Sei sconfitte, il quintetto fa acqua, la panchina pure. La Vuelle 1.0 non può salvarsi con le forze attuali

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4 novembre 2019

Chapman a canestro a Treviso

Chapman a canestro a Treviso

PESARO – Il problema non è la sconfitta di ieri sera, arrivata al termine di una partita tutto sommato decorosa da parte della Carpegna Prosciutto, il problema sono le altre cinque sconfitte, che sommate a quella con Treviso, portano il record della Vuelle ad un desolante 0-6, anzi più che desolante, è una sorta di sentenza quasi definitiva per la società di Via Bertozzini, dalla quale ci aspettiamo entro la settimana, una presa di posizione seria, perché ormai è chiaro che la Vuelle 1.0 non è in grado di salvarsi con le proprie forze.

Nessuna squadra, in serie A, si può permettere di regalare uno straniero da quintetto, questa Vuelle, praticamente, ne sta regalando tre, perché dopo sei partite, gli unici due che sembrano in grado di competere a questi livelli sono Barford e Chapman, ognuno coi propri difetti, perché Jaylen è la classica guardia tutto talento, poca materia grigia, capace di accendersi e spegnersi senza preavviso, come le batterie moderne, che fino alla sera prima vanno benissimo, e la mattina successiva ti lasciano a piedi.

Clint, invece, rischia di essere il miglior tiratore da tre della Vuelle, e sottolineiamo rischia, perché non era stato preso per questo, o almeno non solo per questo, ma per coprire il buco lasciato nel ruolo di centro fin dallo scorso agosto, quando DeJuan Blair fregò i dirigenti Vuelle, dimenticandosi di avvisarli della squalifica pendente sulla sua testa, e in questi tre mesi, non si è fatto niente per rimediare all’accaduto, tamponando il buco con il buon Tau Lydeka, lasciato partire senza troppi complimenti nel weekend, perché “Perego Dixit”, Lydeka non corrispondeva al tipo di centro che serviva alla Vuelle, e a questo punto, vorremmo sapere se, e quando arriverà questo famigerato centro, perché non lo è certamente Chapman, e non lo sarà neanche Totè, quando rientrerà a dicembre, col problema, non trascurabile, che fino ad allora, in allenamento dovrà essere l’imberbe Beniamino Basso a contrastare Chapman nei cinque contro cinque, con tutte le problematiche del caso.

E di problemi da risolvere questa Vuelle ne ha tanti, anche se i più evidenti rispondono ai nomi di Pusica, Drell e Thomas. Siamo sinceri, quello che ci ha deluso di più è il play serbo, dal quale ci aspettavamo molto di più, ci aspettavamo una leadership che non ci ha mai fatto vedere, ci aspettavamo che prendesse molte più iniziative rispetto ai soli 6 tiri tentati a partita, ci aspettavamo insomma, che fosse lui quello in grado di dare equilibrio ad una squadra non in grado di rimanere in piedi con le proprie forze.

Discorso diverso per Drell, che se non dovesse giocare in quintetto e per 25 minuti di media, non sarebbe neanche un cattivo cambio, il problema è che il ragazzo è a tutti gli effetti un titolare, anche per mancanza di alternative valide, ed è chiaro che a questo punto, Drell è un lusso che non ci possiamo più permettere.

Poi c’è da discutere del “caso Thomas”, che fa quasi tenerezza quando si ostina a giocare dentro l’area, dove viene regolarmente rimbalzato da qualsiasi avversario gli si ponga davanti e dove riesce a segnare, solo quando gli viene elargito qualche fallo a favore, perché anche qui è chiaro che Thomas non è in grado di farsi valere dentro l’area e se le sue percentuali dall’arco sono quelle di ieri sera (0 su 6), il suo contributo offensivo si limita a qualche rimbalzo, mentre in difesa, subisce regolarmente qualsiasi ala grande gli si pone di fronte.

E se il quintetto fa acqua, la panchina non è messa meglio, anche se qui ci aspettiamo la crescita di Eboua, ancora lontano da una condizione fisica accettabile, e aspettiamo con ansia il rientro di Totè, uno dei meno peggio nelle poche partite disputate, mentre Mussini si sta confermando il classico giocatore imprevedibile, capace di buone cose, ma anche di forzature ampiamente evitabili, con Miaschi che non sta facendo troppi danni, mentre a Zanotti, giustamente, non gli danno in tempo di fare danni.

Insomma, a forza di aspettare, ci siamo accorti che il quintetto è debole, la panchina è scarsa, e il coach è troppo acerbo, e c’è qualcuno che ancora si meraviglia che questa Vuelle sia ultima a zero punti?

