Anche Pesaro non tutela chi cammina. Maggiori attenzioni a chi, in bicicletta o monopattino elettrico, infrange il Codice della Strada

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10 dicembre 2019

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PESARO – A settembre, mentre ero impegnato nel Cammino di Santiago, Pesaro inaugurava la stagione dei monopattini elettrici. “Una figata”, fu il commento del sindaco Ricci.

Dalla Spagna commentai che i fruitori dei monopattini elettici si sarebbero aggiunti ai ciclisti nel provocare ulteriori rischi per chi cammina. Perché l’Italia, e quindi anche Pesaro, non è Paese per i pedoni. Anzi, il contrario.

Parlando con amici che camminano quotidianamente, esercitando quella che è la vera mobilità sostenibile, conveniamo che “il pericolo è il nostro mestiere”.

Se camminiamo sul marciapiede rischiamo di essere investiti dai ciclisti, e adesso anche da chi utilizza il monopattino elettrico. Se attraversiamo sulle strisce – per carità, mai farlo al di fuori perché si finirebbe per essere cornuti e razziati – rischiamo di  essere travolti da automobilisti e motociclisti incivili. E se osiamo alzare la voce per protestare, nella migliore delle ipotesi veniamo insultati.

Detto questo, è ingiustificabile che un’Amministrazione, sia centrale sia periferica, si preoccupi solo della mobilità su due ruote. Come confermano i cartelli collocati all’entrata di Pesaro e l’ultima novità dal mondo della politica: “i monopattini elettrici sono equiparati alle biciclette e potranno circolare rispettando il codice della strada”.

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Evviva l’Italia, il paese dove la maggioranza dei ciclisti questo codice non lo rispetta.

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Chi utilizza il monopattino elettrico si è adeguato immediatamente, come dimostra la fotografia scattata domenica sera in pieno centro. Un monopattino con due persone a bordo. Ma siamo stati testimoni, non essendo riusciti però a immortalare il gesto di inciviltà assoluta, di due persone – un uomo e una donna e un cane, in braccio a lei – che si divertivano a esibirsi in zona mare. “Che figata” devono avere pensato. Non ha fatto meglio un genitore che, in Strada Tra i Due Porti, trasportava il giovanissimo figlio. Tanto, avrà pensato, se i vigili urbani e le altre forze dell’ordine non multano i ciclisti che pedalano e telefonano, perché dovrebbero multare me?

Infatti… è più facile – la foto è delle 12,30 di oggi, in Viale Cialdini – multare chi non ha pagato la sosta.

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A proposito del telefono: stamattina, sul Lungofoglia delle Nazioni, abbiamo visto un signore alla guida di una potente e costosissima Mercedes, un’automobile che telefona… da sola, in viva voce, basta che il conducente lo pensi. Ebbene, l’uomo guidava telefonando tenendo in mano lo smartphone, sempre più telefono intelligente in mano a una persona deficiente.

Così vanno le cose in un Paese, l’Italia, dove i pedoni sono la categoria a maggiore rischio.

Però a noi pedoni sia almeno consentita una domanda a chi guida auto costose, ma anche veicoli di scarso valore, a chi viaggia su potenti scooter o pedala in bicicletta sul marciapiede: vi capita mai di andare a piedi e attraversare sulle strisce? Se sì, come reagite se qualcuno telefona mentre guida o pedala e di conseguenza rischia di travolgervi?

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