Vuelle, la prima di Sacco con note positive spremute dall’ennesimo risultato negativo. Lavori in corso per sbloccarsi a Varese

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9 dicembre 2019

PESARO – Per pesare la prestazione della Vuelle di ieri sera, bisogna togliergli la tara, quella rappresentata dal rendimento di Milano, che se fosse sempre quella vista contro Pesaro, non solo non riuscirebbe ad entrare nei playoff di Eurolega, ma vincerebbe pochissime partite in quella manifestazione, e anche nel campionato italiano, faticherebbe a fare strada nei playoff, la sensazione è che coach Messina abbia usato questa partita per fare esperimenti, schierando i suoi a zona tre-due praticamente per tutta la partita, mischiando quintetti inediti e cercando di avere risposte positive da Mack, che probabilmente verrà tagliato a breve, e da Roll, la brutta fotocopia di Micov, poi, magari inconsapevolmente, chiunque giochi contro Pesaro, sa di poterla vincere alla fine, a maggior ragione se hai nelle tue fila un campione come Rodriguez, decisivo nel finale, e proprio per questo, non si impegna al 100%, ma rimane la sensazione che l’Armani non sia nel suo miglior momento e che debba risolvere al più presto i suoi problemi, se vorrà qualificarsi tra le prime otto in Eurolega.

Ma lasciamo coach Messina ai suoi problemi, e veniamo a quelli che aspettano coach Sacco da domattina, che rimangono tantissimi, non ultimo, una classifica che si fa sempre più preoccupante dopo i risultati di ieri, sicuramente, qualcosa è cambiato rispetto al recente passato, perché si è vista una Vuelle più tranquilla, più concentrata, più pronta a giocare di squadra, soprattutto in fase difensiva, dove la zona è stata abbandonata, per far posto ad una individuale con cambi sistematici, ma fatti con raziocinio, evitando che il play finisca a marcare il pivot, cercando di intasare il più possibile l’area, senza farsi battere sempre sul primo palleggio avversario, difesa che è stata sicuramente una delle note liete della serata, perché continuare a subire 95 punti di media, non aiuterebbe a togliere lo zero in classifica.

vuleNella colonna delle cose positive finisce di diritto il rientro di Totè, ragazzo che ancora non ha fatto vedere tutto il suo potenziale, ma che è uno dei pochi lunghi italiani a saper cosa fare col pallone in mano, niente di eclatante per carità, ma Leonardo rimane un buon cambio per il pivot titolare, col piccolo problema che questa Vuelle il pivot titolare non l’ha mai avuto e forse non l’avrà, perché se dovessimo basarci su quello visto contro Milano, in caso di un nuovo innesto non dovrebbe arrivare un pivot, ma un’ala, perché non può essere casuale che Drell non abbia mai messo piede in campo e che Thomas abbia passato tutto il primo quarto in panchina.

Positivo, ma con l’asterisco, anche il rendimento della coppia di play della Carpegna Prosciutto, perché sia Pusica che Mussini hanno giocato una discreta partita, ma entrambi possono fare di più, soprattutto in fase di costruzione, perché ancora il pallone rimane troppo nelle loro mani, anche se la mancanza di un centro puro, influisce notevolmente, visto che non si può appoggiare quasi mai il pallone in post basso, data la mancanza di un giocatore in possesso di questa qualità, e si finisce col tirare troppo da tre – 29 volte contro Milano su 60 conclusioni dal campo – e poco da distanza ravvicinata.

Da valutare il rendimento di Barford e Eboua, con l’americano che continua ad alternare giocate apprezzabili a forzature evitabili, mentre Paul è alla ricerca del suo posto sul parquet, finendo per fare tanta confusione, soprattutto in fase offensiva, dove sono troppo pochi i tre tiri presi in 23 minuti, ma qui ad essere chiamata in causa è tutta la squadra, dato che Eboua non è un ragazzo in grado di costruirsi un tiro dal palleggio, ma ha bisogno di essere innestato.

Per esprimere un giudizio su Chapman, aspettiamo che Clint si riprenda al 100% dal problema alla caviglia, anche se sappiamo che non potrà mai, magicamente, trasformarsi in un centro puro, mentre il giudizio su Thomas purtroppo, continua a peggiorare partita dopo partita, e temiamo che stia per diventare irreversibile.

I PIU’…..

Federico Mussini: Un coast to coast di alta scuola, finito con un canestro in reverse più difficile di quello che si pensi, due triple pesanti segnate in momenti importanti del match, a cui si aggiunge anche il percorso netto dalla lunetta, insomma una buona partita per Federico, anche se poi ha subito Rodriguez nel finale, ma non è il primo, e non sarà l’ultimo a far brutta figura contro un campione del valore dello spagnolo.

Leonardo Totè: In settimana, dovrebbe liberarsi anche dell’ultimo orpello alla mano sinistra, per poter finalmente tornare al 100% del suo potenziale, che contro Milano si è visto a sprazzi, ma sui cui coach Sacco dovrà fare tanto affidamento in futuro.