I PIU’……

Clint Chapman: 30 punti, 35 di valutazione, partita di alto livello per Clint, bravo non solo nelle triple, ma anche a convertire i passaggi dei compagni dentro l’area, un acquisto azzeccato, ma nel ruolo sbagliato.

Primo quarto: Pesaro segna 27 punti, sicuramente con la complicità della difesa trevigiana, ma per dieci minuti il pallone gira nella maniera giusta e tutto il quintetto produce punti e gioco, ma poi sono arrivati gli altri tre quarti.

Jaylen Barford: Il suo ventello lo porta a casa anche stavolta, perché che sappia far canestro è innegabile, ma che sappia farli quando serve è ancora tutto da dimostrare.

…. E I MENO DELLA SFIDA TREVISO – PESARO

Vasa Pusica: 5 punti, 1 assist, 2 su 6 dal campo, 33 minuti di presenza troppo leggera per Vasa, che non sembra ancora a suo agio in questa Carpegna Prosciutto.

Tiro da tre: Gli unici a segno dall’arco sono stati Chapman e Barford, mentre gli altri sette compagni, hanno confezionato un desolante 0 su 15 complessivo.

Henri Drell: Nelle prime partite, almeno si rendeva utile con qualche scorribanda offensiva, adesso non fa più neanche quello e non possono essere i 5 rimbalzi catturati ad esentarlo dalle sue responsabilità.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Non sappiamo quanto durerà l’avventura di Federico Perego alla guida della Vuelle, quello che sappiamo è che il 35enne coach brianzolo è in uno stato di confusione totale, incapace di uscire da una situazione che lui stesso ha contribuito a creare, perché su almeno quattro elementi delle squadra c’è il suo zampino e, in prospettiva, non sarà facile per chi ne dovesse prendere il posto, cavarci qualcosa di buono, da un gruppo pieno di doppioni e con un paio di buchi grossi come la Vitrifrigo Arena.

Ieri, nelle interviste post partita, Perego ha cercato di destreggiarsi come poteva, tirando il più possibile l’acqua al suo mulino, affermando che quella di ieri è stata la partita in cui la sua squadra è stata più in partita rispetto alle precedenti, cosa anche vera, se non fossero poi arrivati i soliti momenti di follia, stavolta all’inizio del terzo quarto, situazione che si è palesata per la sesta volta su sei e per la quale non è mai stato in grado di trovare una soluzione, poi i suoi ragazzi sono stati bravi a “prendere quello che Treviso ci ha lasciato”, col piccolo problema che se stai lì ad aspettare quello che ti lasciano gli altri, devi sempre sperare nella clemenza della corte, e in serie A, non sono troppo clementi e non lo saranno neanche in futuro.

Alla specifica domanda su Zach Thomas poi, Perego ha cercato di difendere l’operato del suo capitano, elogiando i nove rimbalzi catturati, specificando che per lui non è stato facile destreggiarsi tra la fisicità di Tessitori e Fotu, ma bisognerebbe avvisarlo che, con tutto il rispetto, i due trevigiani non saranno i clienti peggiori che Thomas incontrerà in Italia, e che purtroppo, in giro, ci sono lunghi ben più dotati, sia dal punto di vista tecnico che fisico.

Inoltre, durante la conferenza stampa, per due volte ha sottolineato che la sua Vuelle è in grado di starci in questa serie A, non sappiamo se per auto convincersi, o se ci crede veramente, vedendo cose che noi, da fuori, non abbiamo ancora notato, quello che si nota ad occhio nudo, sono i numeri, quelli che dicono che Pesaro è ultima da sola, che subisce più punti di tutte e che ha tre uomini del quintetto – Pusica, Drell e Thomas – sotto la doppia cifra di punti realizzati, numeri che certificano solo in parte, lo stato in cui versa questa Carpegna Prosciutto, che magari ancora a Pesaro la valutiamo con un pizzico di ottimismo, ma che da fuori, la danno praticamente spacciata, e destinata a non vincere neanche una partita, e se avessero ragione loro?

DAGLI ALTRI PARQUET

La Virtus Bologna cala il settebello, rifilando un ventello a Reggio Emilia, ad inseguire la Segafredo sono rimaste Sassari, che sabato sera aveva asfaltato Roma e Brindisi, vittoriosa su un’Umana Venezia in grosse difficoltà fuori dalle mura amiche. Milano conferma il suo buon momento, aggiudicandosi con autorità il derby con Varese, risalendo a quota otto punti, raggiunti anche da Brescia, vittoriosa in trasferta ai danni della Fortitudo, per la zona calda della classifica, importante il successo colto da Cantù a Cremona nel posticipo, con la Vanoli che rischia di perdere per qualche settimana Travis Diener e si toglie da quota zero Pistoia, che si aggiudica nel finale lo scontro diretto contro Trieste, ha riposato Trento.

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