlando a lungo di Pesaro, dei suoi ricordi quando seguiva la Scavolini. Poi ho proseguito da solo, rivedendo luoghi conosciuti nella parte finale del Cammino Francese e del Primitivo, che confluisce nel primo a Melinde, mentre il Nord lo fa ad Arzua.

Infatti la presenza di pellegrini è aumentata notevolmente rispetto al Nord assai più solitario.

Ho rivisto luoghi caratteristici, compresi il Muro della Saggezza e il bar che ha una parete esterna di bottiglie (birra Peregrina), ma anche “caminantes” in difficoltà. Una coreana camminava in maniera anomala. Le ho chiesto se avesse bisogno d’aiuto. Ha risposto che era tutto ok. Beata lei.

Dopo 43 km ho raggiunto Pedrouzo. Ma prima di trovare posto nell’albergue Cruceiro, ho rivisto con piacere il cagnolino di cui ho pubblicato la foto giorni fa. In verità è una cagnolina, si chiama Lizzie ed è francese come il suo amico Jim che credevo tedesco. Avevo perso le loro tracce da giorni.

“Ad Avilés abbiamo lasciato il Nord per proseguire sul Primitivo. Ora siamo qui è domani andiamo a Santiago de Compostela”, ha raccontato il giovane transalpino.
Lizzie mi ha fatto tante feste. Che abbia saputo che ho scritto del suo dolcissimo musetto?

Adesso vado a cena nella pizzeria CH dove ho cenato già – molto bene – lo scorso anno. Speriamo mi concedano il bis.

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