Difesa: Milano non avrà giocato al suo massimo, ma almeno non si sono viste entrate al ferro senza opposizione, o cinque metri tra il tiratore avversario e il difensore pesarese, da una difesa decorosa, passano molte delle speranze di lasciare quota zero punti.

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – MILANO

Zach Thomas: Potrebbe aver capito, dopo 11 partite, che dalle nostre parti, con quel fisico non puoi giocare sotto canestro, e contro Milano infatti, non ci ha mai provato, col piccolo problema che se non la mette mai da fuori, difficilmente riuscirà a produrre punti in futuro.

Rimbalzi: 46 a 36 per Milano, che sicuramente era più attrezzata fisicamente della Vuelle, ma che è stata più reattiva nei rimbalzi offensivi e in quelli contestati.

Tiro da tre: 7 su 29 per la Vuelle, che continua a tirare con una percentuale insufficiente dall’arco, complice lo zero su cinque di Barford e gli errori di Thomas, che nelle ultime sette partite, ha segnato solamente 3 triple delle 24 tentate.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Giancarlo Sacco ha scelto un modo inconsueto per dirigere la sua prima partita, delegando a Paolo Calbini l’onore del palcoscenico e l’onere di allenare la squadra, con il nuovo coach che è rimasto quasi sempre seduto in panchina ad osservare quello che stava accadendo sul parquet, e dal suo posto privilegiato, ha commesso sicuramente degli errori, ma crediamo possa ritenersi soddisfatto complessivamente.

Gli errori più evidenti li ha commessi nella gestione del finale, quando il generoso Zanotti è andato in debito d’ossigeno, perdendo lucidità, arrivando sempre un secondo dopo sull’azione, tenerlo in panchina, inserendo Eboua al suo posto, avrebbe forse cambiato le carte in tavola, come ci sarebbe piaciuto vedere Pusica nel quintetto presente sul parquet sul 59 pari, il serbo, tra l’altro, è stato il giocatore con cui Sacco ha dialogato di più, per cui almeno una decina di volte, si è alzato dalla panchina, per spiegargli cosa fare, segnale che Pusica gode della fiducia del coach, e non dovrebbe rischiare il posto.

Posto che sicuramente rischia di perdere Henri Drell, nemmeno nominato dal coach nel post partita, quando gli è stato chiesto il motivo delle rotazioni ridotte, spiegando invece che su Miaschi ripone fiducia, dato che lo ritiene uno dei migliori italiani della sua classe, e che nelle prossime partite lo inserirà sul parquet, se ci saranno le condizioni.

Perché Sacco ha fatto capire, che se uno gioca bene, potrebbe rimanere in campo anche 40 minuti, fattore insolito nel basket moderno, e che magari non accadrà veramente, ma che dà indicazioni sul suo metodo di allenare, un modo dove chi dà tutto, merita di giocare, chi invece lo fa col freno a mano tirato, finisce in fondo alla panchina, come accaduto a Thomas nel primo quarto, perché sia Zach che Drell, sembrano appartenere alla filosofia di Perego e non a quella di Sacco, dato che il 19enne estone non è ancora pronto per la serie A e il capitano non ci ha mai dato l’impressione di essere veramente coinvolto.

Insomma, se dovessimo basarci su quello visto contro Milano, non ci stupiremmo se il nuovo arrivato in casa Vuelle fosse un’ala, anche se continuare a parlare di rinforzi, rischia di far arrabbiare il presidente Costa, soprattutto se gli giunge voce, che di rinforzi ne servirebbero tre, ma che ci accontenteremmo di due, ma, a questo punto della stagione, qualsiasi settore venisse rinforzato andrebbe bene, perché, per vincere 10 delle 21 partite rimaste, ci vorrebbe un miracolo sportivo difficile da immaginare fino all’altro giorno, ma che dopo ieri sera, forse, è appena appena meno impossibile da raggiungere, uscire arrabbiati dalla Vitrifrigo Arena, per non essere riusciti a battere Milano infatti, rientra nella colonna delle cose positive, ma andarci vicino serve a poco, servono tutti i punti possibili, a cominciare dalla trasferta di Varese, dove difficilmente arriverà qualcuno, dato che i tempi sono stretti per far sbarcare un nuovo giocatore entro venerdì mattina, ma anche con il roster attuale, ci sono le condizioni per iniziare a togliere quello zero che ci perseguita dal 24 settembre.

DAGLI ALTRI PARQUET

Prima sconfitta stagionale per la Virtus Bologna, battuta con pieno merito dalla Vanoli di coach Sacchetti, con la Segafredo che vede ridursi il distacco dalle seconde a soli quattro punti, dato che a quota 16, oltre a Milano, sale anche Sassari, dopo l’importante successo colto da Pozzecco a Brindisi, con i pugliesi raggiunti a quota 14, oltre che da Cremona, dalla Fortitudo, brava a rifilare 25 punti a Trento, e da Brescia, che ha superato agevolmente Pistoia. In chiave Coppa Italia, importante i successi ottenuti da Treviso in rimonta su Reggio Emilia, e da Roma nel posticipo, su Trieste, con i friulani che perdono terreno da Cantù, salita ad otto punti, dopo la vittoria ottenuta nel derby contro Varese, ha riposato Venezia.

 

 

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